ESCLUSIVA TLP - FeralpiSalò, Bracaletti: "Vi racconto i miei sei anni in verdeblù. Ecco cosa è cambiato da Scienza a Serena. Con un reparto offensivo così..."
Andrea Bracaletti compone insieme ad Alex Pinardi e Omar Leonarduzzi l'anima della FeralpiSalò e ogni estate si riparte per costruire intorno a loro l'ossatura della squadra per conquistare quel sogno chiamato serie B, un obiettivo da raggiungere quanto prima.
Arrivato nel 2010 (la FeralpiSalò è stata fondata nel 2009 tra la fusione di Salò e Feralpi Lonato, ndr), ad appena un anno dalla fondazione, Andrea ha trovato nella tranquillità di questa piccola cittadina di poco più di diecimila abitanti che si affaccia sul golfo del Lago di Garda, quella dimensione giusta per esprimere le sue qualità di calciatore. Non che prima vivacchiasse, ma era un giramondo del pallone con la valigia sempre pronta senza mai trovare un progetto che lo includesse e lo esaltasse. Tutto quello che dal 2010 ha trovato in Salò e nella società del Patron Pasini (proprietario della Feralpi siderurgica, azienda che dà il nome alla società gardesana), quell'isola felice che non è facile trovare in Lega Pro
In campionato sono arrivati sei punti in due partite e senza quel ko interno con il Bassano in casa alla seconda giornata, adesso chissà dove sarebbe la FeralpiSalò del nuovo corso Michele Serena. Ne abbiamo parlato proprio con uno dei giocatori simbolo della società verdeazzurra in questa intervista esclusiva concessa ai microfoni di TuttoLegaPro.com
Andrea, a Busto contro la Pro Patria avete riscattato subito la sconfitta interna contro il Bassano.
"Sì, è stata una bella vittoria contro una squadra che ha delle difficoltà avendo iniziato da poco".
La loro partenza vi ha un po' preso di sorpresa.
"Queste partite vanno prese con le pinze: basta che loro prendano fiducia, poi non si sa come va a finire. Secondo me la nostra bravura è stata proprio quella di cercare di chiudere subito la partita e amplificare le loro difficoltà di questo momento".
Il Presidente Pasini dopo la sconfitta con il Bassano non era particolarmente contento. Vi ha detto qualcosa negli spogliatoi o in settimana?
"No, lui non è tipo che viene negli spogliatoi: abbiamo visto le interviste e la sua delusione si notava. La partita ce l'avevamo in mano e nel secondo tempo c'è stato un calo inspiegabile. Ora siamo ripartiti mettendoci alle spalle questa sconfitta".
Contro il Bassano nella ripresa è sembrato di vedere un black-out mentale.
"Non lo chiamerei proprio così. Direi più una mancanza di idee di gioco nel secondo tempo. E' strano visto che noi siamo abituati a giocare: forse è venuta meno la testa e questa non deve mai mancare. Possono mancare le gambe, ma la testa no".
Quest'anno che Andrea Bracaletti troviamo?
"Mi sento bene, abbiamo fatto una preparazione dura, iniziata il 13 luglio (ride sarcastico, ndr) quindi sono passati due mesi e in questo momento non solo io, ma la squadra è in buone condizioni".
Sesto anno a Salò: sono gli altri che non ti vogliono o è la società che non ti cede?
Ride prima di rispondere: "Prima di arrivare alla Feralpi ho girato un bel po' e ho fatto anche la serie B a Cesena e ad Avellino. Quando sono arrivato (nel 2010, ndr) ho trovato una società giovanissima e mi sono trovato bene, con persone serie e ogni anno ci siamo migliorati passo dopo passo acquisendo quella considerazione nell'ambiente che è utile non solo alla società ma anche a noi. E' stato un bel percorso, graduale, ed ora otteniamo i risultati".
