ESCLUSIVA TLP - Alessandria, il presidente Di Masi: “Un anno alla guida dei grigi. Bilancio positivo con l'obiettivo del podio del calcio piemontese”
Sono passati dodici mesi dal 6 febbraio 2013, data in cui Luca Di Masi si è insediato alla guida dell'Alessandria. Il presidente del sodalizio alessandrino ripercorre il primo anno trascorso nella società piemontese e si proietta sul futuro in questa intervista rilasciata in esclusiva ai microfoni di TuttoLegaPro.com.
Presidente, quale è il suo bilancio di questi dodici mesi al timone dell'Alessandria?
“Il bilancio è assolutamente positivo, sono tifoso grigio prima che presidente. È stato, comunque, un anno molto impegnativo. C'erano tantissime cose da fare sia dal punto di vista sportivo che da quello extra-sportivo. Questa società, effettivamente, presentava difficoltà molto pesanti che si stanno completamente ripianando. Da questo punto di vista si è fatto un ottimo lavoro ed ora siamo più sereni. Dal punto di vista calcistico posso dire bene, al momento, ma non abbiamo ancora fatto nulla. Mancano ancora dodici partite alla fine, e saranno dodici battaglie da affrontare una per volta”.
Scendendo in qualche particolare, quale è stato il momento migliore ed il momento peggiore di questo anno?
“Come momento peggiore mi viene subito da dire Porto Tolle (l'Alessandria è stata sconfitta per 3-2 al 90' dopo essere stata in vantaggio per 2-0 ed in superiorità numerica, n.d.r.), era l'ultima partita del 2013 e mi ha fatto passare un Natale non felicissimo. È stata una batosta che ricorderò per molto tempo... Altro aspetto negativo è rappresentato da una scelta che a stagione in corso – afferma Di Masi riferendosi in modo molto esplicito al tecnico Notaristefano esonerato alla decima giornata dopo la sconfitta di Bassano – è stata deludente ed abbiamo preferito cambiare. Peccato, ci credevo molto, come ci credeva molto la piazza, ma non ci siamo trovati soprattutto dal punto di vista umano. E forse questo brucia anche di più rispetto ad una partita sbagliata... Gli aspetti migliori, invece, sono rappresentati dal cambio di rotta, soprattutto nel mese di gennaio nel quale sono stati fatti molti punti con un miglioramento sotto il profilo del gioco. Molto positivi gli innesti, come quello di Baiocco, che si è dimostrato una bella persona che può essere utilissima per questa società e questa squadra. Ma bisogna considerare anche che Baiocco, giocatore integro, si è inserito in un gruppo sano, coeso e legato. Non credo che ci siano molte squadre che possono vantare un gruppo come il nostro. Tutti sanno quale può essere il vantaggio di operare in un gruppo di questo tipo. Anche coloro i quali lavorano in sede, sia portati da me che no, agiscono un ambiente molto costruttivo”.
Facciamo un passo indietro ai giorni ed ai mesi che hanno preceduto il 6 febbraio 2013. Lei ha sottolineato più volte, e lo testimoniano i fatti, che il suo tifo per l'Alessandria risale a tempi, per così dire, non sospetti. Ma cosa realmente l'ha spinta ad entrare nel mondo del calcio?
“Sicuramente la parte di tifo e passione che c'è dentro di me e le emozioni che avevo provato seguendo le trasferte al fianco dei tifosi dei grigi. E poi l'amore per il calcio che ho da sempre. Io non ero alla ricerca di una squadra qualsiasi, io volevo solo l'Alessandria, non sarei mai andato su altre piazze. Perciò mi sono avvicinato all'Alessandria per riportare l'entusiasmo. I risultati si stanno vedendo, forse sono anche migliori delle aspettative. I tifosi, anche in trasferta nonostante le note limitazioni, ci seguono. Se, insieme al Bassano, siamo imbattuti in casa il merito è anche dei tifosi. Per venire loro incontro e far sì che crescano anche di numero, abbiamo creato un carnet di cinque partite a prezzo scontato per l'acquisto del quale non serve la Tessera del Tifoso. Le prossime gare interne saranno tutte interessanti, c'è il Mantova in serale, c'è la partita con il Cuneo che è un derby. Per me che ho l'obiettivo di arrivare sul podio calcistico del Piemonte, tolte le prime due che sono in serie A, tutte le altre piemontesi sono rivali dirette. E poi ci saranno anche gare nelle quali, chissà, magari si potrà già festeggiare il raggiungimento di qualche traguardo...”.
