ESCLUSIVA TLP - Massimo Londrosi: "Esercizio abusivo e incontrollato della professione di diesse. E l'Adise non fa nulla per proteggerci"
No agli abusi, si alle sanzioni. Massimo Londrosi, ex diggì del Pavia, critica fortemente la piega che il calciomercato sta assumendo, con sempre meno direttori sportivi all'opera e sempre più responsabili a vario titolo. Queste le sue impressioni, raccolte in esclusiva da TuttoLegaPro.com.
Direttore, cosa c'è che non va?
"L'esercizio abusivo della professione di direttore sportivo è un fatto ormai vasto e incontrollato. L'Adise (l'Associazione dei Direttori Sportivi NdR) non ha fatto oggettivamente nulla di efficace per contrastarlo. Anzi molto spesso chi si rende protagonista di tale abuso viene ammesso al primo corso utile per sanare la propria posizione passandola liscia e rimanendo indenne da qualsiasi sanzione. Le denunce contro questi soggetti sono per lo più presentate da singoli direttori sportivi che ne sostengono spese e fastidi, non si hanno notizie di iniziative in tal senso dell' Adise. E questa sarebbe un'associazione di categoria? Un sindacato? La situazione è inaccettabile e ormai siamo in molti a non voler più subire un andazzo di questo genere. Personalmente sono dieci anni che non sottoscrivo la tessera dell' Adise e sono in buona compagnia di altri delusi e critici nei confronti di questa associazione".
Ogni categoria ha la sua associazione: i calciatori hanno l'AIC, gli allenatori l'AIAC, i direttori sportivi l'Adise. Vede differenze tra di essi?
"L' Adise non agisce come un' associazione di categoria, come un sindacato, come invece fanno Aic e Aiac. È un club privé che non rappresenta più la grande maggioranza dei direttori sportivi. Non ci sentiamo rappresentati dall' Adise nelle varie commissioni in cui è stato nominato un membro della nostra categoria. E qualche cosa da dire ci sarebbe anche sulle modalità di svolgimento dei corsi per l'abilitazione a direttore sportivo. Che titoli hanno certi soggetti per esaminare i candidati?".
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