ESCLUSIVA TLP - Savona, Cabeccia: "Finalmente una gioia, in una giornata ideale per gli Striscioni"
“Se non mi mettete nei top neanche nel giorno che segno il gol del pareggio, il primo di tutta l'annata, mi toccherà penare per tutta la stagione”. Ci accoglie con un sorriso grande come una casa Marco Cabeccia, capitano di questo irriducibile Savona, che in esclusiva per il nostro sito TuttoLegaPro.com commenta una giornata speciale, dopo la vittoria di ieri in rimonta, nello sconto diretto con la Lupa Roma per 3-1.
“Il mio compagno – continua il difensore sardo classe 1987 – Francesco Virdis, mi sta prendendo in giro da quando è uscita la vostra simpatica e seguitissima rubrica Top e Flop, poiché nonostante i gol non mangiati ma divorati da lui, è stato inserito nei top. Io, che invece ieri ho segnato, penato, lottato, beccato un’ammonizione per frenare Fofana, non ho ricevuto neanche una menzione. Per cui mi tocca portare i pasticcini alla ripresa ed essere oggetto degli sfottò dei miei compagni, come già hanno fatto Ignazio Carta e Cosmo Palumbo”.
Una giornata speciale per te e la squadra, nello scontro diretto contro la Lupa Roma:
“Sembrava una partita stregata. Pronti, via e dopo otto minuti un infortunio della difesa ci ha fatto andare sotto. Come capita da sempre in questo campionato abbiamo macinato gioco, creato diverse occasioni, almeno tre-quattro nitide palle gol ma siamo andati sotto alla pausa”.
Nello spogliatoio si vocifera ti sia fatto sentire.
“Si è vero non mi andava di retrocedere con un mese di anticipo. Ci portiamo dietro questo fardello della penalizzazione di 14 punti, però la partita contro la Lupa era una sorta di finale. Dentro o fuori. Il mister ci ha chiesto di rimanere in partita, di stringere i denti e di buttare il cuore oltre l’ostacolo, nonostante lo svantaggio. Io forse ho esagerato e chiedo scusa ai compagni, allo staff e alla società, ma mi rodeva troppo. Ho chiesto a gran voce e forse con troppa energia alla squadra di mettercela tutta”.
Gli avversari ci hanno provato a vincerla:
“Così come era capitato a noi, anche la Lupa ha avuto due-tre palle gol per chiudere la partita ad inizio ripresa. Per fortuna ci abbiamo messo una pezza e siamo risaliti”.
Proprio con un tuo gol.
“Non è importante chi ha segnato. Era necessario cambiare l'andamento della partita. Certo non potevo scegliere un momento migliore. Con mia moglie Jacqueline, che mi sopporta quotidianamente e che non viene spesso allo stadio, mio figlio Mattia ed il mio procuratore tutti al Bacigalupo, sono riuscito a metterla dentro ed impattare la partita al momento giusto. Con un po’ di fortuna, grazie all’assist di Rossini, ho fatto gol con un piattone destro, nonostante un fischio dell’arbitro che mi ha spaventato pensando che avesse visto chissà cosa. Invece stava già indicando il centrocampo”.
Poi Palumbo e Morra hanno messo in ghiacciaia il risultato:
“La Lupa ha ovviamente risentito del fatto di aver sbagliato il match-ball e subìto il contraccolpo; noi abbiamo visto un po’ di luce ed abbiamo giustificato il risultato finale con i due gol e diverse occasioni. Non dimentichiamo che senza la penalizzazione avremmo 32 punti e saremmo salvi in virtù degli scontri diretti col Santarcangelo”.
Ora con quali prospettive:
“Di sopravvivere. Mi sembra di essere sul cast di “Survivors”. Da inizio campionato stiamo lottando con tutta una serie di problemi, però abbiamo sempre cercato col gioco e l’impegno di restare vivi e di lasciare una piccola fiammella di speranza. Ora ci aspettano tre finali, come ci dice il mister, anche se nelle prime due con Rimini e Lupa Roma abbiamo fatto più che bene. Certo non è facile giocare con l’assillo di non poter sbagliare”.
Un cammino il tuo sempre costante:
“Da inizio campionato lo staff e la società mi hanno chiesto di essere il capitano in questa avventura e ci sto mettendo tutto l’impegno possibile. Poi lascio giudicare gli altri. Io ci metto il massimo”.
Nonostante la relativa giovane età (28 anni) giochi già da dodici stagioni, con 293 presenze e 13 gol, fra Torres (due stagioni), Calangianus, Tempio, di nuovo Torres, Spal, Crotone, Reggiana, Venezia, di nuovo Torres e da due stagioni a Savona:
“Si in effetti vado verso le trecento presenze ed ho girato un bel po’. Soprattutto ne ho viste di cotte e di crude in questi anni. Questo però non vuol dire nulla, ogni partita devi dimostrare sul campo il tuo valore. Poi noi siamo anche una squadra molto giovane ed oltre all’impegno devi cercare di essere da esempio e stimolo in uno spogliatoio che spesso è un coacervo di esigenze, fra prestiti, valorizzazioni, ragazzi alle prime esperienze e stranieri, oltre a qualche giocatore più navigato come me”.
Ma qual è il tuo ruolo, visto che quest’anno hai giocato da centrale difensivo, “braccetto difensivo” nella difesa a tre, laterale basso a destra e sinistra, interno di centrocampo e regista davanti la difesa?
“Se necessario gioco anche in porta non c’è problema. Gli allenatori talvolta mi hanno chiesto di dare una mano nelle diverse zone del campo, ma ormai mi sembra faccia meglio da centrale difensivo, dove gioco da qualche anno con maggiore continuità”.
Te ed il Savona cosa vi aspettate dal futuro?
“Solo la prossima partita a Siena, scottati dallo 0-3 dell’andata. Dobbiamo andare là e vincere per continuare a sperare. L’unico prospettiva è quella, il resto non conta nulla, sono solo chiacchiere. Playout, salvezza, ripescaggi, gironi a 60 squadre. Solo parole. Noi dobbiamo andare a Siena e scendere in campo come fatto oggi, con la bava alla bocca e la voglia di sopravvivere”.
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