ESCLUSIVA TLP - Pordenone, mister Tedino: "Obiettivo primario il lancio dei nostri giovani, in attacco dobbiamo essere più cinici. A Mantova per giocarcela..."

ESCLUSIVA TLP - Pordenone, mister Tedino: "Obiettivo primario il lancio dei nostri giovani, in attacco dobbiamo essere più cinici. A Mantova per giocarcela..."TMW/TuttoC.com
© foto di Jacopo Duranti/tuttolegapro.com
sabato 19 settembre 2015, 13:00Interviste TC
di Daniele Mosconi
Il tecnico dei ramarri ci ha concesso in esclusiva questa intervista parlando anche del suo modo di vivere il calcio, non per forza chiuso in difesa

Le prime impressioni che si sono avute guardando il Pordenone di questo inizio stagione sono quelle di una squadra che gioca in maniera aperta, senza il timore reverenziale di chi ha davanti, cercando di proporre e non solo distruggere: nel mini girone di Coppa Italia di Lega Pro, i ramarri contro Mantova e Padova - due squadre costruite per fare un campionato di spessore - si sono battuti a viso aperto dimostrando di avere assimilato l'idea di gioco che vuole il nuovo allenatore Bruno Tedino e se con i virgiliani la sconfitta di misura (1-2) è dipesa anche dal campo pesante, contro i biancoscudati le cose sono state diverse e l'1-0 allo Stadio "Euganeo" è stata un'iniezione di fiducia non indifferente e ha ribadito il concetto: c'è un'idea di gioco.

Dopo le esperienze negli ultimi anni nella nazionale under 16 (in seguito anche la under 17 lo scorso anno), Tedino torna a Pordenone dopo undici anni (ultima esperienza nel 2000/01, ndr) e questa volta lo fa in ambito professionistico.

Le difficoltà ci sono state e ci saranno, a partire dalla data di inizio del ritiro, a causa del ripescaggio avvenuto il 4 agosto, con i neroverdi che si sono radunati il 26 luglio, in netto ritardo rispetto alle altre. I ramarri avrebbero potuto pagare dazio a causa della preparazione fatta in modo tale da non arrivare ad inizio campionato con le gambe ancora imballate dai carichi di lavoro: non è accaduto e le prime due giornate di campionato - pari a Piacenza contro il Pro Piacenza (1-1) e successo all'esordio contro l'Albinoleffe (1-0) - sono incoraggianti. 

Oggi c'è il Mantova (calcio d'inizio alle ore 20:30, con il live che potrete seguire su TuttoLegaPro.com), reduce dalla sconfitta di Bolzano contro l'Alto Adige e l'orso friulano, come viene chiamato, non vuole cali di tensione da parte dei suoi, tracciando - in questa intervista esclusiva concessa ai microfoni di TuttoLegaPro.com - un quadro di cosa già sta andando come si deve e cosa invece ancora va migliorato.

Come è andata la settimana di allenamenti in vista di Mantova?

"E' andata bene, con la giusta serenità. In questo momento siamo tutte in rodaggio: comunque siamo soddisfatti del lavoro finora svolto. C'è il problema di essere partiti in ritardo ma pian piano recuperiamo il terreno perduto".

Quattro punti in classifica che potevano essere sei.

"Sì. Con il senno di poi meritavamo di più a Piacenza, dove abbiamo fatto una buonissima partita, ricca di tutti i criteri sui quali stiamo lavorando. E' andata così: abbiamo fatto due errori, uno in attacco e uno in difesa e ci è costato caro. Va bene lo stesso, però dobbiamo capire che bisogna essere più determinati negli ultimi trenta metri nei due casi: sia difensivo che offensivo".

Si denota una mancanza di cinismo in zona gol.

"C'è da tenere in considerazione il fatto che attualmente la condizione fisica non è ottimale. Faccio notare che i nostri attaccanti fanno un lavoro importante su tutto il fronte e sono encomiabili. Diciamo che è un refrain di questo inizio stagione: quando abbiamo la possibilità di chiudere la partita non possiamo fallire, dobbiamo cercare di "ammazzare" l'avversario, non lasciarlo ferito. In questo momento la condizione non è dalla nostra, come dicevo prima, un po' non ci conosciamo molto, un po' è nel dna di questa squadra, quindi facciamo fatica e ci condizionano, però sono convinto che con il tempo tutto verrà".

