La Lega Pro sceglie la prudenza sui calendari. Ecco l’Atalanta-B. Abodi, Jankto e quelle parole stonate: quanti calciatori gay in C?

La Lega Pro sceglie la prudenza sui calendari. Ecco l’Atalanta-B. Abodi, Jankto e quelle parole stonate: quanti calciatori gay in C?TMW/TuttoC.com
lunedì 17 luglio 2023, 00:00Il Punto
di Ivan Cardia

In Serie B si gioca con la X. Senza fare processi, un rischio altissimo che la cadetta si è presa nello stilare un calendario nonostante un iter che durerà almeno sino a fine luglio. Diversa la scelta, in continuità con le ultime stagioni, fatta dalla Lega Pro.

Per i calendari di Serie C bisognerà aspettare la prima settimana di agosto, se tutto va bene. Una prudenza francamente da applaudire, le fughe dalla realtà non fanno bene a nessuno. Semmai, si pone ancora il tema di uno squilibrio nei tempi, che quest’anno magari riguarderà pochi club, ma non per questo va sottovalutato. È un ritardo che investe l’organizzazione delle trasferte, di riflesso colpisce i tifosi, influenza anche il mercato. La prudenza, in sostanza, è giusta e condivisibile. In compenso, da anni aspettiamo la riforma che ci risolva tutti i problemi. Non arriverà mai, nel senso che nessuno ha la bacchetta magica, ma iniziare a intravedere qualcosa restituirebbe almeno un po’ di fiducia.

A proposito di fiducia, ne ha a sufficienza l’Atalanta per creare la seconda seconda squadra del pallone italiano. Un progetto che partirà probabilmente in maniera ancora più convinta di quanto non sia accaduto con la Juventus all’inizio: il vivaio bianconero cinque anni fa era più indietro di quanto non sia quello di Zingonia oggi. Delle squadre B, anche in maniera impopolare, continueremo a scrivere solo bene. Tolgono spazio a qualche piazza? Vero, ma intanto ci sono troppe piazze che non reggono la C. Soprattutto, sono il modo migliore per i grandi club di non disperdere i propri talenti, come troppo spesso accade e forse ora succederà un po’ meno. I frutti sono così evidenti che l’anno prossimo “rischiano” di essere più degli slot a propria disposizione. Mica male. 

Esondiamo un attimo dai temi strettamente legati alla Serie C. O forse no. Una premessa: l’argomento è delicato, spero di non offendere nessuno. Quanti calciatori non eterosessuali ci sono in Serie C? Ipotizzando una platea di 1.400/1.500 individui, se si rispettasse l’andamento demografico del Paese, sarebbe lecito presumere che almeno un centinaio di persone si identifichino nella comunità LGBTQ+. Riformuliamo la domanda: quanti calciatori dichiaratamente gay o non etero ci sono in C? Zero. 

Chiariamo: sono fatti personali, nessuno chiede a nessuno di uscire allo scoperto. Il punto è che chi vorrebbe dichiararsi evidentemente non si sente libero di farlo. Nel calcio maschile in generale, nel calcio maschile italiano in particolare. Zero anche in Serie B, fino all’altro ieri pure in Serie A. Zero nella storia del calcio italiano: Jakub Jankto sarà il primo calciatore di sempre dichiaratamente gay a giocare nel nostro calcio professionistico. Il primo. In assoluto. Il nostro ministro dello Sport, che non vogliamo accusare di omofobia ma di aver sbagliato modi, tempi e parole, ha ben pensato di accoglierlo parlando di ostentazione. Una parola che, usata per uno che lo dice, stride col contesto tossico del calcio italiano, dove nessuno si azzarda a dirlo e al massimo si ostenta un machismo tanto spinto da essere improbabile. Piuttosto che arrampicarsi sugli specchi, Abodi dovrebbe quantomeno delle scuse. Non solo a Jankto, ma a tutti quei calciatori meno ricchi e meno famosi di lui, ancora una volta privati di quella rete di protezione che invece tutti noi dovremmo creare nei confronti di chi vorrebbe contribuire ad abbattere un tabù francamente inaccettabile e pure incomprensibile.  

La domanda nel titolo va così spiegata. Non ci interessa sapere quanti calciatori gay giocano in Serie C. Sono fatti loro. Ci interessa che, in un futuro non troppo lontano, quelli tra loro che ritengano opportuno dirlo possano farlo senza alcun timore. Un ministro dello Sport che alla prima occasione utile - letteralmente - parla di ostentazione non serve a nessuno.