La vittoria della Ternana è un capolavoro, ma è anche la sconfitta del Bari. Samb, una vicenda con mille domande

05.04.2021 00:00 di Ivan Cardia Twitter:    Vedi letture
La vittoria della Ternana è un capolavoro, ma è anche la sconfitta del Bari. Samb, una vicenda con mille domande
TMW/TuttoC.com

La squadra migliore della Serie C degli ultimi anni. Questo è stata la Ternana di Cristiano Lucarelli. Un capolavoro, e anche un miracolo se vogliamo, perché a inizio stagione tutti si aspettavano che a un certo punto sarebbe scoppiata. Troppo bella, veloce, grintosa per essere vera. E invece, niente da fare, per le avversarie. Batterà facilmente il record di punti del Foggia (ne mancano solo quattro per eguagliarlo) e fisserà un nuovo standard con cui confrontarsi in futuro. Chapeau. Per di più, è numeri alla mano una delle società del campionato anche nella gestione del protocollo e della pandemia. Che peccato sarebbe se Bandecchi lasciasse davvero a questo punto.

Delle immagini della vittoria delle Fere, mi ha colpito soprattutto quella dello spogliatoio pubblicata da Paolo Tagliavento. Roba che si vede negli spogliatoi, per carità. Mi ha colpito la data, 13 dicembre 2020. Vuol dire che la Ternana alla B ci credeva, ma forse non dall’inizio. Perché quella data? Magari ci sono motivazioni che sanno a Terni e da fuori sono inintelligibili. Però sono andato a vedere cosa succedeva in quel giorno: gli umbri battevano l’Avellino, non a caso oggi seconda forza del girone C. Mentre il Bari pareggiava 0-0 al San Nicola contro la Vibonese. Ecco, alla Ternana vanno tantissimi meriti: dire altrimenti sarebbe sminuire qualcosa di incredibile. Ma non si può neanche nascondere che per il secondo anno consecutivo la società di De Laurentiis sia la grande sconfitta della Serie C. Ha sbagliato tante scelte, ora deve di nuovo rincorrere la lotteria dei playoff. Rischia persino di arrivarci da quarta forza: clamoroso e deludente, per i presupposti.

Poche righe sul caso Sambenedettese, che agita e intorbidisce le acque di questo finale di stagione. Poche righe perché capirci qualcosa è davvero impossibile. È la dimostrazione che puoi fissare tutte le regole che vuoi, ma qualcosa può andare comunque storto. La proprietà attuale, quale che sia, non solo si è presentata rilevando il club di Fedeli e pagandolo non pochi soldi, ma poi ha rispettato tutti i requisiti per l’iscrizione al campionato e anzi ha dato prova di avere liquidità. Non c’era nessuna avvisaglia che potesse accadere qualcosa di questo tipo, se non qualche elemento di folklore che di solito non promette bene ma in questo caso non sembrava francamente far presagire il peggio. È una vicenda con mille domande, a partire dai rapporti tra patron Serafino e il suo socio coreano. Le teste di maiale non vanno bene, chiaro che no, però servono risposte chiare e pubbliche. I calciatori intanto vanno in campo. Bravi, ma non si nasconda questa vicenda dietro il facile vessillo dell’onore da rendersi a loro.