Guardando le vostre partite si nota una base che lei ha già dato e gli allenatori dello stesso Mantova e del Padova hanno fatto i complimenti per la vostra disposizione in campo, per niente rinunciataria, ma portata a un gioco propositivo come è nella sua filosofia di gioco.

"I complimenti dei colleghi fanno piacere, ma c'è da dire che ci sono tre aspetti da sottolineare: il primo è il grande sacrificio che ha fatto questa società, il presidente Lovisa in primis, per mantenere questa categoria, sotto l'aspetto propositivo e dello sviluppo del settore giovanile, cercando di portare quanto prima i giovani del vivaio a giocare in questo palcoscenico importante che è la Lega Pro. La seconda, la ricostruzione di un entusiasmo che si era rotto con la retrocessione e infine la terza con il lavoro di questo staff e della squadra che stanno facendo un lavoro interessante. Ripeto: le partite sono ancora tantissime e ogni partita è un esame e nasconde insidie, a partire da Mantova contro una squadra che obiettivamente fino a venti giorni fa era considerata una delle outsider di questo girone e dopo la sconfitta di Bolzano contro una compagine comunque forte come il Sudtirol, non è giusto ridimensionare a mera squadretta. Giocheranno in casa, davanti ad un pubblico importante e dovremo stare molto attenti a tutto".

Contro i virgiliani ci potrebbe essere l'esordio stagionale di Strizzolo e De Cenco. Finora i due si sono avvicendati in campo ma non hanno mai giocato insieme.

"E' una considerazione che non tiene conto del fatto che prima Strizzolo, in seguito Caio (De Cenco, ndr) hanno avuto dei piccoli problemini che ne hanno rallentato l'arrivo ad una condizione per così dire ottimale, visto che comunque siamo sempre a settembre. Il loro utilizzo dall'inizio è una possibilità. Arriviamo a Mantova senza Valente squalificato, Finocchio con un problema all'adduttore, Filippini e Gulin che sono rientrati da pochi giorni e non hanno nelle gambe i novanta minuti e questo mi porta a pensare che potrei utilizzare la doppia punta. Perché no?".

Potreste anche cambiare modulo?

"Dal mio punto di vista il modulo o sistema di gioco non è tanto importante quando inizia, ma quando si sviluppa. Se fai un 4-3-3 e le due ali sono due centrocampisti, quello è un finto 4-3-3. Se fai 4-4-2 e le due ali sono due centrocampisti è un 4-4-2 di manovra. Se il 4-3-1-2 e il trequartista è un uomo di interdizione, non è un trequartista e non stai praticando quel modulo. Credo che gli sviluppi di un sistema di gioco si vedono da come si va a proporre e come si va a difendere, altrimenti si parla di numeri. Lo stesso Mantova utilizza un 4-3-1-2, che quando attaccano diventa un 3-2-3-2 e quindi si sviluppa su quattro linee diventa una squadra straordinaria e quando devi difendere su quattro linee non è per niente semplice".

Il vostro settore giovanile sta dando buoni frutti.

"In questo inizio stagione stiamo lanciando - con le dovute precauzioni - Savio, che è un attaccante del '97 che ha fatto gol al Mantova. C'è Baruzzini, neanche maggiorenne che ha giocato bene per settantacinque minuti a Padova, Berardi un altro '96, Pasa che sta già facendo vedere le sue qualità. Insomma possiamo dire che qualche ragazzo interessante l'abbiamo buttato dentro. Il settore giovanile del Pordenone è stato finora impostato benissimo, con idee giuste e probabilmente in questo momento manca l'ultimo trapasso che è quello di portare i ragazzi in prima squadra, chiaramente cercando di fare qualche risultato: se ne butti dentro tre e perdi quattro partite di fila, neanche va bene. Vediamo se riusciamo a incastrare le due cose. L'obiettivo ce l'abbiamo e questo è un punto di partenza su cui lavoreremo per ottenere i risultati".

Parlava di infortuni subìti in queste settimane da alcuni vostri giocatori e ci chiediamo se non c'è stato qualche errore di valutazione in fase di preparazione.

"A livello muscolare no, sono infortuni da traumi o infiammazione. Devo essere sincero: iniziando il ritiro il 26 luglio, molte di quelle rogne che ci stanno capitando ora se fossimo partiti prima le avremmo già ammortizzate".