RETROCEDERE PER POI - FORSE - ESSERE RIPESCATI. QUANDO IL +9 PUÒ NON BASTARE. E FIOCCANO NUOVI RICORSI PER LE PENALITÀ

Siciliano, ex studente a tempo perso, lettore per necessità, scrittore per passione. Da dieci anni giornalista per divertimento.
11.04.2019 00:00 di Dario Lo Cascio Twitter:    Vedi letture
RETROCEDERE PER POI - FORSE - ESSERE RIPESCATI. QUANDO IL +9 PUÒ NON BASTARE. E FIOCCANO NUOVI RICORSI PER LE PENALITÀ

Pensavate anche voi fosse finita la stagione Tribunali 2018/2019? Niente di più sbagliato. Nei giorni scorsi le tre squadre che lottano per la salvezza nel Girone C - al netto della Paganese ancora non matematicamente retrocessa - Cuneo e Lucchese nel Girone A, si sono viste comminare punti di penalizzazione. Quattro al Cuneo, tre al Bisceglie, due a testa per Lucchese, Rieti e Siracusa. Inoltre il club siciliano, piemontesi e toscani sono stati ulteriormente deferiti al Tribunale Federale Nazionale per il "per mancato versamento di emolumenti, ritenute Irpef e contributi Inps dovuti ai propri tesserati e dipendenti entro il termine previsto del 18 marzo 2019". 

I tre club del Girone C ed il Cuneo hanno, ovviamente, preannunciato ricorso contro le suddette penalizzazioni. Se il Siracusa le sta compensando a suo di vittorie, ben quattro consecutive incluso il 3-0 a tavolino col Matera, il Rieti nonostante il KO proprio a Siracusa sta comunque facendo bene, lo stesso non si può dire del Bisceglie, che ora rischia seriamente i playout. Anche i biancorossi di Piemonte non se la passano benissimo, ma c'è la chance di evitare gli spareggi, nella lotta con Lucchese e Albissola. 

Ma ha di fatto suscitato scalpore la scelta della Lega Pro di cambiare, a cinque giornate dal termine, le regole. Andando a compensare l'esclusione nel Girone A del Pro Piacenza e nel C del Matera. Perché sì, non basterà più avere almeno nove punti di distacco dalla Paganese per evitare gli spareggi salvezza al Bisceglie. In quel caso gli azzurrostellati andrebbero direttamente in D, ma la squadra pugliese dovrebbe scontrarsi con la vincente del primo playout del Girone A. Saranno quindi comunque cinque le retrocessioni, ma non faranno numero - o meglio lo faranno, visto che prima dovevano essere sette - le due società escluse. 

Non contestiamo la modifica al regolamento. Ma le tempistiche un po' ci fanno storcere il naso. Pro Piacenza e Matera sono state escluse a metà febbraio. Son passati quasi due mesi prima che arrivasse questa scelta da parte della Lega Pro. Che, ripetiamo, non giudichiamo come giusta o sbagliata. Ma a poche gare dal termine del torneo c'era chi ormai si riteneva quasi salvo e invece dovrà lottare fino all'ultimo. Ed anche oltre. 

C'è di più però. Si è scelto di mantenere le cinque retrocessioni effettive, e cinque saranno le promozioni in Serie B. Da 57 squadre - erano 59, ma come abbiamo detto due sono state escluse - quindi si scenderà a 47, compensate dalle quattro che arriveranno dalla B e dalle nove dalla Serie D. Si salirà quindi nuovamente a sesstanta. Sulla carta però, perché come hanno avuto più volte modo di ripetere sia i vertici della Lega Pro che della FIGC, chi non avrà a fine giugno le carte in regola, sia dal punto di vista societario che dello stadio, non potrà partecipare al prossimo torneo.

E sappiamo benissimo che qualcuno non ce la farà. Sarà una, due o dieci, ma succederà. Anche con l'atteggiamento di manica larga avuto in estate con alcuni club - e come è andata a finire purtroppo lo sappiamo tutti - non si è arrivati a completare le caselle. Figudiamoci quindi con i nuovi, correttissimi e sacrosanti paletti che hanno imposto Lega Pro e FIGC. 

Se si vuole formare una Serie C a 60 squadre, ci saranno quindi comunque alcuni posti posti da occupare. E a chi andranno? Come sempre ci sarà chi dalla Serie D chiederà il ripescaggio, ma Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro, ha chiesto la collaborazione dei Dilettanti per riammettere quei club virtuosi che retrocederanno. Non solo. C'è anche la questione squadre Under 23. In questo campionato ha partecipato solo la Juventus, ma chi può dire che, se l'esperimento continuerà, altre società di Serie A non vorranno inserirsi?

Si prospetta quindi una vera e propria bagarre per essere ammessi, tra chi è sceso e vuole salire, chi non è riuscito a salire sul campo ma vuole entrare di diritto, e chi vuole tentare un'avventura nuova. Ed in ogni caso non c'è comunque nessuna garanzia che il numero venga comunque raggiunto. Lo ripetiamo di nuovo, come abbiamo fatto altre volte in questi spazi. L'unica soluzione è ammettere che sessanta squadre, per una terza serie, sono troppe.