Trapani e i -25: quando la Serie C smette di essere calcio
Venticinque punti di penalizzazione.
Basterebbe questo numero per raccontare la stagione del Trapani. Un numero che pesa come un macigno e che, prima ancora della classifica, racconta una storia più grande: quella di un campionato che troppo spesso finisce per giocarsi fuori dal campo.
La cronaca è ormai nota. Il club granata evita lo scenario più estremo, l’esclusione dal campionato, ma nel giro di poche ore incassa l’ennesima stangata: altri cinque punti tolti, che portano il conto totale a quota venticinque. Una cifra che trasforma la classifica in un dettaglio quasi marginale.
Perché quando una squadra parte con un handicap del genere, il campionato smette di essere una competizione sportiva e diventa un esercizio di sopravvivenza.
La rabbia del presidente Valerio Antonini è quella successiva ad ogni comunicato del TFN. Ctr+C e Ctr+V. Le sue parole, i riferimenti a possibili gesti clamorosi, raccontano la frustrazione di chi si sente dentro una battaglia di cui, però, non è certamente la prima vittima.
La questione non riguarda solo Trapani. Riguarda l’intero sistema della Serie C.
Perché ogni anno il copione si ripete. Penalizzazioni, ricorsi, scadenze non rispettate, classifiche che cambiano più nei tribunali che negli stadi. Un campionato che dovrebbe vivere di calcio e che invece troppo spesso vive di carte bollate.
Sia chiaro: le regole esistono e vanno rispettate. Se ci sono irregolarità, le sanzioni sono inevitabili. Ma quando si arriva a situazioni come quella del Trapani, il problema non può essere solo disciplinare. Diventa inevitabilmente sistemico.
Perché una categoria che ogni stagione produce casi simili deve porsi una domanda scomoda: è davvero sostenibile così?
La Serie C resta un campionato affascinante, pieno di piazze storiche, passione e storie incredibili. Ma proprio per questo meriterebbe stabilità, credibilità e regole che non trasformino il campo in un elemento secondario.
Oggi il Trapani è ultimo in classifica, schiacciato da -25 punti. Ma il vero problema non è solo dove finiranno i granata.
Il problema è quante altre volte questa storia dovrà ancora ripetersi. Gravina, cosa stai aspettando?
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