In casa Avellino il repulisti annunciato è in fase di stallo. I contratti, pesanti, in essere frenano gli addii. E Taurino rischia di ritrovarsi tanti scontenti in ritiro

13.07.2022 00:05 di Tommaso Maschio   vedi letture
In casa Avellino il repulisti annunciato è in fase di stallo. I contratti, pesanti, in essere frenano gli addii. E Taurino rischia di ritrovarsi tanti scontenti in ritiro
TMW/TuttoC.com

Al termine della passata stagione l'Avellino aveva annunciato un repulisti praticamente totale dopo un'annata amara terminata con la cocente delusione dell'eliminazione ai play off per mano del Foggia. Repulisti che era iniziato con una mossa social, quella di smettere i profili dei vari giocatori ritenuti fuori dal progetto, in attesa che aprisse il mercato per poterli salutare in maniera definitiva. Dopo due settimane dall'apertura ufficiale del mercato, e due mesi da quell'annuncio di piazza pulita, solo due giocatori - Alberto De Francesco e Oliver Kragl – hanno salutato la città irpina. Ed entrambi per fine contratto. Gli atri invece sono tutti ancora in biancoverde e si apprestano a raggiungere il ritiro. Forti di contratti in scadenza nel 2023 o addirittura 2024, con ingaggi importanti per la Serie C fra l'altro, molti giocatori sono restii a lasciare l'Avellino, nonostante la probabile contestazione della tifoseria, senza una cospicua buonuscita e in taluni casi sono pronti a restare anche in caso di messa fuori rosa come fatto intendere dal procuratore di Maniero e Aloi, Vincenzo Pisacane nella giornata appena passata (“È molto difficile che lascino Avellino. Perché? Perché non c'è stato il modo giusto di comportarsi da parte dell'Avellino. I due giocatori fuori rosa? È la regola e lo possono fare, l'importante è non fare cose fuori regola”).

Nel frattempo il mercato in entrata è andato avanti senza sosta, visto che in passato la dirigenza aveva spiegato di voler almeno l'80% della rosa pronta per il ritiro, e questo rischia di mettere in difficoltà mister Taurino che, salvo sorpresa, fra una settimana si troverà a lavorare con oltre 30 giocatori di cui almeno un terzo che non rientra nei piani, ma non vuole andarsene finché non avrà tutto il dovuto. Una situazione complicata, che potrebbe generare malumori palesi e non far iniziare nel migliore dei modi la stagione all'Avellino. Con la contestazione nei confronti di questi giocatori che potrebbe riesplodere. C'è il rischio che la società vada incontro a un vero e proprio bagno di sangue per ripartire da capo e poter salutare, tramite accordi per la risoluzione contrattuale non certo economici, coloro che già da mesi sono virtualmente salutati.