Monopoli, Colombo: "Inizio da horror, poi 75' di personalità. Ma percepisco negatività"
Alberto Colombo, tecnico del Monopoli, analizza ai microfoni di Canale 7 il successo interno contro il Catania.
Mister, 15 minuti di sofferenza, poi 75 quasi perfetti. È così?
«Sì, è stato un inizio da horror. Eravamo in difficoltà nelle scelte, dal punto di vista tecnico abbiamo sbagliato l’impossibile. Poi piano piano ci siamo sciolti. Dopo il gol la partita si è messa su un piano tattico più agevole per noi. Nel secondo tempo c’è stata un’occasione in cui il nostro portiere ha fatto un bell’intervento di testa, e potevamo sfruttare meglio gli spazi che avevamo. È stata una prova di personalità, di carattere, ma anche di qualità: non ci siamo accontentati del risultato, abbiamo cercato di incrementarlo contro una squadra forte. In questi momenti le partite dipendono dagli episodi e ti portano la gara a favore o meno. È successo con l’Altamura: una volta subito gol abbiamo faticato, soprattutto nel primo tempo, e nel secondo abbiamo creato pochi presupposti. Oggi (sabato, ndr) invece è andata a nostro favore. Sono contento perché mi sembra che aleggi sopra di noi un velo di negatività. Lo percepisco quest’anno, forse per episodi o per il mercato, non lo so. Ma questa è una risposta positiva dei ragazzi: dopo aver iniziato zoppicando ad Altamura, fare risultato contro il Catania, con le premesse che ha il Catania, è un buon viatico dal punto di vista caratteriale».
Il gol di Garritano ha cambiato la partita. Siete stati bravi ad allargare il gioco, a sfruttare gli spazi, e il Catania col 4‑2‑4 non ci ha capito più nulla.
«Sì. Ogni tanto penso alla partita di Altamura: alla fine ha fatto più o meno quello che il Catania ha fatto nel secondo tempo. Eppure, cambiando anche noi, siamo passati al 4‑4‑2 cercando sempre l’uomo su uomo. Mi chiedo come mai nei primi 25‑30 minuti ad Altamura abbiamo faticato così tanto. Una delle chiavi su cui avevamo lavorato era proprio il cambio gioco e gli attacchi alle spalle dei terzini, che potevano essere aggressivi sui nostri quinti. L’idea era abbassare i quinti in costruzione per far uscire i terzini e attaccarli con gli inserimenti delle mezzali o delle punte sul lungolinea. Dove era possibile, volevamo entrare dentro il campo e usare i cambi di gioco: è inevitabile che la linea sul lato debole stringa molto. Questo è stato fatto. Dopo il gol abbiamo creato presupposti pericolosi, senza essere incisivi e concreti. C’è rammarico: questa situazione può essere migliorata e finalizzata meglio».
È arrivato Bernardotto, il mercato è finito. Cosa può accadere negli ultimi giorni?
«Onestamente, in questi due‑tre giorni voglio preparare la partita di Potenza, perché ce l’abbiamo subito. In un periodo così devi sfruttare al massimo la rosa: non siamo ancora al livello ottimale di condizione. Ci sono tanti giocatori da recuperare fisicamente: lo stesso Garritano, che oggi ha fatto una buonissima ora; Pucino; Bernardotto; Calcagni che rientra dall’infortunio. Cercheremo di mettere su una formazione che possa dar fastidio anche al Potenza. Chi ha giocato ha bisogno di recuperare, perché queste partite sono dispendiose, anche per il caldo di stasera. Dal 2 settembre finalmente le porte si chiudono: non saranno più girevoli e si potrà pensare solo al campo. Come si diceva, questi saranno i soldati con cui dovremo fare le guerre sportive. Ben venga che il gruppo si consolidi e metta la testa al 100% su ciò che deve fare quest’anno a Monopoli».
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