INTERVISTA TC - Cuoghi: “Novara delusione, ecco chi merita la B”

20.04.2019 10:40 di Sebastian Donzella Twitter:    Vedi letture
© foto di Prospero Scolpini/TuttoSalernitana.com
INTERVISTA TC - Cuoghi: “Novara delusione, ecco chi merita la B”

È uno degli allenatori più esperti del calcio italiano. E, in particolare, del mondo pallonaro di Lega Pro. TuttoC.com ha intervistato in esclusiva Stefano Cuoghi, che ha legato il proprio nome, da calciatore, a club come Milan, Pisa e Parma. 

Iniziamo dall’ultima novità: niente più liste over.  
“È molto positivo che non ci sia più questo limite. E lo dico da amante dei giovani. Tutti devono guadagnarsi il posto sul campo, nessuno deve avere canali preferenziali. Poi è ovvio, a parità di forza è giusto puntare su chi ha un’età più bassa”.

Le big, insomma, potranno spendere come vorranno. 
“È una miglioria, ne beneficerà tutto il sistema.  Ovviamente la solidità economica della società deve venire prima di tutto. Ammiro le squadre che non promettono mari e monti e mantengono le promesse, magari rischiando di retrocedere contro squadre più forti ma con i conti per nulla in ordine”.

Pensa che dovrebbe essere ridotto il numero di club in terza serie?
“La C è stata l’unica categoria che ha perso un terzo delle sue squadre in pochissimi anni, passando da più di 90 a 60 club. E a chi mi dice che sono ancora tante dico che servirebbe cambiare regime fiscale, passare al semiprofessionismo. Al contempo chiederei a ogni squadra una fideiussione che copra completamente tutte le spese di una stagione. Perché ci sarà sempre qualcuno che vorrà fare il furbo”.

Passiamo al calcio giocato. Girone A, la lotta al vertice e lo scontro diretto Entella-Piacenza. 
"Bellissima la rimonta dei biancorossi, con un diesse bravo come Matteassi e favorita, però, dai tanti match infrasettimanali a cui sono stati costretti i liguri. È veramente bello che il campionato venga deciso in un match secco. Chi vincerà? Entrambe hanno dimostrato di poter stare benissimo in alto. Non vorrei solo che chi perderà la corsa al primo posto poi la paghi in termini di energie nervose nei playoff”.

Ci si aspettava in lotta anche Novara, Pisa e Pro Vercelli.
“I toscani hanno disputato un eccezionale girone di ritorno, a far la differenza è stata l’andata. Col mercato di gennaio la rosa è cambiata a livello di alternative: se compri Pesenti, Minesso e Benedetti aumenti esponenzialmente la competitività, il valore dell’allenamento, le possibilità di poter cambiare in corsa. Le Bianche Casacche avrebbero potuto far di più, forse ha pesato la situazione estiva. La vera delusione, però, è il Novara: credo che anche loro si aspettassero molto di più. Non sono mai stati in lotta per le prime posizioni e nemmeno la posizione nei playoff è eccezionale. Mi piacciono molto gli spareggi allargati ma se penso ai playoff classici i piemontesi sarebbero stati fuori da un pezzo”.

A proposito di playoff, il parterre non è niente male...
“Sono molto amico di Silvio Baldini e sono tifosissimo per questo motivo della Carrarese e uno dei miei direttori preferiti è Dolci a Siena. Ovviamente, però, non posso non tifare Pisa. A tutti dico che mi auguro salgano in B, poi so benissimo che non potrà accadere (ride NdR). E devo fare un plauso a un club che non conosco personalmente: il Pontedera. Una società che sa quello che vuole, sa come ottenerlo e arriva sempre tra le prime dieci. Complimenti anche alla Pro Patria, molto ben organizzata con il suo 3-5-2. Per questo è impossibile avere una favorita ai playoff. Diciamo Carrarese anche se manca un giocatore fondamentale per la C come Foresta, uno che trascina con la sua intensità i compagni”.

La lotta salvezza, invece, è stata inficiata dalle situazioni di Pro Piacenza, Cuneo e Lucchese.
“La normalità è stata rispettata da squadre come Albissola e Arzachena, sono da ammirare per come si sono comportate a livello societario. Poi ovviamente la classifica sarebbe stata molto diversa se Lucchese e Cuneo non avessero avuto problemi ma il risultato del campo deve sempre andare di pari passo con la solidità societaria”. 

Lucchese e Cuneo comunque vada finiranno il campionato. 
“Si era capito da tempo che non sarebbero state estromesse, mancava troppo poco tempo al termine del campionato e sarebbe stato un nuovo caos cambiare nuovamente tutto in corsa. Le colpe di certe situazioni sono di tante persone: da chi ha permesso determinate iscrizioni a chi ha illuso calciatori e dipendenti. Non è possibile che siam arrivati a fine aprile e ancora parliamo di fideiussioni dell’agosto precedente. I controlli non sono stati fatti bene”.

Nel Girone A c’è anche la Juventus Under 23.
“Le squadre B sono una bella idea ma sarebbe servito introdurle per gradi e non subito, solo perché bisognava accontentare qualcuno. Ma restano uno strumento molto valido se utilizzato nella maniera corretta”.

Pordenone e Juve Stabia, nei gironi B e C, sono a un passo dalla cadetteria.
“Due squadre in testa praticamente dall’inizio, hanno dimostrato di essere le più forti. Con Tesser siamo stati un anno intero compagni di camera a Perugia: se hai Attilio in serie C aumenti in maniera esponenziale le possibilità di vincere il campionato: non si fa prendere né dall’entusiasmo né dalla depressione. E ha vinto tutte le partite decisive. Chapeau a loro e anche alla Juve Stabia, a due presidenti come Lovisa e Manniello che investono da anni: meritano tutte e due, con le loro società, di andare in B”.

Qui chi bisognerà tenere d’occhio per i playoff?
“Il Catania vive tra alti e bassi, non so se riuscirà a trovare il giusto equilibrio perché la piazza si infiamma subito. Il Catanzaro è un altro team molto valido che può dire la sua. Poi c’è la Feralpi con attaccanti di qualità eccelsa, la Triestina che è arrivata in alto, il Monza che ha fatto la rivoluzione a gennaio. Però non ci sono favorite: penso all’anno del Como che in maniera rocambolesca salì in B, oppure alla condizione fisica del Cosenza un anno fa. Però non ho grandissima fiducia verso le seconde classificate  che hanno vissuto a lungo la battaglia per salire in maniera diretta senza farcela e spendendo molte energie nervose”. 

Cuoghi tornerà ad allenare?
“Lo spero. Ho tantissima voglia, son fuori da quasi due anni. Il mio amico Baldini mi ha detto di non mollare mai. Non dipende solo da me: io però non mi so vendere benissimo, anzi mi vendo malissimo perché dico sempre quel che penso. La voglia c’è, in caso ripartirei anche in una D seria che abbia voglia di costruire qualcosa”.