La maledizione dei play off per Cremonese e Benevento
Se fossimo degli investigatori in cerca del colpevole di un assassinio, potremmo dire senza ombra di dubbio che tre indizi fanno una prova: Cremonese e Benevento anche quest'anno devono abdicare al sogno di gloria serie B.
Se per i lombardi la cadetteria manca da otto anni, per i sanniti sembra di assistere al sortilegio che colpisce il Benfica, sconfitto nelle ultime otto finali in competizioni europee disputate.
Gli stregoni tra semifinali e finali negli ultimi otto anni hanno perso sei volte nelle sfide che contano. Trovandosi ad accarezzare solo le vesti di una donna chiamata serie B, che beffardamente si concede agli altri.
Anche a Lecce la serie per i campani non si è interrotta e non è bastato neanche Fabio Brini, mago delle promozioni (quattro in carriera da allenatore) a regalare il sogno alla famiglia Vigorito.
Nel Sannio l'interrogativo è il solito di ogni eliminazione: se fosse arrivato prima il nuovo tecnico? Dubbi che servono come foglia di fico per nascondere un'altra stagione gettata al vento.
Non potevamo non cominciare uno degli ultimi editoriali della stagione 2013/14 con queste due vittime di una combinazione di eventi che lascia stupiti, per la quantità di investimenti che i proprietari dei club ogni anno riversano, nella speranza che sia la volta buona.
In entrambe queste sconfitte - la Cremonese 2-1 a Bolzano contro il Sud Tirol e il Benevento per 2-0 a Lecce - c'è la complicità di errori individuali sotto certi aspetti imbarazzanti.
Andiamo per gradi.
Partiamo dal "Druso" di Bolzano: l'errore sull'1-0 di Mauro Minelli - uno che ha condotto battaglie anche in A con il Catania: non l'ultimo degli sprovveduti per intenderci - che si fa superare in maniera sciocca da Minesso, che partito da dietro, ha tutto il tempo di mirare e battere Bremec. Il 2-0 arriva su un'altra sciocchezza: protagonista in negativo è Matteo Abbate che cade nel tranello tesogli da Corazza e lascia i suoi in dieci, consentendo a Pederzoli (dal dischetto) di far volare il Sud Tirol in finale. Per la cronaca la partita finisce 2-1, grazie ad un bel gol di Della Rocca per la Cremonese. Pillola comunque amara per tutto l'ambiente grigiorosso e per il patron Arvedi.
Il Sud Tirol continua a sognare e in fondo non costa nulla. La sfrontatezza con cui i biancorossi di Rastelli hanno battuto Como e Cremonese, giocando alla pari e a viso aperto, conferma la bontà delle scelte della società.
Nell'altra semifinale del girone A, il Savona si arrende alla Pro Vercelli nell'incontro serale delle 21. Vantaggio ospite con Virdis dal dischetto. Sempre dagli undici metri segna Greco. E la beffa finale per i liguri arriva al 94' con Statella.
Rimane una stagione esaltante per il Savona, partito a fari spenti e capace di togliersi soddisfazioni importanti in un anno di transizione in vista della riforma dei campionati. Da neopromossa, giova ricordarlo.
Per la Pro Vercelli è la seconda finale play off negli ultimi tre anni. Contro il Sud Tirol parte favorita e questo può rivelarsi un'arma a doppio taglio. Finora Cristiano Scazzola ha saputo tenere tutto sotto naftalina: l'obiettivo dichiarato era la B da inizio stagione e la finale è solo l'ultimo ostacolo.
Al "Via del Mare" di Lecce, l'errore che condanna il Benevento, lo compie Agyei. Non una, ma due volte nella stessa azione. Prima va con disinvoltura (troppa!) su un pallone al limite della sua area, spalle alla porta: gli viene soffiato, prova a recuperare la sfera e offre un involontario assist a Miccoli che fa partire sulla corsia destra Ferreira Pinto. Il giocatore calcia da posizione defilata, con Baiocco poco reattivo sulla conclusione del brasiliano. Nella ripresa con il Benevento scoperto alla ricerca del pari, Zigoni segna il 2-0.
C'era piaciuta di più la squadra di Brini all'andata, mentre il Lecce, capita la lezione Pontedera, ha iniziato a fare lo stretto necessario. I play off si affrontano in questo modo, piaccia o meno. Per lo spettacolo c'è sempre il cinema.
Il Frosinone nel pomeriggio aveva battuto il Pisa all'ultimo respiro grazie ad un gol pazzesco di Luca Paganini nei minuti di recupero. Una di quelle reti che nascono più dall'incoscienza dell'età (appena ventenne) che da convinzione. Per fare il calciatore ci vuole anche questa dose di spensieratezza nel compiere certi gesti.
I nerazzurri hanno tenuto botta contro un Frosinone che ha in Ciofani quello che dovrebbe essere Arma per il Pisa stesso: un cecchino infallibile. Il gol dell'1-0 del bomber ciociaro è di rara bellezza. Per giunta, spalle alla porta. Il 2-1 finale (Kosnic batte la punizione del provvisorio pareggio toscano, ma c'è una deviazione decisiva che beffa Zappino) regala ai canarini la sfida contro il Lecce. C'è ancora un 3-0 che brucia sulla pelle dei ragazzi di Stellone.
Finali play off - gara di andata domenica 1° giugno:
Sud Tirol-Pro Vercelli; Lecce-Frosinone
Nei play out di Seconda Divisione c'è un solo successo esterno: quello inutile del Cuneo sul terreno del Delta Porto Tolle (0-1 Fanucchi). Per la squadra piemontese è la seconda retrocessione di fila in due anni. I veneti in finale incontreranno un Forlì scatenato che sommerge sul piano del gioco e del risultato (3-0) la Torres. Neanche il tempo, per i sardi di riassaporare il professionismo che subito si torna nei dilettanti.
Nell'altro girone assistiamo ad un 3-0 del Sorrento contro l'Arzanese, con i biancoazzurri che vanno in finale grazie al 4-0 di domenica scorsa. Ci poniamo una domanda dopo questa partita: come abbia fatto la squadra di Marra a fare quattro gol domenica scorsa visto quello che è successo ieri.
Allo stadio "Italia" si è vista una brutta copia per almeno quarantacinque minuti della bella realtà che ha raggiunto i play out con un girone di ritorno spaventoso come punti conquistati: andare sotto 3-0 con il rischio di compromettere il vantaggio di quattro gol. Si sono vissute vere e proprie scene di panico nella difesa arzanese ogni qual volta il Sorrento entrava in area. Con il risultato dell'andata così corposo già era difficile offrire una prestazione simile, figurarsi spiegarla.
Stesso trattamento merita l'Aversa Normanna. Nelle ultime due domeniche di campionato segna otto gol a Foggia e Gavorrano (quattro a testa) e nelle due sfide contro il Tuttocuoio, va in gol solo una volta su punizione di Di Vicino (deviata!). Quale la vera Aversa Normanna?
La compagine di Provenza va a Santa Croce sull'Arno con l'atteggiamento di chi ha due risultati su tre a disposizione. Incomprensibile. I due gol di Salzano (il primo su rigore) condannano l'Aversa per il secondo anno di fila nei dilettanti (la scorsa stagione fu poi ripescata).
Finali play out - domenica 1 giugno:
Delta Porto Tolle-Forlì; Arzanese-Tuttocuoio.
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