Salernitana, Cosmi: "La protesta dei tifosi? Io devo pensare solo alla squadra"

Salernitana, Cosmi: "La protesta dei tifosi? Io devo pensare solo alla squadra"TMW/TuttoC.com
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Oggi alle 15:00Girone C
di Matteo Ferri

Serse Cosmi, allenatore della Salernitana, ha commentato in sala stampa l'1-1 di Foggia, arrivato dopo lo svantaggio subito nei primissimi secondi di gioco: "Qualsiasi squadra dovrebbe evitare di iniziare una partita subendo un gol, soprattutto nel modo in cui l'abbiamo subito. Non bisogna nemmeno andare troppo lontano: mi ha ricordato la partita di Brescia, con dinamiche simili - gol nei minuti finali con il Brescia, gol nei primi istanti col Sorrento nell'altra occasione. Questo non doveva condizionare completamente la gara, perché mancava ancora tanto tempo, ma secondo me ha fatto perdere fiducia a una squadra che in campo si sta ancora cercando. Ieri mi è stata fatta una domanda su che segnale volessi lanciare: da quando faccio questo mestiere ho capito che l'unico segnale è vincere, tutto il resto conta fino a un certo punto - anche il discorso delle prestazioni ha un valore, ma limitato. Il segnale che abbiamo dato nel primo tempo non era positivo, e ne abbiamo risentito sia dal punto di vista tattico che mentale. Sono abituato a capire sempre contro chi giochiamo, se gli avversari giocano bene, ma anche a riconoscere quando le nostre difficoltà nascono anche dal fatto che gli altri fanno qualcosa di buono: nel primo tempo il Foggia aveva capito esattamente come metterci in difficoltà. Sull'1-0, gli ingressi di La Gumina e D'Ursi hanno cambiato l'inerzia - mi sembra ingeneroso nei confronti di chi è uscito, ma per caratteristiche si è visto subito che La Gumina veniva a legare con i centrocampisti, mentre D'Ursi, molto rapido, si è attaccato in profondità: da lì il Foggia non è più stato tranquillo come prima. In una di queste situazioni La Gumina ci ha fatto vedere - non tanto a voi, ma anche a me - il livello a cui ha giocato in carriera: il gol sembra banale, ma è un gol da attaccante vero. Con sincerità, dopo il pareggio ho pensato e sperato di poter incrementare, anche raddoppiare: per una decina di minuti ci ho creduto concretamente. Poi, con onestà, man mano che passava il tempo perdevamo troppi palloni, i nostri giocatori erano molto stanchi, e abbiamo corso anche il rischio di perdere - nel finale è stato decisivo un intervento di Galeotti. Non ho fatto grandi discorsi prima della gara: ho solo richiamato un po' la squadra, dicendo che non siamo questo, che è possibile che lo siamo diventati per la novità del gruppo o per la stanchezza, ma che dovevamo reagire. E la squadra ha reagito".

La rete del Foggia è stato un generoso regalo della difesa granata: "Il gol del Foggia è nato non da uno, ma da due errori consecutivi: per questo ho fatto riferimento a Brescia, anche lì una serie di errori consecutivi in pochissimi secondi. Sono d'accordo, su questo aspetto siamo colpevoli - colpevoli nel senso che siamo recidivi, diciamo così. Non è solo per rimotivare la squadra, ma credo davvero che se non sei concentrato al trentesimo secondo di gioco, allora è una questione che riguarda i giocatori, non l'allenatore: parlo di disattenzione, molto probabilmente. Ci sono errori che a volte hai la fortuna di non pagare, oggi invece abbiamo sbagliato subito e abbiamo pagato con il gol. Non deve succedere: nelle prime partite, nei primi trenta secondi, abbiamo subito gol assolutamente evitabili, come capita a tante squadre - ma giustamente, se hai ambizioni questo tipo di gol non te lo puoi permettere".

