ESCLUSIVA TLP - Robur Siena, Bindi: "Una squadra che vuol far bene deve puntare anche alla Coppa. E tornare sul campo di Arezzo..."
A volte ritornano, e anche con scadenze regolare. Era infatti il 17 novembre 2002 quando l’attuale portiere della Robur Siena, Giacomo Bindi, esordì tra i professionisti, con la maglia dell’Arezzo, che in quella lontana domenica affrontò il Lumezzane. Un’annata decisamente prolifica per il classe ’87, unico sedicenne ad aver esordito nella stagione cui abbiamo accennato (2002-2003), che da quel momento venne anche promosso nella Nazionale Under 17, dopo essere entrato nel giro azzurro con uno stage con l’Under 16.
Ma da allora di acqua sotto i ponti ne è passata, alle spalle ci sono tanti campionati vinti, presenze in Cadetteria e qualcuna sfiorata in serie A con la maglia dell’Inter quando però, a 20 anni, aveva davanti due elementi del calibro di Cesar e Toldo. Stasera l’estremo difensore, in occasione della Coppa Italia Lega Pro che vedrà la Robur affrontare l’Arezzo, tornerà alle origini: ai microfoni di TuttoLegaPro.com racconta le sue sensazioni a poche ore dal match.
Andiamo indietro a 13 anni fa, quando hai fatto il tuo esordio tra i pro con l’esordio dell’Arezzo. Che ricordi hai di quella giornata?
“Fu una giornata davvero molto particolare, io ero in giro per l’Italia perché avevo da poco sostenuto un provino con la Juventus mentre nel weekend della gara in cui ho esordito mi trovavo a Milano per quello con l’Inter, dove poi sarei finito in prestito. Il portiere titolare era però out, e quindi l’Arezzo mi chiamò dicendo di tornare immediatamente in Toscana, e così fu: rientrai e giocai la prima gara tra i professionisti. Non fu un esordio ottimo, perdemmo 1-2 in casa contro il Lumezzane, ma comunque sono bei ricordi”.
E questa sera tornerai proprio nel “Città di Arezzo”.
“Il ritorno in quello stadio potrebbe coincidere anche con la mia prima partita con la maglia della Robur Siena, ci sono davvero grandi emozioni in gioco. Siena è la mia città, la squadra che ho cercato io in estate, è davvero tutto molto suggestivo”.
Hai la sensazione di giocare da titolare?
“E’ normale pensare che in Coppa giochino i calciatori meno impiegati in campionato, anche perché il mister vorrà vedere la loro condizione per comunque darsi alternative anche nella stagione in corso. Quindi credo che potrò giocarmi le mie carte”.
Generalizziamo adesso alla squadra: che momento state vivendo?
“Il pareggio di sabato contro il Pontedera ci ha lasciato molta amarezza, ma non possiamo piangerci addosso, dobbiamo rialzare subito la testa, anche perché la prossima partita la giocheremo in casa, e disputare un match tra le mura amiche è sicuramente più semplice: può sembrare una frase di circostanza, ma in realtà è così, c’è più concentrazione, più motivazione. Dovremmo poi esser bravi anche a sfruttare la difficoltà dell’avversario, la Lupa Roma non sta passando un bel momento”.
Per quanto invece riguarda la Coppa Italia quali sono i vostri obiettivi?
“Credo che le squadre che vogliono far bene in campionato devono far bene anche in Coppa, è una competizione parallela che da modo a tanti calciatori di mettersi in mostra, di far vedere all’allenatore che sono pronti, che si può contare su di loro. E’ un torneo sul quale noi come squadra dobbiamo puntare, ovviamente senza portare allo stremo le forze del gruppo. Alla fine, anche nelle passate stagioni, le squadre che hanno fatto bene in campionato sono quantomeno arrivate in fondo alla Coppa”.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 7/2017 del 29/11/2017
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