INTERVISTA TC - DG Potenza: "La salvezza è il nostro scudetto"

21.04.2021 16:30 di Dario Lo Cascio Twitter:    Vedi letture
INTERVISTA TC - DG Potenza: "La salvezza è il nostro scudetto"
TMW/TuttoC.com
© foto di Uff. Stampa Potenza

Per il Potenza domenica, con la vittoria sul Monopoli, è arrivata la certezza matematica della permanenza in Serie C. Un risultato straordinario a fronte di un torneo particolare sotto tutti i punti di vista. Ne abbiamo parlato con Manuel Scalese, giovane direttore generale del club lucano, intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoC.com:

"Se torniamo alla scorsa estate, al quarto di finale playoff contro la Reggiana, che ci ha visto essere eliminati con quel calcio di rigore sbagliato da França, e alla conferenza del presidente Caiata che, con le lacrime agli occhi, annunciava di dover lasciare la società a causa della contrazione economica provocata dal Covid, questa salvezza assume il valore di uno scudetto, soprattutto per una realtà come la nostra. A differenza della passata stagione, nella quale il problema lo abbiamo dovuto affrontare quasi al termine del campionato, quest'anno abbiamo dovuto programmare con la consapevolezza di non poter contare sugli incassi del pubblico, degli sponsor e dell'indotto economico che genera una squadra professionistica. Avevamo preannunciato alla piazza che quest'anno sarebbe stato difficilissimo, che l'obiettivo era quello di mantenere una categoria sempre più competitiva, che ha visto quest'anno alle altre, rinforzatesi sempre più, anche il Palermo. Questa salvezza quindi assume i tratti di un'impresa storia che avvalora quanto fatto nelle scorse stagioni dal Potenza: perché un 5° e un 4° posto, con un ottavo e un quarto di finale playoff, era già storia. E questa è la ciliegina sulla torta". 

Durante il torneo c'è stato qualche intoppo dal punto di vista tecnico, con due cambi in panchina. Cosa non ha funzionato con Somma e Capuano?
"Premettendo che questo risultato finale è merito di tutti gli allenatori che si sono succeduti, ognuno ha dato il suo contribuito. Quest'anno però ci siamo trovati, come ha detto il presidente, dal gestire per vincere al programmare per vincere. È cambiata la filosofia, sapevamo sarebbe stato un torneo di transizione, un anno zero, nel quale dovevamo gettare le basi e che sicuramente avremmo trovato qualche intoppo. Con i primi due tecnici non penso che qualcosa non abbia funzionato, semplicemente i tempi devono maturare. Entrambi hanno dato qualcosa, un input sul mercato, maggior competitività alla squadra, per permettere poi di tagliare questo traguardo. Il calcio è una metafora di vita, si commettono errori, ma da questi bisogna sapersi rialzare e ripartire. L'importate è riconoscergli, avere la capacità di intervenire in corso d'opera e ci siamo riusciti". 

E la scelta è ricaduta su mister Gallo. Dove è riuscito a incidere maggiormente per far cambiare marcia alla squadra?
"Già riuscire a ingaggiare mister Gallo è stato un grande pregio della società, già questa è stata un'impresa. Un tecnico importantissimo, sappiamo cosa ha fatto in questo inizio carriera e si poteva pensare fosse un allenatore fuori dalla portata di una realtà come Potenza. Ma già il fatto che lui abbia accettato ci riempie d'orgoglio perché significa che la società è diventata una realtà importante della categoria. Lui è stato fondamentale nel dare leggerezza alla squadra, nel capirne le mancanze e andare a sopperire. È riuscito a entrare nella testa di tutti i ragazzi perché è un grande motivatore oltre a essere un grande lavoratore. Vederlo in azione con il suo staff sul campo è un piacere immenso. Ce lo coccoliamo, ce lo teniamo stretto. Gran parte del merito di questa impresa è suo e dei ragazzi, che non hanno mai piegato la testa e smesso di lavorare per raggiungere il risultato. Il rammarico è, se fosse arrivato prima, sicuramente parleremo di altro, perché ha una media punti da 6° o 7° posto. Ma anche qui i tempi dovevamo maturare, sarebbe stato difficile arrivare a lui qualche mese prima. Ha un altro anno di contratto, è un allenatore ambizioso come il presidente. Cercheremo l'anno prossimo, sperando di riavere i tifosi allo stadio, di disputare campionati di vertice". 

Lo stesso Gallo ha espresso la soddisfazione per questi mesi di lavoro e la volontà di continuare in rossoblu. Ripartire con lo stesso allenatore del calcio moderno è fondamentale per garantire continuità al progetto.
"Assolutamente. Siamo molto fortunati perché abbiamo l'85% della rosa contrattualizzata e solo tre o quattro elementi in scadenza, con i quali stiamo già discutendo. Abbiamo tutto lo staff tecnico sotto contratto, per quanto riguarda la programmazione siamo probabilmente molto più avanti rispetto agli altri. Una marcia in più per una piazza come Potenza che sicuramente non può contare su un budget come quello di altre realtà, e che ha sempre basato tutto sulla programmazione. Con il lavoro certosino si può essere competitivi anche senza spendere cifre folli". 

