ESCLUSIVA TLP - L'ex Pavia Sabato: "Chi prende una squadra deve portare a termine gli impegni. E sul mio futuro..."
Tre squadre, quelle viste nel ritiro svincolati a Coverciano, che potrebbero tranquillamente disputare un campionato di medio alta classifica anche in Serie B: eppure i giocatori presenti sono al momento senza squadra. Tra i nomi figurava quello di Rocco Sabato, difensore classe ’82 che non necessita certo di presentazioni: alle spalle innumerevoli presenze tra Serie A e Cadetteria, oltre poi a tutte quelle in Lega Pro, culminate nella passata stagione con le 13 ottenute con la maglia della Maceratese, dove ha disputato la seconda parte del campionato arrivando al quarto di finale play off perso contro il Pisa. Ai microfoni di TuttoLegaPro.com è proprio il giocatore a raccontarsi.
Un Ferragosto un po’ inedito per Rocco Sabato, probabilmente alla prima volta in carriera senza una squadra al 15 di agosto. Ma il contatto con il pallone certo non manca.
“No, il contatto con la palla non manca, sto continuando ad allenarmi sul campo, non ho praticamente mai smesso. Ho anche avuto l’opportunità di svolgere un’ottima preparazione con la rappresentativa AIC di Coverciano, dove sono stato dal 18 luglio al 5 agosto: doppie sedute giornaliere che mi hanno permesso di rimanere sempre in forma, è stata un’esperienza davvero molto positiva”.
Anche con la possibilità di prendere il patentino per allenare…
“Si, ho avuto anche questa opportunità e ho conseguito il tutto, ma per ora la volontà è quella di continuare a giocare. Sto già valutando proposte di alcune squadre con progetti interessanti”.
Il tutto dopo l’addio del Pavia al calcio professionistico. Quanto rammarico c’è per il destino che il club lombardo si è riservato e ha riservato anche ai propri tesserati?
“Credo che Pavia sarebbe stato un canale davvero molto importante per la Lega Pro e più in generale per il calcio, è una piazza che ha sempre detto il suo scrivendo anche una storia importante, ma purtroppo è poi finita in mano a personaggi non proprio all’altezza della situazione”.
Come accade ogni anno, sono tante le squadre che non sono riuscite a portare avanti il percorso in Lega Pro, ma si è comunque arrivati alle 60 previste dal format. Favorevole all’enorme blocco di ripescaggi?
“Sicuramente è un bene che ci siano più squadre tra i professionisti, ma arrivati a questo punto è anche ovvio che le stesse debbano essere guidate da gente seria che porti a termine gli impegni presi e dia continuità a progetto di almeno medio termine”.
Una Lega Pro inedita, con una nuova divisione territoriale: che idea ti sei fatto del nuovo campionato?
“Sicuramente il girone B presenta un tasso tecnico alto, il C il calore dei campi, ma è vero che la divisione geografica attuata quest’anno è un po’ anomala, credo non ci sia mai stata così. Però è un buono spunto a nuovi stimoli, si affronteranno squadre che prima d’ora non avevano mai battagliato, ma come sempre sarà poi il campo a parlare”.
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