ESCLUSIVA TLP - L'ex Reggiana Armonia: "Di Reggio ho conosciuto la parte bella, felice di aver riacceso la passione della gente. Ma certa gente che è poi è entrata in società..."
Tempo di programmazioni per la Reggiana, che pochi mesi fa, con le dimissioni dell'ormai ex DG Ferrara ha sostanzialmente chiuso un ciclo iniziato due stagioni fa. Un rapporto burrascoso negli ultimi tempi, dovuto a una serie di fattori dei quali, ai microfoni di TuttoLegaPro.com, parla Mariano Armonia, Talent Scout e storico collaboratore di Ferrara già dai tempi della Pro Patria.
Dopo due anni, si è interrotto il suo rapporto con la Reggiana. Tanti 'detto e non detto': ma come sono andate effettivamente le cose?
“Sembra che adesso si sia fatto un cattivo lavoro, ma voglio subito precisare che i due anni della nostra gestione sono stati anni molto produttivi e ben gestiti, siamo arrivati quando la società aveva solo tre giocatori e costruiva annate sui prestiti, e abbiamo portato giocatori di proprietà per cercare di programmare il futuro. Sia io che il direttore Ferrara a Reggio siamo stati bene, ma con l’entrata di personaggi, e non mi riferisco agli azionisti bensì ad alcuni collaboratori, è iniziato un circo che non ha creato i presupposti per la nostra permanenza. E anche le parole del mister fanno capire tante cose. Abbiamo comunque lasciato un patrimonio importante a chi subentrerà, penso a giocatori come Spanò e Letizia, giusto per citarne pochi, spero sappiano gestirlo. Nella crescita della società abbiamo fatto il nostro”.
Però qualche screzio con mister Alberto Colombo sembrò esserci stato…
“Il tecnico si è probabilmente fatto influenzare dalle voci di qualche pagliaccio che era li, e che ha poi portato alle dimissioni del direttore Ferrara, si è fatto abbindolare da chi diceva che volevamo cacciarlo. Ma noi questo non lo pensavamo, sicuramente ci sono stati degli errori da parte del mister ma anche nostri, e la società qualche responsabilità se la Reggiana non ha fatto i play off ce l’ha. Sicuramente la squadra era competitiva, magari in un girone meno competitivo avremmo vinto, credo si sia allestito una squadra forte, ma in una stagione vanno prese in considerazione tante varianti, che possono anche riguardare semplici infortuni”.
In merito invece alle recenti dichiarazioni del post gara di sabato che non lasciano presagire un futuro del tecnico in granata, cosa ne pensa?
“Stando a quanto dichiarò il presidente dopo la sconfitta di Pordenone, il mister sarebbe rimasto, ma, date poi le ultime circostanze, se non ci credevano avrebbero potuto esonerarlo subito: io non credo proseguiranno la loro avventura insieme. Però di Colombo posso solo parlarne bene, è stato con me e Ferrara anche a Busto Arsizio, partendo dalle giovanili, è un allenatore che ha delle buone idee, e potrà far carriera se non commetterà più gli errori che ha compreso di aver fatto: forse si è fidato di qualche inesperto che è nel suo staff da soli sei mesi, piuttosto che di me e del direttore che lo conosciamo da quattro anni”.
L’esperienza di Reggio Emilia può comunque considerarsi positiva?
“A Reggio Emilia siamo stato benissimo, e sappiamo che questa piazza merita molto di più. Ma qualche passo lo abbiamo già fatto: nel 2014 partimmo con la diffidenza totale della gente, solo 800 spettatori allo stadio, poi siamo arrivati ai 12000 dei play off della passata stagione per la partita contro il Bassano. Aver riacceso la passione della gente è stata una grande gratificazione, e davvero porterò sempre nel cuore la città, io e il direttore abbiamo conosciuto la sua parte bella. Alcune critiche sono state ingiuste, perché questa stagione, lo ricordo, son stati fatti proclami ancor prima di conoscere i gironi, e questo è stato penalizzante, ma spero che facciano tesoro di questa annata per ripartire, senza farsi condizionare dalle manie di protagonismo di pseudo pagliacci incompetenti: Reggio è una piazza importante e con blasone, ma non si può vivere di ricordi, occorre fare cose concrete”.
Per quanto invece riguarda il Suo futuro ci sono novità all’orizzonte?
“Io sono molto legato al direttore Ferrara, lo dimostrano anche le mie dimissioni dopo il suo allontanamento dalla Reggiana, quindi qualsiasi cosa scelga lui a me va bene. Aspettiamo però di vedere il quadro completo delle varie categorie al termine di play off e play out”.
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