ESCLUSIVA TLP - Mantova, mister Maspero: "Ho 24 ciliegine sulla torta. Far innamorare Berlusconi come con Sacchi? Perché no..."
Nel 2012 Riccardo Maspero ha appeso gli scarpini al chiodo e non ha avuto neanche il tempo di dire: "Ho terminato di giocare a calcio", che subito si è cimentato in un'altra carriera, sicuramente diversa, dell'allenatore. Nuovi stimoli e nuove sensazioni battevano forte dentro di lui che non c'era il tempo di rilassarsi e nell'ottobre dello stesso anno consegue il patentino e va ad allenare il Ciliverghe Mazzano nel campionato di Eccellenza lombardo. Campi infuocati e giocatori che ancora hanno quel brio necessario chiuso dalle porte del professionismo. Un banco di prova comunque probante, superato alla grande: subito la promozione in D, traguardo storico per la piccola realtà lombarda che mai era salita così in alto nella sua storia. La scorsa stagione a Pavia si fa conoscere anche da chi al massimo lo ricordava come un funambolo in mezzo al campo e in molti sono rimasti sorpresi dalla gestione di un gruppo che in tanti davano come favorito alla vittoria finale. In quel di Pavia conosce l'amaro calice dell'esonero a una giornata dal termine (al suo posto arriva Giovanni Vavassori, ndr) - classico caso italiano - e anche in questo caso non si perde in cura di ferite aperte. Le cicatrizza e parte subito per una nuova avventura professionale.
Riccardo Maspero - nuovo allenatore del Mantova - alla sua terza esperienza da allenatore sembra uno navigato nel suo modo di porsi e di rispondere alle domande e attento a difendere i suoi fino all'autolesionismo. Il gruppo prima di tutto. Un maestro in questo campo era Gigi Simoni, non per niente il suo "papà" calcistico che l'ha svezzato e reso calciatore.
Sono passati tre anni da quando la panchina è diventata la sua seconda casa, dopo che per più di vent'anni ha dispensato il suo modo di fare calcio in piazze importanti come Genova (sponda blucerchiata), Lecce, Firenze e soprattutto Cremonese, la società dove ha vissuto le emozioni più belle e che quest'anno ritroverà nuovamente da nemica, in un derby molto sentito dalle due tifoserie
Il nuovo allenatore del Mantova raccoglie l'eredità di Ivan Juric che ha lasciato un buon terreno su cui lavorare e sul quale Maspero sta già seminando il suo credo calcistico: però non provate a fargli domande stuzzicanti perché vi stenderebbe con uno dei suoi dribbling, rinverdendo i fasti di quando era calciatore.
TuttoLegaPro.com l'ha intervistato in esclusiva alla vigilia dell'amichevole di lusso che quest'oggi i virgiliani disputeranno contro il Milan e a pochi giorni dall'inizio della nuova stagione: "Se mi dici serie B? Ci ho giocato tanti anni. Ho vinto dei campionati. La lettera B la associo a bene come il lavoro che stiamo facendo in queste settimane in vista dell'inizio della stagione". Questo è solo un piccolo assaggio.
Mister, siete partiti con l'obiettivo della salvezza. Siete proprio sicure che sia quello il traguardo, vista la rosa che avete allestito?
"Al momento l'obiettivo che ci eravamo posti era quello di fare un lavoro in sinergia con la società e credo che ci siamo riusciti. Abbiamo una rosa competitiva e il nostro scopo tra gli altri è quello di valorizzare dei giovani, ma soprattutto vogliamo riportare un entusiasmo che a Mantova manca da qualche anno".
Questo precampionato come lo valuta?
"Nel precampionato i risultati li guardo poco: sono più attento alla squadra come ha lavorato, come segue, come si applica e quello che mi dà sul campo. Di conseguenza la squadra ha lavorato bene, ha voglia di fare ed è quello che ti spinge ogni giorno a migliorarti".
Dopo il successo per 2-1 di Pordenone nel mini girone di Coppa Italia di Lega Pro, ha detto: "Questa è una squadra con le palle". Vincere su un campo pesante il mese di agosto denota uno spirito di sacrificio importante.
"Se non hai gli attributi, una partita simile non la vinci e il Pordenone non è una squadretta, basta guardare cosa hanno fatto a Padova. Sarà un campionato dove tutte le squadre saranno difficili da affrontare e per questo che io dico che voglio lavorare con il mio gruppo, cercare di dare consapevolezza dei propri mezzi, delle proprie capacità e delle proprie possibilità. Quando ho trasmesso questo ai miei ragazzi io non ho paura di nessuno: gioco con tutti, ma non ho paura di nessuno, perché sono consapevole di avere un gruppo con gli attributi".
Lo spirito del suo Mantova deve essere corsa e qualità del gioco.
"Bisogna avere questo: bisogna correre, bisogna saper correre e associare alla corsa la qualità di gioco e le idee che io propongo. Loro sono giocatori di qualità che sanno giocare a calcio e insieme alla corsa e la qualità delle giocate può fare la differenza. Se poi trovi squadre che meritano, saremo lì a battergli le mani".
Nelle ultime ore di mercato è arrivato Valerio Foglio. Una bella ciliegina sulla torta.
"No, io ho ventiquattro ciliegine!".
Essendo l'ultimo arrivato abbiamo fatto questa associazione culinaria.
"Lui è l'ultimo arrivato, ma chi è arrivato prima è stato importante come Valerio che è arrivato da poco. Per cui i primi che hanno accettato questo nuovo Mantova, questo nuovo spirito e posso farti i nomi di Tano (Caridi, ndr) e Scalise, sono importanti come gli altri ventidue, compreso lo stesso Foglio che è stato l'ultimo. E dal primo all'ultimo stanno dando il contributo alla crescita di questo gruppo per riuscire nell'intento di far divertire i tifosi".