Anno dopo anno, alla crescita della FeralpiSalò c'è stata anche la tua di crescita e la consapevolezza di essere uno dei leader della squadra ti ha portato ad assumerti sempre maggiori responsabilità, trovando giovamento tu con le prestazioni e la squadra in campionato.
"Inizio ad avere trentadue anni e inizio a maturare, anche se lo spirito è quello di un ragazzino: le responsabilità negli ultimi anni me le sono prese volentieri e insieme agli altri "vecchi" della squadra, sapevamo che sarebbe stato difficile, ma quando ti assumi una responsabilità devi essere cosciente che devi dare di più e meglio. E' andata bene, cercando di migliorare anno dopo anno e finora ci siamo riusciti".
Avere una società solida alle spalle è stato un aiuto importante per la vostra assunzione di responsabilità, non credi?
"Sicuramente quella è fondamentale. Avere una società solida alle spalle, ti dà sicurezza e allo stesso tempo ti responsabilizza maggiormente, facendoti tirare fuori quel qualcosa in più. Attualmente non è facile trovare società serie come questa e dobbiamo essere bravi a tenercela stretta".
Quest'anno avete cambiato il parco attaccanti - Guerra, Tortori e Greco su tutti - ed è tra i più attrezzati del girone A. Può esservi utile a fare quel tanto agognato salto?
"Sicuramente il reparto offensivo è stato migliorato, non solo a livello qualitativo, ma soprattutto numericamente siamo cinque-sei attaccanti che possono giocare tutti e si è visto sabato dove hanno segnato Tortori e Greco, ad Alessandria Guerra e Romero, quindi avere una scelta, soprattutto davanti, dove servono sempre forze fresche, può essere utile".
In particolar modo in vista della stagione invernale con i campi pesanti e il rischio di eventuali infortuni.
"Penso che sia la base di un gruppo che vuole ambire alla parte superiore della classifica, avere una rosa qualitativamente importante a cui attingere in caso di necessità".
Ci sono delle differenze tra Scienza e Serena?
"A livello umano ho avuto un bel rapporto con mister Scienza. Differenze? Sono completamente diversi e credo sia normale: come per i giocatori, anche gli allenatori hanno caratteristiche diverse".
Dopo due anni con Scienza, l'arrivo di un nuovo allenatore poteva essere un'incognita.
"Sicuramente. La società ha preso una posizione, ha deciso di cambiare per i motivi che ha ritenuto opportuni. Noi giocatori facciamo quello che ci viene chiesto. Era un'incognita perché negli ultimi due anni eravamo andati bene".
Quando non giochi a calcio?
"Sto con gli amici a Orvieto (dove è nato, ndr), mi piacciono i film. Sono uno molto semplice. Non ho molte cose strane da fare".
Sul profilo di whatsapp hai raffigurate delle carte da gioco.
"Sono un appassionato di briscola chiamata e quella nella foto è una mano sfortunata a carte. Quando posso gioco a tressette con gli amici o magari con i miei nonni".
Accompagnato da un buon bicchiere di vino.
"Assolutamente, senza esagerare però".
Descrivici la bellezza della città di Salò?
"E' una città stupenda, sul lago. E' piccolina però è molto caratteristica, è da vedere. A Salò c'è la possibilità di vivere con serenità. Consiglio a tutti di venire a farsi un giro e anche io, prima di venire qui conoscevo poco questi posti e nel corso degli anni ho scoperto paesaggi mozzafiato".
Il piatto che prediligi quando sei a Salò?
"Amo la carne, in particolar modo lo spiedo bresciano".
Ultimo film visto?
"Southpaw. E' la storia di un pugile".
Oltre al calcio quale altro sport ti piace?
"Sono un appassionato di tennis, anche se non ci ho mai giocato. Diciamo che non c'è proprio uno sport preferito: se c'è una partita di pallavolo, guardo anche quella. Il calcio in tv? No, non sono proprio un malato".
Napoli-Lazio domenica sera l'hai vista?
"No, ero con gli amici a cena. Non ci sono mai e quando sto con loro metto da parte tutto".
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