ESCLUSIVA TLP - Patron Vavassori: "Questa notte ho venduto la Pro Patria"
Una clamorosa notizia ha scosso in mattinata la tifoseria bustocca quando patron Pietro Vavassori ha annunciato di aver ceduto nella notte scorsa la Pro Patria ad una imprecisata merchand bank. In questa intervista esclusiva per "TuttoLegaPro.com" è lo stesso patron Vavassori a confermare l’avvenuto passaggio di proprietà del club biancoblù.
Patron, cosa è avvenuto nella notte?
“E’ avvenuto che una società finanziaria mi ha proposto la cessione del club e abbiamo trovato l’intesa. Non posso dire di più per un accordo di riservatezza, ma anche se volessi non saprei cosa aggiungere in quanto alle mie numerose domande gli interlocutori non mi hanno risposto. Non so se queste persone stanno agendo per loro stessi o per terzi e quindi non posso neppure immaginare quale siano i loro progetti futuri”.
Chi gestirà la Pro Patria da oggi in poi?
"La nuova proprietà mi ha chiesto di accompagnarli fino a fine stagione, ma dovrò condividere con loro ogni decisione, per cui di fatto sarò il braccio di operativo, ma non più con poteri decisonali”.
Crede che sia dietro il famoso gruppo inglese che da qualche giorno si dichiara interessato alla Pro Patria?
“Credo proprio di no, da quanto ho potuto intuire non saranno loro i nuovi proprietari, tra l’altro ho l’impressione che anche gli inglesi, proprio inglesi non fossero, ma questa è solo la mia impressione che il tempo confermerà o meno”.
Quando si sapranno i nomi dei nuovi acquirenti ?
“Non prima del 30 Giugno, il patto di riservatezza impone questo impegno, per cui nessuno derogherà”
Una trattativa lampo o c’erano stati contatti in precedenza?
"Ho avuto i primi contatti settimana scorsa e ieri abbiamo chiuso la trattativa, chissà che le insistenti voci riguardanti gli inglesi abbiano messo fretta ai nuovi arrivati. Se così fosse stato mi hanno fatto un regalo”
Quale è il suo stato d’animo dopo la cessione?
“Mi sento leggero come una piuma, anche se ovviamente la Pro Patria mi rimarrà nel cuore per sempre”.
Il gruppo inglese puntava alla serie B, un sogno che anche lei avrebbe voluto, cosa non ha funzionato?
“Se le politica locale avesse mantenuto gli impegni economici che aveva promesso saremmo arrivati anche noi in serie B, purtroppo così non è stato per cui ci si deve accontentare di due campionati vinti, uno virtualmente e uno sul campo. Questo è il mio cruccio, pensare che Busto non abbia fatto niente di niente per appooggiare il mio progetto nonostante fosse chiaro a tutti che c’erano tutti i presupposti per arrivare in alto”.
Quindi se ne va deluso e amareggiato con qualcuno in particolare ?
“Certamente, soprattutto dopo la contestazione di domenica scorsa, lì ho capito tutto, da dove è partita la protesta e con quali fini e devo dire che alcune persone che l’hanno appoggiata mi hanno davvero deluso, non mancherò in futuro di farlo presente a ciascuno di loro in quanto davvero mi sono sentito tradito”.
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