Viterbese, scelta sbagliata: giovani in campo se sono bravi, non come strumento di protesta. Triestina versione copia e incolla

06.11.2021 00:00 di Luca Esposito Twitter:    vedi letture
Viterbese, scelta sbagliata: giovani in campo se sono bravi, non come strumento di protesta. Triestina versione copia e incolla
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Editoriale di oggi che si apre con una panoramica generale sul campionato di serie C che, mai come quest'anno, sembra imprevedibile in tutti e tre i gironi. Certo, la vittoria del Bari nello scontro diretto con il Catanzaro sembra abbia dato la spinta giusta ai biancorossi, ma lo 0-3 sul campo della Virtus Francavilla della settimana precedente conferma che non bisogna mai abbassare la guardia pur con una concorrenza meno agguerrita del solito. Obiettivamente molte avversarie incutono timore più per il blasone che per l'effettiva forza dell'organico, "se non ora quando" verrebbe da dire parafrasando un vecchio adagio. Tra le dirette concorrenti, ad oggi, non c'è l'Avellino. La sensazione è che non basterà rinforzare l'organico a gennaio per colmare un gap che inizia ad essere pesante. Il pareggio di Palermo, rocambolesco e contraddistinto da qualche errore arbitrale, non è sufficiente per parlare di crisi alle spalle e Braglia dovrà lavorare molto per non rendere anonima la stagione. Ripetersi è sempre difficile, sia chiaro, ma nessuno si aspettava una partenza così balbettante. E la Triestina? In fondo basterebbe fare copia e incolla rispetto agli editoriali degli anni scorsi. Grandi investimenti, piazza calda, Milanese in versione factotum e professionista esemplare, calciatori con trascorsi di rilievo ma...classifica preoccupante. I passi falsi abbondano, per ora Bucchi non si tocca ma l'esonero sarà inevitabile se si proseguirà su questa strada.

Alla lunga Bari, Padova e Reggiana sembrano essere le principali candidate al salto di categoria, il Pescara di Auteri non convince e, anche con l'Olbia, ha vinto in extremis giocando maluccio. Capitolo arbitri. Sarà pur vero che gli errori sono stati tanti e che invochiamo un lavoro certosino del designatore Ciampi, ma a volte bisognerebbe spiegare i risultati negativi assumendosi responsabilità tecniche senza attribuirli a fattori imponderabili. A Viterbo è in atto una protesta molto forte da parte della proprietà (contro i torti arbitrali, ma quali?) che, come noto, in coppa Italia ha schierato la Primavera e tanti under. Anzitutto non è giusto esporre i giovani a potenziali brutte figure: in questo caso è arrivata una bella vittoria, ma è il concetto di base ad essere sbaglito. Siamo fortemente convinti che i vivai siano il futuro delle società, non uno strumento per esprimere dissenso. E poi, obiettivamente, nell'ultima gara contro l'Ancona non ci sono stati episodi così gravi da giustificare una presa di posizione così netta. I ragazzi devono giocare perchè sono bravi, rinnoviamo l'appello a tutte le società professionistiche italiane affinché si abbia il coraggio di gettarli nella mischia con maggiore frequenza. Prendiamo l'esempio della Turris. Lì gioca un elemento interessantissimo, Pavone, classe 2000 che mister Caneo impiega col contagocce. E' vero che nel suo ruolo c'è Giannone, un fenomeno per la categoria che strameriterebbe altri palcoscenici, ma un allenatore bravo (ed è un discorso generale) trova sempre il modo per far coesistere i calciatori di livello. Chiudiamo con il caso Catania e con la riflessione del presidente Francesco Ghirelli. Dalla prossima estate in poi ci si ricordi che non basta pagare gli stipendi fino al giugno precedente per mostrare solidità economica, ma occorrono garanzie almeno su base annuale. Ad oggi c'è una società messa in mora, con tanti debiti e che non sta rispettando economicamente calciatori che stanno onorando la maglia. Tutto moltro triste. Così come sarebbe triste se Niccolò Giannetti non sfruttasse la chance Carrarese. Dopo la fallimentare esperienza di Salerno e la retrocessione di Pescara è l'ultima occasione per dimostrare di non essere un calciatore sul viale del tramonto ma un attaccante di buon livello. Gli infortuni hanno sicuramente condizionato la sua carriera ma ora non ci sono più scuse.