ESCLUSIVA TLP - Poggibonsi, mister Tosi: "Siamo la squadra più giovane del campionato. Il nostro girone è più difficile della 1^ Divisione"
Giovanissimi e vincenti. Il Poggibonsi, al momento, è quinto in classifica e non sembra risentire dell'inesperienza e del girone ostico (il B di 2^ Divisione). TuttoLegaPro.com ha intervistato Marco Tosi, mister dei toscani.
Un primo mese altalenante, poi sette punti in tre gare. State crescendo?
"Abbiamo perso con il Teramo in casa mentre eravamo in superiorità numerica immeritatamente, con il Sorrento siam stati sconfitti ma siam scesi in campo molto rimaneggiati. Voglio mettere i piedi per terra e ce li tengo ben saldi. Siamo la squadra più giovane di tutta la Lega Pro. Guardiamo domenica dopo domenica, viviamo alla giornata. Cerchiamo di fare calcio con organizzazione, entusiasmo e motivazione. I ragazzi mi danno la loro disponibilità e questo mi basta. A parte Manuel Pera, son tutti calciatori sconosciuti ai più, arrivati dai campionati Primavera o dalla Serie D. I più grandi sono del 1990, i più piccoli classe '96. Inoltre qualcuno ha ripreso a giocare dopo più di un anno di inattività, come Civilleri e Scampini".
Avete ottenuto più punti in trasferta che tra le mura amiche. Come mai?
"Non cambiamo modulo o atteggiamento a seconda se giochiamo in casa o fuori. Non facciamo barricate: al massimo giochiamo un po' più accorti sfruttando le ripartenze. Cerchiamo di proporre il nostro calcio ovunque nella stessa maniera".
Al momento le "big" del girone stanno faticando. In testa qualche sorpresa c'è. Pensa che durerà?
"Il campionato è lungo e qualche squadra che ha iniziato male adesso sta prendendo quota, come la Casertana. Il Melfi ha più giocatori esperti rispetto al Poggibonsi ma ha ugualmente un team molto giovane che vuol tenere botta e rimanere in alto, proprio come noi. Cosenza e Lamezia, invece non sono lì per caso: hanno costruito squadre importanti per vincere".
Domani incontrerete un Messina sugli scudi, voglioso di rifarsi dopo due sconfitte consecutive. Non il miglior avversario...
"Giocheremo in uno stadio, il "San Filippo", di Serie A. Per i ragazzi magari un po' di emozione all'ingresso in campo ci sarà, anche se non saremo di fronte a 20mila persone. Ma al fischio d'inizio tutto il Poggibonsi sarà concentrato sulla partita, il carattere non ci manca. Dobbiamo stare attenti perché incontreremo una squadra blasonata che ha tanta voglia di vincere, con alle spalle un pubblico caldo".
Essere una compagine toscana in un girone centro-meridionale è un problema?
"Ho lavorato più al sud che al nord. Non c'è paragone, il sud è molto più difficile come ambienti, piazze e campi. Il nostro raggruppamento, quest'anno, forse vale più del Girone A di 1^ Divisione per qualità. Numerosi team, con una grande storia alle spalle e un pubblico di categoria superiore, hanno costruito squadre importanti spendendo molto per non retrocedere in Serie D".
Il prossimo anno nascerà la Lega Pro unica. Che ne pensa?
"Mi affascina da un lato, ma sicuramente non dal punto di vista lavorativo. Chi fa queste ristrutturazioni non pensa che ci sono attualmente 2500 allenatori professionisti. Molti di loro, e il discorso anche vale per numerosi calciatori, hanno una famiglia e il prossimo anno rimarranno a casa. Credo che sarebbe stato giusto inserire anche un quarto girone".
La sua idea sull'età media?
"Un calciatore a 25 anni non può essere considerato vecchio e non può essere disoccupato se merita di giocare. E' giusto comunque valorizzare e lanciare i giovani, soprattutto in un campionato come questo dove i valori non sono elevati come quelli di Serie A e B e dove può esistere un'introduzione al mondo del professionismo".
L'anno scorso a Milazzo ha vissuto un periodo molto particolare. Un inizio di stagione problematico prima dell'addio tra problemi societari e personali. Non a caso ha scelto la città mamertina come sede per il ritiro...
"Ho vissuto tre mesi e ho lasciato degli amici lì. Ho trovato un ambiente che stimo e che mi stima, anche se sono stato a Milazzo solo per un breve periodo e in mezzo a mille difficoltà. Ho approfittato della vicinanza a Messina per salutarli, in una terra bellissima come la Sicilia".
Lei ha lavorato con Mazzarri. Si aspettava che arrivasse all'Inter?
"Walter non ha bisogno che Tosi lo indichi tra i migliori tecnici italiani, se non oltre. Ha dimostrato con i fatti, non con le parole, di esserlo. Mi vengono in mente la salvezza con la Reggina nonostante una pesante penalizzazione, la promozione del Livorno in Serie A, l'ottimo lavoro svolto in una piazza come quella di Napoli. Sapevo da tempo che prima o poi sarebbe approdato in una squadra come l'Inter".
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