ESCLUSIVA TLP - Matera, Di Noia: "Dei miei quattro gol il più bello, da barese, al Lecce"

ESCLUSIVA TLP - Matera, Di Noia: "Dei miei quattro gol il più bello, da barese, al Lecce"
domenica 2 novembre 2014, 13:00Interviste TC
di Daniele MOSCONI
Intervista al giovane centrocampista del Matera. Scuola Bari, quest'anno vuole ritagliarsi uno spazio per conquistare la maglia della sua squadra del cuore.

Tra le tante interviste che i protagonisti della Lega Pro ci concedono, spesso le loro dichiarazioni lasciano molto spazio alla retorica e quando cerchi di stuzzicarli, si chiudono a riccio e ti conviene cambiare argomento per non finire in un vicolo cieco.

Bisogna ammettere che Giovanni Di Noia, centrocampista classe 1993 del Matera, ha dalla sua la spregiudicatezza, se così vogliamo chiamarla, di chi vive il calcio come una passione sana, dove esiste anche lo sfottò, quello simpatico, senza grandi conseguenze: alla domanda su quale dei quattro gol segnati finora nei Pro, sia il più bello, non ci pensa due volte e da barese nato e cresciuto con i colori biancorossi: "Bé, sicuramente quello al Lecce dell'altra sera (in Coppa Italia di Lega Pro, ndr)".

Nella sua giovanissima carriera - oltre all'attuale Matera dove si trova in prestito dal Bari- Giovanni ha giocato per sei mesi (da gennaio 2012) al Chieti in Seconda Divisione arrivando a scendere tre sole volte in campo. Nel luglio dello stesso anno l'arrivo a Pontedera alla corte di mister Paolo Indiani, dove arriva a vincere un campionato alle spalle della Salernitana. Proprio allo stadio "Arechi" di Salerno segnò nel finale il suo primo gol nei Pro (Salernitana-Pisa 1-1). Non sarà la sua unica vittima perchè Giovanni, bisogna dirlo, ha il pregio di segnare gol importanti in palcoscenici blasonati. Dopo la rete in Campania, arriva nella stagione 2013/14 quella all'"Arena Garibaldi-Romeo Anconetani" di Pisa, nel 2-1 con cui il Pontedera batte i nerazzurri.

In questo avvio a Matera ha già realizzato due reti: una (come sempre nel finale) al "Ceravolo" in campionato contro il Catanzaro, valsa il pareggio dei lucani e l'altra sera in Coppa Italia che abbiamo già raccontato poco sopra. Uno di quei giocatori, Di Noia, che si concede poco alle gioie del calcio, ma quando lo fa sceglie luoghi importanti. TuttoLegaPro.com ha voluto intervistarlo in esclusiva per conoscerlo un po' meglio.

Giovanni benvenuto. Dei tuoi quattro gol finora segnati, quale quello a cui tieni maggiormente?

"Bé, sicuramente quello segnato al Lecce".

Sarà perchè sei barese?

"Bé si dai".

Il più bello invece?

"Quello segnato a Salerno".

A Lecce come hai segnato?

"Ho ricevuto palla dall'esterno Mazzarani, l'ho stoppata e volevo subito calciare ma il centrocampista del Lecce mi ha chiuso questa opportunità. Ho provato a saltarlo e mi è andata bene. Non appena ho avuto l'occasione di poter tirare ho fatto gol".

Sbirciando sulla tua pagina di un noto social network, ad inizio settembre hai scritto di essere rammaricato di non essere tornato al Bari. Con il passare delle settimane si è lenito questo stato d'animo?

"Un po' ancora c'è, però devo dire che sono contento di come stanno andando le cose qui a Matera. Comunque avere la possibilità di giocare nella squadra della propria città, in un campionato prestigioso come la serie B, sarebbe stato bello, ma ora non ci penso".

Sei passato da una piazza tranquilla come Pontedera ad una più esigente e calda come Matera. Credi che il Bari - attuale titolare del tuo cartellino - ti abbia voluto spostare in una squadra dove c'è maggiore pressione per testare la tua reazione ad uno stress diverso?

