INTERVISTA TC Akragas, Di Napoli: "Fiducia nel futuro. A Pagani niente alibi"
Una giornata movimentata in casa Akragas, con la squadra prossima alla trasferta di Pagani - gara che si giocherà regolarmente -, ma con il presidente dimissionario. Il tecnico del club, Raffaele Di Napoli, interpellato dai microfoni di TuttoC.com, dà il suo pensiero sul momento che si sta vivendo ad Agrigento.
Non proprio un fulmine a ciel sereno, ma era preventivabile la tempista con la quale si è scatenato questo caos intorno all'Akragas?
"No, non ci aspettavamo questo, ma credo che la cosa più penalizzante sia stato il giocare a Siracusa, molto lontano da casa nostra: nel bilancio sono venuti a mancare i soldi che abbiamo dovuto investire in queste gare che casalinghe poi non erano. Ma finora a noi la società ha pagato tutto, e io sono ottimista: le dimissioni di Alessi sono per dare un segnale forte all'imprenditoria locale, devono svegliarsi".
Anche il giocare domenica è un segnale incoraggiante.
"Come ho detto, noi siamo sempre stati messi nelle condizioni di lavorare, partiamo domani per Pagani di modo che si abbia il tempo per preparare al meglio il match. Spero che dalla gara qualcosa di buono esca".
I calciatori come hanno reagito alla situazione? Perchè nella giornata di ieri filtravano voci di un possibile svincolo di massa.
"Assolutamente no. In piena onestà il presidente ha detto che se qualcuno vuole andare via perchè magari non vuol vivere questo momento di incertezza può farlo, ma io al momento posso contare sulla mia rosa: e sia chiaro, non voglio alibi, la partita va vinta. La trattativa con gli iraniani non è ancora definitivamente tramontata, ma è chiaro che i tempi sono lunghi per le norme antiriciclaggio, il trasferimento di soldi dall'estero è sempre complesso, e non sarà facile conciliarli con il mercato: Alessi tutto da solo non può fare".
Quindi si farà di necessità virtù: saranno aggregati alla prima squadra tanti Berretti?
"In sostanza noi già giochiamo con i giovani, io sono qui perchè ho deciso di sposare un progetto che prevedeva la valorizzazione di tanti piccoli talenti, e se diversi club di A monitorano i nostri ragazzi e li portano poi nelle rose qualcosa di buono vuol dire che viene fatto: li mandano anche da noi, vuol dire che hanno fiducia. Anche a Lecce ci hanno fatto i complimenti per il calcio espresso con tanti '98 e '99 in campo".
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