ESCLUSIVA TLP - Carrarese, Sbraga: "Ecco perché ho trattenuto la gioia per il gol"

ESCLUSIVA TLP - Carrarese, Sbraga: "Ecco perché ho trattenuto la gioia per il gol"TMW/TuttoC.com
Andrea Sbraga
© foto di Prospero Scolpini/TuttoSalernitana.com
giovedì 22 ottobre 2015, 18:00Interviste TC
di Luca Esposito

Dopo la rete segnata con la maglia gialloblù nel corso del derby Carrarese-Pisa, il centrale difensivo dei carraresi Andrea Sbraga (23 anni) ha trattenuto la sua gioia perché il gol l’aveva realizzato alla sua ex squadra. Venticinque le presenze in neroazzurro, aveva solo vent’anni, ma aveva sfiorato la promozione in B quando l’allenatore era Dino Pagliari nella stagione 2012-2013, comunque negli anni il calciatore è cresciuto in personalità, sentendo su di sé la fiducia dell’allenatore Gianmarco Remondina. Intervistato da TuttoLegaPro.com, il calciatore ha parlato di questa Carrarese che è la quinta forza del girone B della Lega Pro, e anche di un’altra precedente esperienza vissuta, al Sud, con la maglia granata della Salernitana, quando già c’era Lotito come co-patron.

“Innanzitutto ringrazio i tifosi della Carrarese che nell’ultima partita sono venuti allo stadio in gran numero, speriamo che continuino così. Il gol che ho segnato al Pisa è nato da calcio d’angolo, la palla è stata rimessa in mezzo e di testa ho realizzato. Il caso ha voluto che il primo gol nel campionato di Lega Pro lo segnassi proprio alla squadra con cui ho avuto la possibilità di giocare da professionista. C’era tanto pubblico, si trattava di una partita importante, quindi la gioia era tanta. Mi è dispiaciuto un po’ perché non me la sentivo di esultare, perché a Pisa avevo giocato. Volevo gioire, ma non mi sembrava giusto, comunque allo stadio c’era mio padre e c’erano i miei nonni”.

Il gol quindi lo dedica ai suoi familiari.
“Sì, il gol lo dedico a loro perché vengono spesso a vedere le partite, anche se Roma non è vicina. Ero contentissimo per loro, ma anche perché il calcio è cambiato: un difensore di solito lavora un po’ di nascosto, non si prende eccessivi meriti, ecco perché il gol per un difensore dà una gioia grandissima”.

Qual è il vostro obiettivo?
“Non è che ci siamo prefissati un obiettivo principale. Inizialmente dovremo migliorare ciò che avevamo fatto nella scorsa stagione, ma è stato fatto tutto un po’ all’ultimo, perché fino a fine luglio non c’era quasi nulla: c’è stato l’ingresso del nuovo presidente Tartaglia, anche se Buffon è rimasto anche se con il trenta per cento”.

Quanto conta avere un presidente sempre presente?
“E’ chiaro che gli impegni che aveva Buffon con la Nazionale e con la Juventus non gli permettevano di seguire direttamente la Carrarese, è stato un peccato secondo me. Buffon mediaticamente è un personaggio importante, ma non gli era possibile venire spesso a Carrara, però il presidente Tartaglia è molto presente”.

Lei che ha vissuto Salerno calcistica e la Salernitana, come si è trovato?
“Venivo da una stagione fantastica che era stata quella col Pisa, ero ancora sotto contratto con la Lazio e come per molti ragazzi della Lazio c’era la possibilità di andare a Salerno. Vennero cambiati tre allenatori, prima ci fu Sanderra, poi Perrone e Gregucci. Sono stato lì fino a gennaio, giocavo e non giocavo, quindi sotto questo punto di vista non è che sia stata un’annata positivissima, ma è stata un’esperienza formativa perché Salerno resta un ambiente molto caldo”.

Che cosa ne pensa di questo momento difficile dei granata in B?
“Certamente tutti pensavamo che la Salernitana potesse essere una sorpresa, perché era una squadra esperta che veniva dal primo posto nella stagione di Lega Pro precedente, e nelle prime partite era andata molto bene. Salerno però non è una piazza facilissima, perché ti puoi prendere le cose positive quando vinci, e ti prendi le cose meno belle nei momenti più duri. È importante la bravura dell’allenatore e della società per aiutare la squadra, che credo sia attrezzata per fare bene”.

Nella prossima giornata c’è L’Aquila-Carrarese, quindi ritroverà Carlo Perrone. Qual è il suo ricordo di Perrone?
“Sì, domenica lo ritrovo come avversario. È una bravissima persona, un ottimo allenatore”.

Se dovesse fare gol?
“In tal caso, visto che c’è stato il gol all’ex squadra, magari capiterà il gol all’ex allenatore…”

Alla Salernitana sono arrivati Pollace e Strakosha, due giocatori di proprietà della Lazio, i quali non hanno iniziato benissimo, crede che per un giovane sia un rischio far catapultare un giovanissimo nella Serie B?
“Per un giovane che esce dalla Primavera il salto non è così facile come sembra. In più, Salerno è una piazza così esigente che vuole fare bene sempre. Pollace l’ho visto all’opera; Strakosha è stato anche con la prima squadra e ricordo che aveva un gran fisico e si allenava benissimo. So che con i portieri a Salerno in questo inizio di stagione c’è stato un episodio non felice, ma anche quando c’ero io ricordo che c’erano prima Iannarilli e poi Berardi… I portieri vennero messi un po’ in discussione. Quando non c’è quella forza interiore è chiaro che nei momenti di difficoltà tremano le gambe. Ti dà tanto la piazza, ma ti può togliere anche delle energie”.

Il suo sogno calcistico qual è?
“Il sogno che ho, dopo l’esperienza di Salerno, è di fare tre anni positivi qui a Carrara perché mi sto trovando benissimo. La squadra è ottima, ho un gran rapporto col mister”

Ci spera ancora di salire in alto, oppure è dispiaciuto per qualcosa che non è andato per il verso giusto?
“Il dispiacere è per come siamo stati trattati dalla Lazio, ma così come lo dico io potrebbe dirlo qualche giocatore del ’92 che era in quella squadra Primavera e aveva giocato la finale con l’Inter… Ogni società fa le sue scelte e le carriere non possono partire tutte come rose e fiori, comunque c’è tanta gente che ha lavorato tanto e partendo dai Dilettanti è arrivata in alto, quindi non bisogna mai smettere di applicarsi”.