Nodo multiproprietà: ha ragione De Laurentiis. Non serve renderle illegali, basta regolamentarle a dovere. Ma c'è la voglia di farlo davvero?

20.10.2021 00:00 di Luca Bargellini Twitter:    vedi letture
Nodo multiproprietà: ha ragione De Laurentiis. Non serve renderle illegali, basta regolamentarle a dovere. Ma c'è la voglia di farlo davvero?

Oggi pochi preamboli, si va dritti al dunque. In questi giorni si continua a parlare di multiproprietà e allora vi dico come la penso. Ha ragione la famiglia De Laurentiis. Sia Aurelio, patron del Napoli, che suo figlio Luigi, numero uno del Bari, a dar battaglia contro la norma che mette fuori legge entro le prossime tre stagioni le multiproprietà nel calcio. Un divieto, quello imposto dal presidente federale Gabriele Gravina e condiviso da Francesco Ghirelli, messo in atto per evitare principalmente clientelismi delle società minori rispetto a quelle maggiori con la medesima proprietà, ma che di fatto, in termini di diritto, obbliga un privato cittadino a vendere una proprietà acquisita quando esistevano regolamenti diversi.

In linea generale, poi, trovo poco corretto tramutare le multiproprietà nel nemico da combattere. Sono d’accordo con l’idea di vietare che una società con una propria storia, di alto o basso profilo che sia, diventi “schiava” della sorella maggiore, ma bisognerebbe anche ricordarsi che scelte imprenditoriali come quelle fatte da De Laurentiis, ma anche da Claudio Lotito (Lazio e Salernitana) e Maurizio Setti (Hellas Verona e Mantova), hanno permesso a città importanti e società storiche di avere un presente stabile, un futuro con delle prospettive, ma soprattutto la certezza che i personaggi claudicanti che in passato si erano avvicendati al loro timone fossero solo degli spettri.

In virtù di tutto questo, allora, perché non cercare di trovare il modo di regolamentare, con lacci ben stretti, le multiproprietà, garantendo, da una parte, la solidità a piazze come Bari, Salerno, Mantova etc e, al tempo stesso, vietando che le paure della FIGC si trasformino in realtà? Una domanda a cui non tocca certo a me dare la risposta.

Chiudo con un’ultima riflessione. Tempo fa le multiproprietà sono state dipinte come una sorta di antitesi del progetto legato alla nascita delle seconde squadre. Rendere illegittime le prime, potrebbe voler dire dare più spazio alle seconde, seppur a danno di altre piazze e realtà con una storia alle spalle. Perché però continuare a puntare su un progetto che in tre anni di vita ha convinto una società, tra l’altro la più ricca e blasonata d’Italia, senza che nessuno ne seguisse l’esempio. Se non è questo un segnale da ascoltare.