INTERVISTA TC - AU Cavese: "Per questa C abbiam giocato 4 campionati"
Un pezzo di storia della serie C ritorna in...serie C. La Cavese, nella giornata di ieri, ha ottenuto il ripescaggio tra i professionisti. Nell'anno del centenario, dunque, i metelliani giocheranno tra i professionisti. TuttoC.com ha intervistato Massimo Santoriello, amministratore unico della Cavese e proprietario al 90% delle quote del sodalizio campano, per capire nel dettaglio come è arrivata la terza serie e cosa aspettarci dal club di Cava de' Tirreni nella prossima stagione.
100 anni in C. Non sul campo, ma ottenere il ripescaggio non era mica facile.
"Quest'anno abbiamo disputato quattro campionati. Il primo è stato quello di Serie D, con la vittoria nei playoff contro corazzate come Taranto e Cerignola che si erano attrezzate per il salto di categoria. Per questo un grazie a mister Bitetto e ai giocatori della vecchia rosa. Dopo gli spareggi è iniziato il campionato della documentazione: infrastrutture, ordine pubblico, parte finanziaria. Per le prime due ci sono state diverse problematiche da risolvere ma tutte risolvibili e risolte, anche grazie a un'amministrazione pubblica ottima sulla questione stadio. Riguardo le incombenze economiche, le somme investite per presentare la domanda corrispondono ad altri due campionati vinti. Ecco perché ne abbiam giocati quattro in un colpo solo. Ma l'obiettivo C l'avevo chiaro dal 14 agosto scorso. Direttamente o tramite ripescaggi non ci interessava, noi volevamo esserci. Soprattutto in un anno così importante per la storia della Cavese".
Adesso l'obiettivo qual è?
"Dopo tutti questi sacrifici sicuramente conservare la categoria il prima possibile. Noi, comunque, scenderemo in campo di gara in gara per vincere. Playoff? Noi puntiamo a fare il meglio possibile, a fine stagione vedremo dove saremo arrivati".
Di solito i club ripescati hanno problemi nella costruzione della rosa...
"Noi no, la squadra era già completa dal primo giorno di ritiro, cioè da metà luglio. Siam partiti con largo anticipo, a prescindere dalla categoria, perché vogliamo fare bene senza lasciare nulla al caso. La rosa è formata da tanti giovani che hanno fame di arrivare in alto, a noi non piacciono i nomi tanto per averli".
Non più agli ordini di mister Bitetto.
"No, ci siamo lasciati verso metà giugno. Il nuovo diesse Pavone aveva altre idee, adesso c'è Giacomo Modica, ex secondo di Zeman".
Però ieri ci sarà stata la pausa per festeggiare, o no?
"Ieri i tifosi, dall'ora di pranzo fino a sera tardi, hanno festeggiato e hanno fatto bene. Le feste devono farle i tifosi, noi come società e giocatori dobbiamo lavorare. Questa mattina presto i tesserati erano già in campo, pronti per la consueta doppia seduta, come se non fosse successo nulla".
Sarà girone C. C'è una squadra che non vede l'ora di incontrare?
"Francamente non ho ancora visto quali club ci saranno, anche perché bisogna ancora stilare i gironi. Ma non è un problema, perché per me, in serie C, saranno tutte partite belle da giocare e, soprattutto, da vincere. Massimo rispetto per tutti ma paura di nessuno".
Non si sa nemmeno quando si comincerà. Siete arrivati in una serie C in un momento molto delicato...
"Siamo gli ultimi arrivati, aspetteremo tranquilli e sereni le decisioni di FIGC e Lega Pro. Noi non ci lamentiamo mai e non diamo mai le colpe agli altri, ci prendiamo sempre le nostre responsabilità, abbiamo chiari gli obiettivi, siamo decisi e determinati a fare la C e lavoriamo sodo. Anzi, lo slittamento dell'inizio della stagione è indirettamente un grandissimo favore per noi: visti gli allenamenti molto pesanti a cui sono sottoposti i nostri calciatori, più tardi si parte e meglio è".
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