Suicidio Lecce e la "bontà" dei vili che si mescola alla gioia di Latina, Venezia, Carpi e L'Aquila
Non potevamo chiedere di meglio nell'ultima domenica che ci regala i verdetti finali che fanno calare il sipario alla stagione 2012/13. Carpi e Latina dalla Prima Divisione salgono per la prima volta nella loro storia in B, Unione Venezia e L'Aquila salgono in Prima Divisione. Chi ride e chi piange. Il bello e brutto dello sport. Bello da viversi, ma crudele nei suoi giudizi.
Note a margine:
A Lecce è successo il finimondo. L'opinione di chi scrive è molto chiara e parte da un'analisi un po più complessa. L'Italia è un paese restio al cambiamento, almeno su molti aspetti, ma quello che noto maggiormente è un indietreggiamento che non lascia presagire nulla di buono.
Un tempo se si doveva compiere qualche gesto, si andava a volto scoperto, sfidando anche il giudizio del resto del mondo, beccandosi anche qualche anno di gattabuia. Invece negli ultimi anni c'è un imbarbarimento vile della società.
E vedere le immagini di alcuni pseudo-tifosi a volto coperto, fa veramente vergognare. Oltre che ridere, ma in maniera amara. Avere il coraggio di metterci la faccia, un tempo era considerato da "uomini". Oggi se ci metti la faccia "sei un coglione". Così nel dubbio meglio nasconderla. Tutti supereroi con il deretano degli altri e pronti a vantarsi e dire: "Vedi quello con la sciarpa? Quello ero io". E quanto aveva ragione Bertolt Brecht: "Sventurata la terra che ha bisogno di eroi".
Finali - Prima Divisione:
Al "Via del Mare" c'era una discreta cornice di pubblico per la finale di ritorno tra il Lecce e il Carpi. All'andata gli emiliani si sono imposti per 1-0. I salentini partono subito bene, andando a segno con Bogliacino dopo pochi minuti. Una rete in uno stadio com quello dei pugliesi avrebbe tagliato le gambe a chiunque, ma non al Carpi di mister Brini. I biancorossi si sono messi lì a martellare e senza timori reverenziali hanno saputo acciuffare il pareggio con Kabine, portando a casa la quarta gara di seguito contro il Lecce senza perdere in questa stagione. E' serie B per il Carpi.
Per la squadra di Gustinetti è il coronamento di un fallimento che era partito con la non promozione nella stagione regolare. Diniz, Chevanton, Chiricò, Falco, Giacomazzi, Bogliacino. Questi nomi messi insieme non hanno raggiunto la serie B. Molti devono battersi il petto, ma allo stesso tempo questo conferma che il calcio non è una scienza esatta. E menomale, aggiungiamo noi.
A Latina c'era un entusiasmo che per tutta la settimana il tecnico Stefano Sanderra aveva cercato in tutte le maniere di tenere a bada. La città ha risposto come meglio non si poteva e il tutto esaurito è il segno che c'è voglia di provare a fare le cose per bene. Il Pisa ha il demerito di non riuscire mai a fraseggiare e getta spesso i palloni a casaccio, specie dopo il vantaggio su splendida punizione di Barberis, concedendo metri su metri ad un Latina volitivo ma poco lucido. La tensione è tanta, ma quando il primo tempo sembra chiudersi con il vantaggio degli ospiti, il pareggio di Jefferson (altro gran gol!) riapre tutto. Nella ripresa un Latina meno distratto ci prova, ma senza mai affondare del tutto il colpo. Ci vuole un'azione solitaria di Agodirin (con relativa espulsione di Sepe) per aprire le porte del paradiso chiamato serie B ai nerazzurri laziali. Di Cejas (su rigore e ne sbaglia un altro) e Burrai le due reti che sugellano il punteggio sul 3-1.
2^ Divisione - Le finali:
Il Monza alla fine non ce la fa. Fino a quattro minuti dalla fine i brianzoli sono promossi. Al 95' quando l'arbitro decreta la fine delle ostilità, è il Venezia a festeggiare il ritorno in Prima Divisione. Riflettendoci: il Monza sembra un po' come quel corteggiatore che ormai è certo di aver conquistato una donna e invece alla fine si ritrova con le mani vuote e, nel caso del corteggiatore, anche il portafogli più leggero. Partita palpitante ed in attesa del Tnas (sentenza l'11 luglio) i biancorossi di Asta ripartono dall'inferno della Seconda Divisione.
Festa grande anche a L'Aquila. L'1-0 del "Piano d'Accio" spianava la strada ai ragazzi di mister Giovanni Pagliari. Carcione e Iannini mettono il sigillo ad una promozione che fino all'ultima giornata in pochi avrebbero pronosticato, visto che c'era il rischio che L'Aquila neanche si qualificasse ai play off. Complimenti ad una squadra costruita per vincere il campionato e riuscita a raggiungere lo scopo dopo i tanti sacrifici che la società stessa ha fatto la scorsa estate. Per il Teramo il futuro dice che sulla panchina degli aprutini non ci sarà più Roberto Cappellacci.
Per concludere, il Rimini vince anche il ritorno (2-1) del play out contro il Gavorrano e si salva, condannando i maremmani alla retrocessione nei dilettanti.
Buone vacanze a tutti.
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