INTERVISTA TC - Dg Picerno: "Giusto rinviare. In D si guadagna più che in C, paradossale"

10.01.2022 21:45 di Ivan Cardia Twitter:    vedi letture
INTERVISTA TC - Dg Picerno: "Giusto rinviare. In D si guadagna più che in C, paradossale"

Decimo posto a fine 2021, il Picerno guarda con ambizione alla ripresa del campionato. Di questo, del mercato dei lucani e del momento della Serie C abbiamo parlato su TuttoC TMW con Vincenzo Greco, direttore generale della società rossoblù.

Partiamo dall’attualità, che mercato si aspetta?

“Sarà un mercato molto difficile, come tutti gli anni ma quest’anno ancora di più: la pandemia sta pesando molto sulle attività e sulle casse delle società. Sta pesando: mi aspetto una sessione fatta soprattutto di scambi, non penso ci saranno grandissime operazioni. Forse solo società al vertice… ma per il resto la maggior parte saranno scambi o risoluzioni di calciatori che vanno in Serie D dove paradossalmente c’è la possibilità di guadagnare di più”.

È paradossale, appunto. Perché?

“Perché la fiscalità in D è diversa dalla C, dove il netto di un calciatore costa esattamente il doppio a una società. Tra tasse e contributi la gestione del parco giocatori aumenta sempre di più e diventa insostenibile: adesso hanno spostato la scadenza dei contributi ma non penso sia una cosa buona in tutta onestà. Si accumulano soltanto debiti: è stato rimandato soltanto di qualche mese. Noi per fortuna paghiamo ogni mese e questo problema non lo avremo. Però immagino che chi ha sospeso tasse e contributi in estate possa avere difficoltà”.

Serve una riforma o basterebbero più ristori al calcio?

“Io lo dico da anni e ricevo sempre conferme. Il problema della Serie C, o delle categorie inferiori in generale, non dipende dal numero di squadre. Lo abbiamo visto negli ultimi anni: tra fallimenti, non iscrizioni, taglio di squadre, si è passati da 108 squadre a 60. I problemi sono sempre quelli. C’è solo bisogno di riconoscere alle categorie inferiori maggiori risorse, provenienti dall’alto: basterebbe che la Serie A rinunciasse a una piccola fetta degli introiti dai diritti televisivi e salverebbe tante società e tanti lavoratori. Il problema non è tagliare il numero delle squadre, ma distribuire il numero di risorse: la torta viene divisa male oggi. Sicuramente una riforma serve: deve partire dal rispetto delle regole, vediamo ogni anno che ci sono squadre che non rispettano i parametri e altre che non so come fanno a iscriversi. Si deve partire da questo”.

Torniamo al mercato: la quarta ondata arrivata così all’improvviso ha scombinato i piani degli addetti ai lavori?

“Io le dico la verità. Un po’ la prevedevo, certo non mi aspetto rinvii o cose del genere ma immaginavo qualche difficoltà. Però sono d’accordo con Sarri: ci devono dire bene cosa stiamo affrontando. Se questa è una pandemia ancora pericolosa meglio chiudere tutto. Altrimenti, ci dobbiamo convivere. Io sento parlare ancora della chiusura degli stadi: in questi giorni ho frequentato bar e ristoranti. Sono strapieni e si entra col super green pass: la stessa cosa può avvenire in uno stadio, che peraltro è aperto e non chiuso. Non capisco come mai queste decisioni discordanti. Far giocare le squadre senza pubblico è un ulteriore danno per le casse delle società. Ricordiamoci delle piccole che vivono solo di quello, e del fatto che già altri introiti si sono ridotti. Si parla tanto di ristori, però per esempio a oggi nelle casse del Picerno non sono entrate grandissime somme. Bastano a sostenere le spese sostenute per affrontare la pandemia, a partire dai tamponi. Piuttosto che fermare il calcio, bisognerebbe fermarsi a riflettere: chi prende le decisioni non conosce bene i problemi che si vivono”.

A proposito di cose che si fermano: il campionato. Scelta giusta?

“Penso di sì. Scelta decisamente giusta da parte del presidente Ghirelli: giocando si sarebbe andati a falsare il campionato, ci sarebbero state squadre che dovevano recuperare partite durante la settimana e altre che riposavano. Sono d’accordo con la decisione presa per l’inizio delle gare nel 2022. Mi auguro che il 23 si torni a giocare, più o meno in una situazione di normalità”.

Voi intanto avete mandato un bel messaggio, tutto il vostro gruppo squadra è vaccinato.

“Sì, noi abbiamo provveduto a effettuare la terza dose del vaccino per tutto il gruppo squadra e per questo ringraziamo veramente le autorità sanitarie che ci sono state vicine e ci hanno permesso di muoverci per tempo. Ogni giorno invitiamo i tifosi a farlo: è importante vaccinarsi e affrontare questo periodo insieme, sperando in un po’ di serenità”.

Che Picerno ci dobbiamo aspettare al ritorno in campo?

“Con l’arrivo di mister Colucci la mentalità è cambiata: bisogna lavorare sodo durante la settimana ed essere umili. Bisogna sudare la maglia fino al novantacinquesimo, per raggiungere risultati importanti. La squadra ha cambiato approccio, al ritorno in campo vogliamo continuare su questa strada e raggiungere la quota salvezza quanto prima. Poi ci divertiremo: il nostro obiettivo è raggiungere il mantenimento della categoria il prima possibile, per poi iniziare a programmare la prossima stagione. Se arriveremo ai playoff bene, ci divertiremo e li affronteremo con grande serenità. Non abbiamo l’assillo di arrivarci a tutti i costi, anche se ogni anno vogliamo cercare di alzare l’asticella”.

I vostri obiettivi di mercato?

“Sto cercando soluzioni per i giocatori che hanno giocato meno, nei giorni scorsi ha risolto De Marco che è andato al Lamezia: giocatore importante, che però ha trovato poco spazio. Poi abbiamo risolto anche il prestito di Stasi. Nei prossimi giorni cercherà soluzioni per giocatori che hanno giocato poco come Terranova o Coratella, che magari per motivi tecnici può trovare poco spazio pur essendo un ottimo giocatore”.

In entrata?

“Vorrei rinforzare il parco under. Siamo alla ricerca di un terzino sinistro under, per dare più soluzioni giovani al mister. Non per un discorso di minutaggio, ma perché crediamo nei giovani. Poi un esterno di centrocampo e magari una prima punta che possa essere un’alternativa a Gerardi”.

Se le faccio il nome di Bubas?

“Gli attaccanti sappiamo quali sono. Abbiamo fatto una chiacchierata, però niente di che. Ci sono tanti profili che magari hanno giocato meno in altre società. Non voglio profili importanti, perché Gerardi sta facendo bene, insieme a tutti gli altri attaccanti: non voglio rovinare equilibri, chi vuole venire a Picerno deve venire consapevole di questo”.