ESCLUSIVA TLP – Costantino: “Dopo la Torres spero di restare in Lega Pro”

ESCLUSIVA TLP – Costantino: “Dopo la Torres spero di restare in Lega Pro”  TMW/TuttoC.com
venerdì 20 novembre 2015, 13:00Interviste TC
di Luca Esposito

Quando un allenatore di calcio non ha una panchina, si aggiorna in attesa dell'opportunità giusta. È quello che fa anche Massimo Costantino, ex tecnico della Vigor Lamezia e della Torres nella scorsa stagione di Lega Pro: con i sardi l'esperienza era finita già nel novembre dell'anno scorso, ma con la Vigor aveva ottenuto sempre piazzamenti medio-alti. Il tecnico calabrese ha dovuto scontare tre mesi di squalifica dopo l'inchiesta Dirty Soccer, provvedimento che si è esaurito in questi giorni, e Costantino, concessosi a TuttoLegaPro.com, non si sottrae a una domanda rivoltagli a proposito dello stop forzato. Il tecnico è ben lieto anche di esprimere quello che è il suo punto di vista sulle squadre impegnate in Lega Pro. ”Riguardo alla squalifica posso dichiarare solo questo: chi doveva giudicare si è reso conto da subito – commenta Costantino – che non avevo a che fare con quell’orribile vicenda. Questo mi sento di poter dire”.

La scorsa stagione lei ha allenato la Torres nel girone A, che è quello settentrionale, ha dunque conosciuto un modo diverso di fare calcio rispetto ad altre realtà.

“L’esperienza che ho avuto nel raggruppamento A è stata positiva perché mi ha dato la possibilità di conoscere lo scorso anno delle realtà nuove. Dopo quattro stagioni nel girone meridionale ho avuto l’opportunità di cambiare, avrei preferito fosse finita diversamente, ma penso che sia stata un’esperienza che mi ha insegnato molto”.

Che cosa sta facendo al momento?

“Attualmente sto seguendo di più il girone A, che avevo visto già l’anno scorso. Questo periodo di inattività, come è giusto che sia, viene vissuto come aggiornamento, quindi oltre a vedere partite di Lega Pro sto vedendo anche partite del Campionato Primavera, della Serie B e della Serie D, ma sto osservando anche gli allenamenti diretti da altri colleghi, che possono costituire un aggiornamento”.

Come li valuta questi continui esoneri di allenatori che si verificano nel nostro calcio?

“Accadono in ogni stagione calcistica. Questo trend anno per anno secondo me non va a diminuire, ma tende ad aumentare. Si verifica di frequente il fatto di cambiare allenatore, ma c’è anche chi cambia due allenatori o addirittura ne cambia tre. È una cultura che in Italia c’è da tanto tempo, chi fa questo lavoro deve metterlo in preventivo, perché spesso gli allenatori finiscono per pagare anche per colpe non proprie”.

Lei ha fatto riferimento al girone A della Lega Pro, come lo sta vedendo dall’esterno?

“Il girone A lo vedo molto equilibrato, nel senso che ci sono squadre che hanno organici importanti, e sono tante le rose che hanno qualità. La squadra più solida, quella che potrebbe arrivare a fine stagione tra le prime, è il Cittadella, ma sto vedendo bene anche Pavia, Cremonese e Alessandria, perché hanno degli organici importantissimi, senza dimenticare il Bassano. Vedo bene anche la Reggiana, e non mi sorprende la classifica del Pordenone che ha un presidente ambizioso”.

I play-off della scorsa stagione hanno smentito quanti pensavano che le formazioni del girone C potessero essere più forti delle altre. È d'accordo?

“Sì, penso di poter essere d’accordo, perché questi play-off intergirone hanno dimostrato che tutti e tre i raggruppamenti sono competitivi. Vedo comunque il girone A su buoni livelli: il Como è riuscito ad arrivare in Serie B attraverso i play-off, ha vinto a Benevento dove ero anche presente per assistere alla partita, e si sapeva che anche il Benevento era una squadra fortissima. Anche lo stesso girone C ha delle squadre di qualità, ma il calcio è uguale in tutta la geografia d’Italia. Dal vivo riesco a vedere più il girone A, perché attualmente vivo a Piacenza, ma anche gli altri gironi li sto seguendo”.

Invece del girone B che cosa ci dice?

“Nel girone B penso che la Maceratese sia una squadra solida e non è detto che non possa arrivare alla fine. Anche se non è costruita per vincere, non è detto che non possa farcela. Sulla carta la SPAL è costruita per vincere, come pure il Siena e come il Pisa, ma al momento anche la Maceratese si trova ai vertici con pieno merito. Pure il Rimini, nonostante sia un po' attardato in classifica, ha una rosa che è stata costruita bene dal suo direttore sportivo e potrà riprendersi”.

La stupisce il primo posto della Casertana nel girone C?

“Riguardo al girone C certamente non sono sorpreso della Casertana, perché ha costruito una squadra che è buona, competitiva, ed è di categoria. Sono contento per il tecnico Romaniello, che conosco personalmente, è un allenatore giovane e sta meritando ogni risultato. Questo dimostra che non soltanto gli allenatori che hanno già vinto campionati o vengono da serie superiori possono ben figurare, ma anche lui può fare bene. C’è il Foggia che ha qualcosa in più delle altre, perché ha mantenuto l'intelaiatura dello scorso anno con qualche rinforzo, e questo rappresenta un grande vantaggio. Un'ottima rosa è anche quella del Catania, ma la squadra è attardata per quanto riguarda la posizione di classifica”.

Il suo futuro?

“Un colloquio l’ho avuto con una società di Lega Pro, e un altro con una società importante di Serie D. Al momento non si sono concretizzati, ma spero che di qui in avanti possa avvenire. È bello osservare gli allenamenti di altri colleghi, è bello aggiornarsi, ma lavorare sul campo è meglio: ho trascorso cinque annate in Lega Pro e sarei lieto di rimanere in questa categoria”.