Parliamo, allora, del futuro. Oggi, con l'ufficializzazione del rinnovo contrattuale di Mora, ha celebrato il suo compleanno alla guida dei grigi, di fatto, mettendo un primo mattone per costruire la squadra del futuro. Quali altre novità ci si deve aspettare, non solo per quanto riguarda i giocatori ma anche per quanto riguarda uno staff tecnico che è interamente in scadenza a giugno 2014?
“Sicuramente non valuto il lavoro della parte tecnica e sportiva solo per i risultati. Guardo il lavoro quotidiano, guardo alle trattative fatte insieme – aggiunge Di Masi riferendosi al diesse Menegatti – perciò valuterò il lavoro ed il comportamento fino all'ultima partita, sommando i più ai meno. Comunque non sono mai fermo, sono sempre sul pezzo sia riguardo ad eventuali rinnovi che per eventuali sostituzioni. Ma la scelta del diesse non è come quella di un giocatore, ci sono tempi diversi. A fine stagione vedremo cosa fare”.
Insisto. Sul suo “personalissimo cartellino”, come direbbe Rino Tommasi e riprendendo quello che lei ha affermato poco fa, per il diesse prevalgono i più o i meno?
“Umanamente prevalgono i più. Io trovato già qui il diesse ed ho lavorato molto bene con lui. Ho voluto tenerlo fino alla scadenza del contratto perchè ho visto in lui determinate qualità. Ora il campo dovrà dimostrare definitivamente il lavoro che abbiamo fatto, bene, insieme in estate ed a gennaio, perchè essere terzi a questo punto non significa niente. Sul tavolo ci sono anche dei meno, ci sono molti aspetti da inizio stagione, ed anche da qui alla fine, che valuteremo e poi vedremo se avranno prevalso i più o i meno...”.
E cosa può dire a proposito del tecnico, anch'egli in scadenza a giugno?
“A me piace moltissimo il rapporto che il mister ha con i ragazzi, piace moltissimo il modo di aggredire le partite, cambiando anche in corso quando è il caso. È una persona molto amata dal gruppo, schietta, che dice le cose chiaramente, dalle enormi qualità umane. Ora la squadra gioca bene e, quindi, il mister mi piace molto. Per lui vale lo stesso discorso fatto per il diesse, le cose vengono di conseguenza”.
Questo vuol dire che la conferma del tecnico, o la sua sotituzione, è subordinata alla scelta del diesse?
“Diciamo che se fosse confermato Menegatti come diesse, sarebbe più facile mantenere D'Angelo sulla panchina dell'Alessandria. Se ci sarà un altro diesse sicuramente si affronteranno temi diversi, valutando anche il fatto che, spero, saremo in una categoria superiore. A me l'allenatore ha dato e sta dando tantissimo. Tornando al discorso dei più e dei meno, la scelta di questo allenatore è un più enorme e bilancia pienamente il meno rappresentato dalla scelta di inizio stagione”.
Chiudiamo con l'augurio che Luca Di Masi si fa per il suo “compleanno” da presidente dei grigi. Sia per il futuro immediato che a più lunga scadenza. Lei ha nuovamente citato il podio del calcio piemontese, che pare un obiettivo molto chiaro nei suoi pensieri...
“Assolutamente sì. Ma l'obiettivo a breve termine è arrivare alla Lega Pro unica, dando continuità a quanto fatto nell'ultimo periodo, per poter festeggiare a fine stagione. Più a lungo termine l'obiettivo è quello di portare più tifosi al Moccagatta. Vorrà dire che avremo fatto bene, vorrà dire che l'Alessandria diverte e non si potrà fare a meno di andare al Moccagatta la domenica. Questa sarà l'unica risposta al fatto che sto facendo bene il mio lavoro”.
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