Mandorlini, che brivido. Beffa ad Avellino: lo stop di Forte e una regola che fa riflettere

05.06.2021 00:00 di Luca Esposito Twitter:    Vedi letture
Mandorlini, che brivido. Beffa ad Avellino: lo stop di Forte e una regola che fa riflettere
TMW/TuttoC.com
© foto di TuttoSalernitana.com

Post season che sta regalando grosse emozioni a tutti gli appassionati di calcio, conferma del fatto che il livello tecnico in Lega Pro è aumentato e che questo sport post pandemia sa regalare sempre risultati a sorpresa. Basti pensare alle precoci eliminazioni di realtà come Triestina e Bari che, sulla carta, avevano allestito autentiche corazzate ricche di calciatori di categoria superiore. L’ultimo turno degli spareggi è stato entusiasmante, un qualcosa di incredibile soprattutto per quello che stava accadendo a Padova. La formazione bianco scudata è scesa in campo troppo convinta di essere già in semifinale, ma il Renate è osso duro e si era portato sul 3-0 grazie anche ad uno scatenato Giovinco. Per fortuna dei veneti l’esperto attaccante Noccioini non era in giornata di grazia, altrimenti avremmo potuto assistere ad uno dei match più incredibili della storia recente della terza serie. Un sospiro di sollievo per Mandorlini, allenatore che non può permettersi di fallire ancora dopo qualche esonero che ha sminuito il suo valore. Allena una squadra fortissima, non aver vinto il campionato direttamente è già una mezza sconfitta e solo un guizzo di Ronaldo ha garantito gli spareggi. Come nel 2011 (all’epoca era la Salernitana) anche stavolta sul cammino per la B c’è una squadra campana. L’Avellino, grazie ad un guida tecnica esperta come Braglia, sta vivendo un momento magico e si è sbarazzato di un SudTirol che merita comunque applausi. Non sono mancate le polemiche, in terra irpina, soprattutto per le decisioni del giudice sportivo che ha fermato alcuni calciatori per presunta blasfemie. Vien da chiedersi come, in un contesto ambientale anche caotico e rumoroso (dopo un anno si rivedeva per la prima volta gente allo stadio), un commissario di campo o qualunque organo federale a decidere possa sentire un’espressione blasfema proferita dal pipelet iripino a circa 50 metri di distanza. Le norme esistono e vanno rispettate, ci mancherebbe, e nessuno vuole mettere in discussione la buona fede della Procura federale. Tuttavia l’Avellino perde una colonna come il portiere Forte, autore di una stagione strepitosa, per un episodio tutto da dimostrare e per il quale, regolamento alla mano, non ci sono tempi tecnici per inoltrare un ricorso. Una beffa. Senza se e senza ma. E, conoscendo Braglia, siamo certi che non sarà tenerissimo nella conferenza stampa prepartita. Senza voler prendere le parti di nessuno speriamo che questo ragazzo, determinante per tutto il campionato, possa giocarsi le sue carte e quella cadetteria che insegue da tempo. Out anche la FeralpiSalò, comprensibile e umano lo sfogo del presidente che si lamentato per alcune decisioni arbitrali ritenute sbagliate. Ad ogni modo stiamo parlando di un team diventato una splendida realtà del calcio professionistico, sempre pronto ad investire in elementi d’esperienza. Un plauso al patron, al direttore sportivo e a tutto lo staff tecnico. Dietro la lavagna finisce il Catanzaro, eterna incompiuta che insegue un sogno ma che ancora una volta dovrà ripartire da zero. La spunta l’Albinoleffe, squadra che sta rompendo le uova nel paniere a tante presunte battistrada che, secondo pronostici, dovevano già aver spiccato il volo. Ma è il bello dei playoff e della C: c’è sempre la rivelazione. Ad ogni modo si sta ragionando già in ottica futuro, con la strada finalmente in discesa dopo un campionato e mezzo fortemente condizionato dalla pandemia. A breve rivedremo il pubblico delle grandi occasioni sugli spalti, la battaglia sulla rappresentanza in coppa Italia Nazionale è stata parzialmente vinta, qualche presidente è disposto ad investire soldi per un mercato che si preannuncia al risparmio ma più intenso, ci sarà questa divisione orizzontale che divide l’opinione pubblica ma potrebbe creare gironi ancora più equilibrati. In ottica futuro è valzer di panchine e molti tecnici non vedono l’ora di rimettersi in gioco. Si parla di uno tra Marchionni e Baldini a Castellammare, altra piazza che ha fame di grande calcio. La Reggiana, retrocessa, perde una colonna come Alvini e riparte da Diana, l’esperto Tesser sarebbe il fiore all’occhiello di un Modena che sta ingranando le marce giuste. Siamo certi che quest’estate ci sarà da divertirsi.