ESCLUSIVA TLP - Renate, Scaccabarozzi: "Ho sempre avuto la fiducia dell'ambiente, questo mi inorgoglisce. Campionato? Non mettiamoci limiti..."
Quando a soli 22 anni raggiungi le 110 presenze con una maglia, di sicuro vai a scrivere una parte importante del club: perchè nel calcio moderno questa è ormai cosa rara. Ma Jacopo Scaccabarozzi fa parte di questa quasi eccezione, e ha festeggiato, domenica scorsa, le suddette presenze con la maglia del Renate: squadra dove milita da quattro stagioni, e della quale - anche quest'anno, è uno dei maggiori protagonisti. A raccontarsi ai microfoni di TuttoLegaPro.com è proprio il classe '94.
Un traguardo importante, 110 presenze con la maglia nerazzurra, tantissime per un giovane calciatore. Che bilancio tracci di questa tua esperienza con le pantere?
"Effettivamente sono tante, ma credo anche che questa sia un bella cosa, che dimostra anche di come si può crescere con un bel progetto. Ho avuto la fortuna di incontrare nel mio cammino una società seria e solida come il Renate, che mi ha dato fiducia da subito, e il fatto di aver sempre giocato, qualunque fosse il mister, è per me motivo di orgoglio. E voglio ripagare ancora di più questa fiducia, sperando di fare sempre meglio".
Si punta alle 200 presenze???
"(Ride, ndr!) Sarebbe un record! Ma chissà, mai dire mai. Di sicuro io continuerò a lavorare duramente per conquistare la maglia da titolare ogni domenica e per potermi regalare un futuro solido nel calcio".
In queste quattro stagioni come hai visto cambiare e, soprattutto, crescere la società che sta continuando a ottenere buoni risultati?
"Ogni anno la società, pur controllando il budget e senza mai esagerare, ha impostato buone squadre, che hanno ottenuto altrettanto buoni risultati, perchè comunque, come accennavo prima, qua ci sono un assetto ben definito del tutto e un'organizzazione che non sempre nel calcio si trova: questo, come lo stare attenti alle spese, è sicuramente un punto a favore del club. Però in questa stagione, nell'organico, c'è un pò di esperienza in più: credo che i "vecchi", per così dire, siano stati quel passettino in più. Ma anche tanti giovani interessanti stanno dicendo la loro".
In campionati complessi come la Lega Pro, quindi, i cosiddetti over possono ricoprire un ruolo importante? Soprattutto magari quando capita, come in questa annata, che il tasso tecnico sia più elevato.
"Si, anche perchè se si vanno a vedere le squadre di vertice, che molto spesso sono corazzate, ci sono tanti elementi di esperienza che fanno la differenza. Questo ovviamente non significa che i giovani non sappiano stare in categoria, anzi, ma alle volte, soprattutto agli inizi, c'è anche da capire come affrontare il proprio percorso".
Comunque il Renate, giovani o non giovani, sta disputando un campionato notevole, dove ha dimostrato di potersela giocare tutti, sbagliando poco o niente, ma anzi, forse raccogliendo qualcosa in meno rispetto a quanto avrebbe potuto.
"Probabilmente è solo nella gara di Arezzo che abbiamo avuto una giornata no, per il resto abbiamo giocato alla pari con tante squadre, al di la di quelli che possono poi essere stati i risultati: penso al match di Livorno, perso per un episodio, ma disputato ad armi pari. Alle volte avremmo meritato qualcosa in più, ma ciò che finora fatto è motivo di soddisfazione per noi: alla fine il campo ha detto che abbiamo 23 punti, quindi dobbiamo accettarli. Ripeto, qualcosa in più magari potevamo averlo, ma se non lo abbiamo è solo per errori che abbiamo commesso: concentriamoci su quelli per andare a correggerli".
Alla luce di tutto ciò, quali sono gli obiettivi stagionali dopo un girone di andata che ormai quasi giunto al termine?
"Sicuramente possiamo far bene, abbiamo il dovere di crederci e non limitarci al solo pensiero della salvezza. Che comunque rimane tra gli obiettivi, dobbiamo conquistarla in fretta per poi poter provare a puntare anche ad altro: ma occhio a non perdere la bussola, dobbiamo pensare di domenica in domenica".
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