Rimanendo sui singoli, ha speso parole importanti su Ruopolo, complimentandoti con lui per come sta iniziando a lavorare sul gioco in profondità, punto dolente dove la vostra punta non eccelleva particolarmente.
"Penso che quando sai giocare a calcio, sai fare gol, lo sai fare in tutte le categorie. Gli attaccanti che sono con me sanno che posso risparmiargli qualche corsa a vuoto, ma loro devono darmi la qualità, perché la squadra li supporta e nel momento in cui serve, loro colpiscono. Per cui una corsa in meno, ma di qualità".
Anastasi come sta?
"Valerio sta bene, ha avuto un piccolo problema al ginocchio ma sta recuperando e credo che oggi giocherà. Lui è uno dei cinque attaccanti che ho a disposizione per poter fare gol".
Momenté come si sta inserendo nel gruppo?
"Come Foglio, anche Matteo si sta pian piano ritrovando fisicamente. Se è vero che si è allenato quest'estate, quello che gli manca è la corsa nella partitella, l'agonismo, il lavoro in gruppo. Però non c'è fretta; questo gruppo dimostrerà di aspettare gli ultimi arrivati nelle migliori condizioni".
E' alla terza esperienza da allenatore: come si vede cambiato dal Ciliverghe Mazzano ad oggi?
"Sono cresciuto, ho fatto esperienza. Ho coltivato sempre più i rapporti con i miei giocatori, con i dirigenti e dalle esperienze negative e positive sto facendo la mia formazione professionale, che è sicuramente quella di un allenatore giovane che ama questo lavoro e cerca di imparare il più possibile da allenatori più esperti e da persone che gli stanno vicino che gli possono dare dei consigli".
Il suo papà, tra gli allenatori è Gigi Simoni. Cosa si sta portando dei suoi insegnamenti nel ruolo di allenatore?
"L'umanità e la sincerità. Penso che Gigi sia stato per me, ma non solo, un uomo vero e sincero e quello che cerco di fare ogni giorno è proprio questo: essere un uomo vero e onesto con i miei ragazzi. Non sono ipocrita nel dire che il mio è un ruolo difficile e molte volte puoi non avere consenso, però quando io entro nello spogliatoio voglio guardare tutti in faccia e non voglio abbassare gli occhi con nessuno e se ho un rospo dentro devo tirarlo fuori, altrimenti non potrei fare questo lavoro".
Il vostro ruolo è molto difficile.
"Scegliere è rapportarsi. Ho giocato per più di vent'anni a calcio e facevo il calciatore, ma fare l'allenatore è del tutto diverso: conosci l'ambiente, conosci le dinamiche, ma sotto un'ottica diversa, sicuramente più complicata e devi ragionare come ventidue teste e pensare che quello che fa bene ad uno, potrà fare male ad un altro. Devi cercare sempre di essere attento a quello che succede perché gli equilibri di uno spogliatoio sono fondamentali in quello che fai".
In porta avete un problema?
"No no, anzi, penso di avere tre portieri fortissimi: Albertoni, Bonato, Pane".
Però contro il Padova, Pane sbaglia e segna il Padova. Contro il Pordenone è la volta di Bonato nel fare un errore che permette a Savio di far gol.
"Ma no, credo che un allenatore non debba soffermarsi su un errore che ci può stare, ma su come la squadra si senta protetta dalla figura dell'uomo che c'è tra i pali e la gestione di tutti i novanta minuti. A Pordenone ad esempio, Bonato ha fatto una gran partita, come quella di Pane contro il Padova. Il portiere lo considero uno degli undici, non uno più dieci, quindi per me è importante averne tre bravi".
Oggi arriva il Milan al "Martelli".
"Credo che sia bello e importante dare alla città di Mantova quel sapore di sfide passate e dare quel giusto entusiasmo che serve per iniziare al meglio questa stagione che deve essere positiva ed entusiasmante".
Conoscendo un po' Berlusconi le sta passando per la testa che potrebbe innamorarsi di lei come fece con Sacchi in quel famoso Milan-Parma di tanti anni fa?
"Magari! Scherzi a parte penso che in questo momento io debba dare tutto per il bene del Mantova e che la società apprezzi il mio lavoro e come io sia un uomo della stessa. Credo che l'allenatore non debba essere una figura separata dalla società, ma debba essere una figura importante e questo finora si sta verificando".
Se le dico serie B, cosa mi dice?
"Ho giocato tanti anni in serie B, ho vinto tanti campionati. Però non ti rispondo alla domanda. E' una lettera dell'alfabeto".
E la prima parola che associa alla lettera B?
"Bene, stiamo facendo bene".
Finora state andando molto bene.
"Abbiamo centrato il primo obiettivo che era il passaggio del turno in Coppa Italia".
Esordio contro il Renate in campionato.
"Ci stiamo preparando e sappiamo che quella contro i nerazzurri sarà come una finale di Coppa dei Campioni. La prima di una stagione intera".
Quest'anno con il Mantova andrete a Cremona e le due città non si amano. Pensi già a che accoglienza ti faranno i tifosi grigiorossi?
"Al momento non ci penso. Il passato non si dimentica e a Cremona ho vissuto momenti molto importanti, ma il mio presente è il Mantova - sono orgoglioso e me ne vanto di essere l'allenatore di questa squadra - e devo fare di tutto per fare bene con questi colori".
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