Un mercato tra l'altro sempre con grande attenzione ai dettagli.
"In questi anni il presidente e la società hanno dimostrato di avere intuito sul mercato. Alla luce delle varie cessioni effettuate negli anni, da Breza a Murano, a Silvestri, abbiamo dimostrato di aver ingaggiato, a fronte delle partenze, calciatori che non li hanno fatti rimpiangere. Vedi Cianci e Compagnon, quest'ultimo un ragazzo che scovai e proposi al presidente. Fu un prestito e così come Cianci fu un capolavoro di mercato perché riuscimmo a monetizzare per entrambi, una cosa inusuale nel calcio. Questo ci ha permesso di creare un tesoretto da reinvestire, sono arrivati giocatori come Mazzeo e Romero che non hanno fatto rimpiangere Cianci. Romero lo abbiamo riscattato a mille euro con la salvezza acquisita, un attaccante moderno e fortissimo per la categoria. E poi abbiamo tanti giovani che in tanti seguono e ci chiedono in tanti. Come Brescia, l'unico portiere 2002 ad aver fatto quattro presenze tra i professionisti, Nigro, Sandri, Volpe, quest'ultimo cercato da diversi club. Abbiamo diversi ragazzi già attenzionati e questo ci dà fiducia. Questa piazza è l'ideale per far crescere i giovani ma anche per far ritrovare giocatori di categoria che sono arrivati a Potenza e hanno ritrovato una seconda giovinezza". 

A livello societario, il club si sta muovendo per partire da una base più solida?
"In Basilicata siamo al momento l'unica squadra tra i professionisti, fare gruppo anche fuori dal campo è fondamentale. Tra tutte le componenti: il tessuto imprenditoriale, l'amministrazione, la società. È un veicolo di sviluppo potentissimo, ha una forza incredibile, soprattutto in una realtà complicata come la nostra. Da questo punto di vista, con il presidente, stiamo già programmando il futuro ma c'è una preoccupazione relativa alle strutture. Il presidente Caiata da tempo sta chiedendo una visione chiara e una programmazione certa per quanto riguarda le strutture. Abbiamo difficoltà a Potenza e in Basilicata a livello di impiantistica sportiva. Al "Viviani" abbiamo ben cinque squadre da fare allenare tra prima squadra, femminile e settore giovanile. Abbiamo chiesto al Comune di sostenerci da questo punto di vista, di indicarci un terreno di gioco dove fare allenare i ragazzi, di valutare la costruzione di un centro sportivo o di uno stadio, anche privatamente. Però purtroppo a oggi non abbiamo ricevuto risposte. Tant'è che il "Viviani" in vista della prossima stagione ha bisogno di ritocchi e i lavori, ci ha comunicato lo stesso Comune, non partiranno prima dell'approvazione di bilancio. Ci rendiamo disponibili di farci carico, a spese nostre, dei lavori di rifacimento, qualora le tempistiche si dilatassero. Ci stiamo mettendo tutta la forza economica possibile, con sacrificio. Ma abbiamo bisogno del sostegno dell'imprenditoria locale e dell'Amministrazione per costruire una società che, alla luce delle istanze del calcio moderno, si autofinanzi e possa gettare le basi per un progetto a medio-lungo termine".

Il momento più brutto e quello più bello della stagione?
"Di momenti brutti è difficile individuarne uno preciso. Lavorare tutti i giorni, programmare, dare il massimo e vedere che i risultati non arrivano, è complicato. Ti pesa sulla coscienza, non ci dormi la notte, cerchi di mettere la squadra nelle migliori condizioni di lavorare. Quando però i risultati non arrivavano, è difficile vedere la luce in fondo al tunnel. Come società però non abbiamo mai mollato, abbiamo sempre avuto fiducia in una rosa competitiva, nonostante il pensiero contrario di alcuni addetti ai lavori. Il momento più bello sicuramente domenica, al triplice fischio, quando con il presidente ci siamo abbracciati e ci siamo lasciati andare a un pianto liberatorio, per l'amore nei confronti della squadra, dei ragazzi, del mister, della nostra città e di tutti i tifosi. A loro dedichiamo tutti i nostri sacrifici, siamo sicuri che con loro tutto sarebbe andato diversamente e non vediamo l'ora di riabbracciarli in curva". 

Domenica l'ultimo impegno della stagione, quella di Pagani è una gara da onorare, il Potenza può ancora essere arbitro per la salvezza.
"Senza dubbio. Il presidente, il mister e io abbiamo parlato ai ragazzi, bisogna assolutamente rispettare l'impegno, siamo dei professionisti e scenderemo in campo per vincere. I ragazzi tra l'altro saranno motivati perché è in ballo anche un premio. Chapeau alla Ternana che, come annunciato, ha onorato il campionato anche dopo averlo vinto, schierando sempre la migliore formazione. E noi non saremo da meno. Garantiamo a tutte le squadre del girone che affronteremo anche quest'ultima gara come tutte le altre, per onestà e lealtà nei confronti di questo magnifico sport".