ESCLUSIVA TLP - Zappacosta: "Non è facile, ma aspetto una chiamata dalla C. Il calcio moderno? Qualche aspetto è migliorato"

ESCLUSIVA TLP - Zappacosta: "Non è facile, ma aspetto una chiamata dalla C. Il calcio moderno? Qualche aspetto è migliorato"TMW/TuttoC.com
© foto di Luigi Putignano/TuttoLegaPro.com
giovedì 5 ottobre 2017, 23:00Interviste TC
di Claudia MARRONE

Alle volte non basta l'esperienza, non basta la correttezza, non basta l'umiltà: il calcio sa essere crudele e può lasciarti "e piedi" nonostante tutto. Ed ecco che anche Giacomo Zappacosta, reduce dall'esperienza con il Lumezzane (ultima in ordine cronologico) si trova nella lista svincolati, in attesa di una sistemazione: con l'intenzione di non mollare.
E' proprio il centrocampista a raccontarsi ai microfoni di TuttoLegaPro.com, dove il classe '88 parla anche del calcio moderno dal suo punto di vista.

Un calcio, soprattutto in Serie C, dove il sostentamento delle squadre sembra sempre più difficile, e tu, dopo la tua esperienza a Lecce hai purtroppo vissuto qualche situazione non felice. Perchè si arriva sempre a questo punto?

"Innanzitutto, come poi è successo a me, spesso le squadre fanno contratti annuali per proporre poi successivamente cifre veramente irrisorie che non sono compatibili con tante cose, ma che magari altri accettano, e in aggiunta a questo anche le nuove regole non agevolano il rimanere nel giro, per così dire. Soprattutto poi se la stagione che si conclude non è andata bene: uno può anche fare buone prestazioni a livello individuale, ma se il contesto è perdente anche chi fa bene poi non figura per come magari meriterebbe". 

Hai toccato tante tematiche, prima di tutte quelle dei pagamenti...

"A oggi comunque c'è da dire che la situazione è migliorata, i pagamenti bimestrali aiutano e ci sono meno squadre che falliscono, anche se ogni anno dei problemi si presentano puntualmente. Ma il fondo di solidarietà ha dato un minimo di garanzie in più, e questo è stato grazie anche all'ottimo lavoro dell'AIC. Poi ovviamente il rimanere a casa dipende anche dal campo".

Indubbiamente anche il campo fa la sua parte, e su questo dubbi non ce ne sono, ma anche le regole nuove cui accennavi prima fanno la loro. Quanto penalizza quella legata agli under?



"Quando ho iniziato a giocare io, e fino a qualche anno fa era così, giocava solo chi era bravo, l'età non contava: se a 18 anni avevi qualità eri schierato comunque tra i titolari. E forse i più penalizzati da questa riforma sono proprio i giovanissimi, non solo quelli che già dai 23 anni sono vecchi: i ragazzi vengono fatti giocare solo per l'età, li illudono e non permettono loro di crearsi un futuro solido. In quanti spariscono dopo uno o due anni di professionismo fatto con le regole? Al massimo, se va bene, finiscono in Serie D".

A proposito di Serie D: se arrivasse una chiamata dai dilettanti la accettersti o preferiresti aspettare la Serie C?

"E' normale che anche una proposta in D la ascolterei, la prenderei in considerazione, ma l'ambizione di tutti penso sia quella di rimanere nel professionismo. Anche l'anno scorso ho trovato squadra a metà ottobre, spero anche quest'anno di non star troppo fermo, anche se so che non sarà facilissimo".

Una considerazione generale sul campionato di Serie C che adesso stai guardando dall'esterno.

"Quest'anno qualche differenza si vede, non saprei giudicare il discorso delle squadre dispari perchè in carriera non mi è mai capitato, non so quanto possa incidere il turno di sosta in un campionato. Di certo c'è che, come sempre, il Girone B è quello più competitivo, anche se al sud ci sono campi caldi che rendono il tutto emozionalmente più affascinante".

Sorprese e delusioni in questo avvio?

"Il Renate è sicuramente la sorpresa, ma anche il Gubbio credo che con Pagliari abbia iniziato un nuovo corso che lo porterà a buoni risultati. Poi ci sono le big, le solite come a esempio Lecce e soprattutto Livorno, ma anche l'Alessandria è al momento una sorpresa, purtroppo in negativo: l'avvio non è stato sorprendente, vedremo se si riprenderà".