INTERVISTA TC - Casapulla: "Impossibile riprendere la stagione. Ma non sarà facile dirlo a tutti"

29.03.2020 20:40 di Redazione TC Twitter:    Vedi letture
INTERVISTA TC - Casapulla: "Impossibile riprendere la stagione. Ma non sarà facile dirlo a tutti"

Tempi di crisi. Per il mondo, impegnato nella battaglia contro il nemico invisibile chiamato Coronavirus. E anche per il calcio, che pensa a come dovrà affrontare la ripartenza. Ne abbiamo parlato con Salvatore Casapulla, ex ds, tra le altre, di Cavese e Nocerina: “Bisogna calcolare che giocatori senza ingaggi da Serie A fanno fatica ad arrivare a fine mese, non sono situazioni in cui ci si può permettere a lungo di stare senza prendere lo stipendio. Parlare di calcio ora è lontano dalla testa di tutti, con questa situazione è normale pensare a tutt’altro. A maggior ragione perché non sai contro cosa stiamo combattendo. Tutti parlano di riprendere gli allenamenti, ma nessuno sa quando sarà possibile. E poi dobbiamo calcolare che in Serie C e Serie D è più difficile tenere una forma ottimale: non tutti sono i grandi calciatori della A che vediamo allenarsi nei video sui social”.

Sarebbe giusto riprendere il campionato o meglio annullare? “Dobbiamo considerare le perdite, che sono anche difficili da quantificare. Secondo me continuare la stagione è quasi impossibile. Ho visto che anche in altri sport, a partire dal rugby, si sta azzerando tutto. Le serie inferiori, a differenza della Serie A, si avvicinano a questi sport dal punto di vista economico. E anche in Inghilterra le serie minori si sono fermate in via definitiva”.

Certo, qualcuno si mangerebbe le mani. “Faccio due esempi: Monza e Reggina. Stanno meritando di vincere il campionato, come fai a dire a queste società che azzeri tutto? E lo stesso vale in serie inferiori, penso per esempio alla Turris o al Palermo che stanno stravincendo i loro gironi di Serie D. Potrebbero decidere che le prime due di ogni girone salgono e si fa un girone in più di C”.

Troppe squadre. “Lo so. Però come fai a dire al Foggia che non deve essere promosso, dopo tutto quello che ha fatto? L’anno prossimo sarà comunque fatto di tanti sacrifici, sotto tutti i punti di vista. Senza introiti, valorizzazioni, biglietti, pubblicità, le perdite sono davvero impossibili da quantificare. Considerate che un giocatore di C non guadagna quanto le stelle della A, ripeto. Sarà difficile mettersi nei loro panni. Ho letto le parole di Paleari del Cittadella, e parliamo di Serie B. Ha centrato il punto”.

Il problema non è solo per chi vince. “Ovvio. Hanno iniziato a programmare questa stagione da molto tempo, come si fa a dirgli che l’anno prossimo devono ripartire dalle stesse squadre di quest’anno e si deve rifare il campionato. Mi sarei mangiato le mani, appunto, anche se avessi avuto una squadra di giovani, tipo il Pontedera o il Renate, e magari avessi messo in mostra dei giocatori importanti che adesso non posso vendere”.

Cambierà il mercato. “Penso che sia normale. Nei campionati principali le società spenderanno comunque, magari meno. Ma squadre più piccole come fanno a fare mercato? Chi si basa sulla valorizzazione dei giocatori, sugli incassi, sulle pubblicità, come fa a programmare una stagione finita a febbraio?”.

Ha l’impressione che in tanti pensino soprattutto alle loro ragioni? “Forse sì, ma guardate quanto litigano in Serie A. Gli interessi sono alti, come fai a non pensarci. Non si dovrebbe pensare ai propri interessi, ma per esempio mi metto nei panni di chi si doveva salvare ed è in bilico: normale voglia finirla”.