"Sicuramente, come dici bene tu, qui a Matera c'è più pressione. Credo che proprio al sud in generale c'è un modo diverso di vivere il calcio, c'è maggiore passione. Non penso che mi abbiano mandato qui per valutare le mie reazioni, ma per un fattore di crescita professionale".

Tra Paolo Indiani e Gaetano Auteri, quali sono le differenze maggiori?

"Sono due allenatori che pretendono molto e sono preparati a livello tattico come pochi. In fondo non sono poi così diversi come sembra".

Nello spogliatoio del Matera - rispetto a Pontedera - hai a che fare con molti giocatori con un bagaglio di esperienza maggiore. Come la stai vivendo questa differenza?

"A dire la verità la sto vivendo molto bene e devo dire che i grandi stanno dando una grossa mano a noi più giovani a crescere. All'inizio pensavo che qualcuno potesse creare qualche fastidio a noi giovani, invece mi sono sbagliato".

C'è qualche compagno con cui vai più d'accordo degli altri?

"Non ce n'è uno in particolare. Sono un tipo socievole a cui piace scherzare e quindi c'è sempre la battuta con tutti".

L'avversario che ti ha maggiormente impressionato finora, chi è?

"Quest'anno posso dire Andrea Russotto del Catanzaro. Altri hanno qualcosa in più, ma il fantasista dei giallorossi ha qualcosa che in questa categoria fa la differenza".

Come mai uno come Giovanni Di Noia stenta a trovare spazio nell'undici titolare del Matera?

"Per lo stesso motivo che ti dicevo prima: quando ci sono giocatori più esperti in determinati ruoli, un allenatore tende ad affidarsi alla loro bravura".

Dallo scorso anno ad oggi, dove sei migliorato maggiormente a livello tecnico?

"Sulla conclusione a rete. Devo dare merito a mister Paolo Indiani che lo scorso anno a Pontedera mi lasciava sul campo una mezz'ora in più rispetto agli altri proprio per migliorare questo fondamentale. Mi tartassava per farmi calciare da lontano. Al Lecce ho segnato proprio segnando da lontano".

Mentre quest'anno dove vorresti migliorare?

"Il destro. Il piede sinistro dovrebbe essere quello migliore. A parte questo, ritengo che uno che vuole fare il calciatore debba saper calciare con entrambi i piedi".

Pensi che il Bari stia venendo a vederti?

"Lo spero".

Fermiamoci un attimo. Quella che avete letto è l'intervista formale a Giovanni Di Noia. Adesso leggerete la versione tifosa del giocatore del Matera. Quando si inizia a parlare del Bari le sue parole divengono miele e si scioglie divenendo anche meno diplomatico.

Un gol al "San Nicola" lo sogni anche la notte.

"Certo. Un gol sotto la Nord è il mio sogno nel cassetto".

A chi vorresti fare un gol con la maglia del Bari?

"Magari con l'Inter".

Da buon tifoso barese se ti dico Joao Paulo, cosa mi dici?

(Sorride, ndr)"Non solo lui, anche Phil Mazinga o lo stesso Pietro Maiellaro".

Quest'ultimo l'hai avuto nella Primavera biancorossa. Cosa ti diceva?

"E' un allenatore grintoso che riesce a tirarti fuori cose che non pensi neanche di avere".

Il tuo idolo in maglia biancorossa?

"Senza dubbio: Giovanni Loseto per la bandiera che è stato. Per il mio ruolo, ti dico Almiron".

Cosa hai provato quando lo stesso Loseto, con il suo Bari, sconfitto dal Latina in semifinale play off della scorsa stagione scrisse che piangeva insieme ai tifosi la mancata finale per arrivare in A?

"Guarda, io penso che realmente il sangue di Giovanni Loseto sia biancorosso. Sono un tipo passionale e quello che mi piace di lui è l'attaccamento alla maglia anche dopo aver appeso gli scarpini al chiodo".

Dimmi tre giocatori con cui vorresti scambiare la tua maglia.

"Vidal, Pirlo e infine ti dico un giocatore che si è ritirato da poco: l'avrei scambiata volentieri con Javier Zanetti".

La tua prima partita al "San Nicola" da ragazzino contro chi è stata?

"Contro la Salernitana. Le due tifoserie sono gemellate e vincemmo 3-0".