Per la Salernitana è arrivato il primo risultato positivo della stagione: "La Salernitana deve ripartire da questo punto, che avessimo vinto o perso avrebbe comunque dovuto ripartire da qui. Io non parlo mai di episodi arbitrali a partita in corso, lo sapete: spero sempre che siano i giornalisti a farlo, visto quanto siete sempre attenti a certe situazioni. Quando si tratta di dire che l'allenatore non capisce niente e fa giocare Villa in una posizione diversa, siete tutti molto attenti, quando si tratta di dire che il Sorrento ha segnato in fuorigioco, diventate distratti. Non rivedo mai le immagini durante la partita. Speravo in una decisione diversa, poi abbiamo perso comunque lo stesso: dobbiamo entrare tutti un po' più a regime, la squadra per prima. Non voglio entrare nel vostro mestiere, non pretendo di saperlo fare meglio di voi, ma sono rimasto stupito da come è stato gestito un episodio arrivato fino alla fine. Vi assicuro che il punto ottenuto col Sorrento non ci rendeva entusiasti, ma aveva un valore assolutamente diverso rispetto a quello di oggi. Su Matino non parlo, non perché non voglia, ma perché non sono la persona più adatta a parlarne in questo momento".

La partita si è giocata senza tifosi sugli spalti: "Lo dico solo oggi, perché se lo avessi detto prima di una partita mi sarei preso una critica lunghissima, cosa a cui non sono abituato e che comunque non mi tocca più di tanto: avrei preferito, sia nella partita di Coppa Italia sia oggi, giocare con la gente. Sono uno a cui piace lo stadio pieno, perché se hai un valore come quello di Foggia o di Salerno, è giusto che gli stadi siano pieni. Oggi sarebbe stato bello vedere lo stadio con i tifosi del Foggia e quelli della Salernitana insieme: sono le partite che un allenatore vuole vivere, anche uno che ha avuto la fortuna di allenare per tanti anni come me. Mi avrebbe stimolato, non voglio essere ipocrita: non dico che sia stata una situazione a nostro sfavore, anzi, probabilmente ci ha un po' avvantaggiati, visto che il Foggia è una squadra che gioca in casa forte, con un pubblico riconosciuto da sempre come uno dei più importanti del panorama calcistico, anche a livello nazionale. Per noi è stato un piccolo vantaggio, tanto che forse, con più gente concentrata sul campo, il risultato per loro avrebbe potuto essere migliore. Non è una lamentela: io ho allenato anche nel periodo del Covid, quando il campo a porte chiuse era dovuto a una causa di forza maggiore, ma sono contrario ai divieti di trasferta in generale. La Salernitana ha un tesoro nei propri tifosi: se ne vanno in trasferta come i tifosi di Foggia o di Bari, in tremila, quattromila, seimila persone, mentre a Salerno può venire chiunque - e i nostri, invece, non si possono muovere liberamente. È un discorso generale, che non c'entra con la partita di oggi, ma a me piace il calcio vissuto insieme alla gente, non senza. Anche perché, senza pubblico, si sentono troppo le mie parole in panchina, e a volte anche le mie proteste - Maradona lo diceva, dopo il Mondiale del '94: è dura, è dura stare in panchina. Detto questo, il livello della partita è stato alto, devo essere sincero: ho visto belle accelerazioni, anche per le caratteristiche dei giocatori del Foggia soprattutto, che con questo caldo non era facile mettere in campo. Negli ultimi quindici minuti, però, entrambe le squadre gestivano, perché con questo caldo, se perdi palla, sai che devi correre venti metri per recuperarla, e quindi si gioca un po' più a risparmio: speriamo che con condizioni diverse la partita possa essere più fluida".

A Salerno sono comparsi striscioni molto duri contro la proprietà: "È una domanda troppo intelligente per farmela rispondere - dovreste dirmelo voi, piuttosto, cosa dicono. Io sono venuto a Salerno sapendo cosa mi aspettasse, e soprattutto sapendo cosa si aspetta la gente da me. Do tutto me stesso, il sangue, per la maglia della Salernitana, e finché avrò l'onore di essere l'allenatore di questa squadra e di questa città, darò il massimo. La gente da me deve aspettarsi i risultati: se non riuscirò a ottenerli, tutto il resto non conta nulla. Non tocca a me commentare le questioni societarie o gli striscioni: sono cose che riguardano i tifosi, sulle quali non metto bocca. Io devo pensare a rivedere la mia famiglia, che non vedo da un mese e mezzo - ho due giorni per farlo, poi torno al centro sportivo carico a mille per preparare una partita importante, perché abbiamo bisogno di fare risultati".