Tutti gli zeri del mondo: l'imbattibilità di Südtirol, Reggiana e Catanzaro passa anche da una difesa impenetrabile, in casa (per le prime due) e fuori (per i giallorossi). Cambi in panchina: l'oro di Cevoli

19.10.2021 00:00 di Valeria Debbia Twitter:    vedi letture
Tutti gli zeri del mondo: l'imbattibilità di Südtirol, Reggiana e Catanzaro passa anche da una difesa impenetrabile, in casa (per le prime due) e fuori (per i giallorossi). Cambi in panchina: l'oro di Cevoli
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Pubblicare un editoriale il 19 ottobre (un giorno che ha contribuito notevolmente ad influenzare il corso della vita di chi scrive), a 24 ore dalla fine della nona giornata (al netto del posticipo tra Renate e Pro Vercelli) e a 14 ore e mezzo dall'inizio della decima (si partirà con Viterbese-Siena e poi via via tutto il Girone B nella giornata odierna) significa ricordare che il tempo passa inesorabile (non fai in tempo a pensarci e sono già nove anni...), ma soprattutto rischiare che le proprie parole diventino presto carta straccia, o ancora si trasformino in poche ore in una 'gufata' colossale. Questo sia che ci mettiamo a commentare i risultati ottenuti, che potrebbero essere ribaltati dalle nuove sfide in programma, sia che facciamo l'esegesi delle panchine saltate (l'ultima in ordine di tempo quella di Novellino a Castellammare di Stabia) e a rischio (Lucchini ha rinsaldato la sua posizione alla Pergolettese col successo sull'AlbinoLeffe).

Detto questo, qualcosa dovremo pur scriverla e all'occhio non possono che balzare i tanto temuti o osannati 'zero' (come sempre dipende dalla casella in cui gli stessi vanno ad inserirsi e spiccare): per Südtirol, Reggiana, Bari e Catanzaro significano imbattibilità e striscia di nove (otto nel caso degli altoatesini) risultati utili di fila. Un dato che porterebbe a pensare a quattro squadre in vetta, invece per Südtirol e Catanzaro questo ragionamento non vale: anche con una gara in meno gli uomini di Javorcic si trovano a rincorrere il Padova (con 4 lunghezze in meno reali e una solo virtuale), mentre i calabresi sono attardati di ben sei punti dai galletti. Per Virtus Verona e Viterbese significano non aver ancora potuto conoscere le gioie di una vittoria: e - diciamolo - dopo nove giornate disputate non è un dato che depone a favore di veneti e laziali. Eppure anche in questo caso: gli uomini di Fresco non sono fanalini di coda del proprio girone, pur condividendo l'esiguo bottino di 6 punti con la Pro Sesto (che ha cancellato proprio domenica a Piacenza il proprio zero dalla casella vittorie ottenute), avendo una miglior differenza reti. I laziali, invece, languono all'ultimo posto in classifica, a quota 3, a 2 punti da Pistoiese e Fermana). Per la Juventus U23, infine, lo zero vuol dire non aver ancora pareggiato un match degli otto affrontati finora: un dato che non crea comunque grossi problemi ai bianconeri, che stazionano in zona playoff grazie alle quattro vittorie ottenute.

Quelli di cui vi abbiamo parlato sono gli zero più visibili, poi ci sono quelli che devi andare a stanare più in profondità: tre squadre di cui abbiamo già parlato poco sopra sono infatti protagoniste di un altro dato interessante. Südtirol e Reggiana non hanno ancora subito alcuna rete tra le mura amiche, difesa blindata quindi al 'Druso' e al 'Città del Tricolore', impossibile per gli avversari riuscire a perforarle (se leggerete queste righe dopo le 21 odierne, è facile che verremo prontamente smentiti e che qualcuno dell'ambiente granata ci odierà per questo), lo stesso vale per il Catanzaro che però vince la classifica di chi non ha mai subito reti fuori casa, probabilmente un dato anche più difficile da ottenere, anche se fa da contraltare anche una certa sterilità offensiva (soli 2 gol messi a segno lontani dal 'Ceravolo'). 

Un'ultima annotazione statistica sui cambi in panchina: sono otto finora le squadre che hanno cambiato guida tecnica, ma potremmo dire che l'unico affare fatto è quello del Renate. Ma andiamo con ordine nel Girone A pronti-via e - come detto - a Renate Parravicini si è dimesso dopo il 3-0 casalingo patito ad opera del Padova, con Cevoli la squadra ha ingranato: 17 punti in 8 gare con una media di 2.125 punti a gara. La Pro Sesto ha aspettato la quarta giornata per dare il benservito a Filippini (1 punto in 4 gare), con Banchieri di punti ne sono arrivati 5 in 5 gare (media di 1 punto a gara), ma la classifica ancora non arride. Nel Girone B Domizzi ha detto addio volontariamente alla Fermana dopo 4 gare in cui aveva conquistato un solo punto: con Riolfo la squadra ha conquistato 5 punti in 4 gare (media di 1 punto a gara), ma i gialloblù languono sempre in zona playout. La Viterbese ha esonerato Dal Canto dopo 7 gare in cui aveva collezionato solo 3 punti, con l'arrivo di Raffaele nulla è cambiato: 0 punti in 2 gare e laziali sempre fanalini di coda. Nel Girone C dopo l'esonero di Di Napoli dalla Paganese (1 punto in 2 gare) e l'avvento di Grassadonia (9 punti in 7 gare, media di 1.29 punti a gara, con la squadra azzurrostellata a 1 punto dai playoff e a 3 dai playout), nell'ultima giornata sono saltate le panchine di Messina e Fidelis Andria: Sullo alla guida dei peloritani aveva collezionato 5 punti in 8 gare, Capuano ha esordito con il successo di Potenza proiettandoli a quota 8. Panarelli alla guida dei federiciani aveva lo stesso ruolino di marcia di Sullo, mentre Ginestra è riuscito a bloccare sull'1-1 l'Avellino.