La bolla della C sta per finire. Cosa accadrà adesso? Fra mercato aperto e i ristori del Governo che non arrivano

12.01.2022 00:00 di Luca Bargellini Twitter:    vedi letture
La bolla della C sta per finire. Cosa accadrà adesso? Fra mercato aperto e i ristori del Governo che non arrivano

Dopo il rinvio della 21^ e della 22^ giornata di campionato anche per la Serie C sta arrivando il momento di tornare in campo. La scelta della Lega Pro è stata quella di isolare i giocatori delle sessanta società in una sorta di bolla nelle proprie città al momento del rientro dalle festività, limitando, anzi annullando, gli spostamenti per limitare le possibilità di contagi. Una presa di posizione atta a limitare la curva dei contagi nel momento di massima criticità. Condivisibile e no, questa è stata la strada intrapresa in questi primi giorni del nuovo anno.

Adesso, però, è arrivato il momento di uscire dalla bolla e tornare nel mondo vero. Un orizzonte che prevede la necessità di combattere la pandemia (o endemia a questo punto della situazione) con tutte le armi a disposizione. Siano esse le dosi di vaccino, sia che si tratta di tutti i dispositivi di protezione personale a disposizione sia che si parli di tamponi per tenere sotto costante controllo la situazione di ciascuno di noi. Calciatori, dirigenti, tecnici e tifosi. Già, i tifosi. Le nuove limitazioni sul numero di spettatori presenti negli impianti legano nuovamente il problema del Covid-19 a quello economico.

Le autorità hanno nuovamente ridotto all’osso gli introiti da botteghino alle società. Un problema che come abbiamo avuto modo di capire negli ultimi due anni, colpisce ovviamente più la Serie C rispetto alle altre leghe. Dal Governo di ristori, per il momento, nemmeno l’ombra e questo fa a cazzotti con il periodo attuale di calciomercato, ovvero quando si chiede ai proprietari dei club d’investire senza però che non arrivi niente a loro supporto. Come se la liquidità di un club di Lega Pro fosse la stessa di una società di Serie A.

In un certo senso Davide Erba, ex numero uno del Seregno, ha ragione nel dire che il mondo del calcio non è un mondo normale. Si veste come se si trattasse di business ma alla fine viene guidata da persone appassionate, probabilmente masochiste, ma che rendono possibile la passione di ognuno di noi. E forse un aiuto o qualcosa di più da chi può e in misura onesta se lo meritano pure.