Il fatto della settimana - Terremoto in FIGC dopo il terzo flop mondiale, parte la corsa alla successione di Gravina: c'è anche Marani
L'ennesimo fragoroso flop del calcio italiano si è consumato nella fredda notte di Zenica, con la terza qualificazione consecutiva per i Mondiali fallita dalla nostra Nazionale. Nell'immediato post-partita il presidente federale Gabriele Gravina, oltre ad avventurarsi in alcuni spericolati confronti con gli altri sport, si era in parte smarcato dalle responsabilità del fallimento in terra bosniaca, rinviando le valutazioni sul suo operato al consiglio federale. L'escalation però è stata decisamente più rapida di quanto previsto: poche ore dopo è stato convocata d'urgenza una riunione tra tutte le componenti, al termine della quale si è arrivati all'epilogo naturale ossia l'abbandono della carica e contestualmente è stato fissato per il prossimo 22 giugno il giorno delle elezioni.
Di fatto si è aperta così la corsa alla successione, dai contorni ancora da definire: al momento non ci sono ovviamente candidature ufficiali, ma alcuni nomi iniziano a circolare in maniera sempre più insistente: tra questi c'è anche quello del numero uno della Lega Pro Matteo Marani, indicato tra i favoriti insieme all'ex presidente del CONI Giovanni Malagò e all'attuale presidente della Lega Serie D Giancarlo Abete, dimessosi a sua volta nel 2014 in seguito alla precoce eliminazione nella fase a gironi dell'ultima partecipazione alla rassegna mondiale. Fino al passaggio del testimone, Gravina continuerà a svolgere le sue funzioni istituzionali.
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