INTERVISTA TC - Di Cintio: "B a 19? Due ostacoli fondamentali"

10.08.2018 16:20 di Sebastian Donzella Twitter:   articolo letto 4399 volte
Cesare Di Cintio
© foto di Federico De Luca
Cesare Di Cintio

Il suo lavoro di quattro estati fa potrebbe cambiare il calcio italiano. L'avvocato Cesare Di Cintio, tra i più importanti esperti di diritto sportivo nel Belpaese, con il caso Novara-FIGC dell'estate 2014 potrebbe decidere le sorti della cadetteria anche in questo torrido agosto del 2018. TuttoC.com lo ha intervistato in esclusiva per capirne di più sui ripescaggi in cadetteria e anche su quelli in Serie C.

Sembra sempre più incombente un blocco dei ripescaggi in cadetteria: 19 squadre, nessuna al posto di Avellino, Bari e Cesena.
"Ove si andasse verso questa decisione, la FIGC e la Lega di B dovranno aggirare due ostacoli fondamentali: la decisione 35 del 2014 del Collegio dello Sport, ovvero il caso Novara-FIGC e l'articolo 50 delle NOIF,secondo cui la modifica dell'ordinamento di un campionato è ammessa con delibera del consiglio federale a maggioranza qualificata ed entra in vigore a partire dalla seconda stagione successiva a quella della sua adozione. In questo caso le tempistiche, insomma, non sarebbero rispettate".

Un po' come accadde nel 2014...
"All'epoca la Serie B deliberò, nel corso della stagione, la riduzione dell'organico e il blocco dei ripescaggi. A fine campionato il Siena non si iscrisse al torneo successivo e la B scese a 21. Da avvocato del Novara impugnai la delibera del consiglio federale, dal momento che aveva fatto entrare in vigore la modifica non due stagione precedenti ma la stagione stessa. Il Collegio di Garanzia del CONI annullò il procedimento in quanto assunto illegitimamente in quanto a tempistiche".

A proposito di tempistiche, cosa pensa del ricorso slittato a settembre della Virtus Entella, che chiede la riammissione al posto del Cesena?
"Le tempistiche sono sempre figlie di un sistema che deve necessariamente essere rivisto. I processi sportivi relativi all'iscrizione ai campionati non possono arrivare ad agosto, altro che rinvii a settembre. Ci sono delle difficoltà logistiche nel comporre i collegi, il problema sostanzialmente è di tempi. Parlo di Entella così come di Crotone e Chievo. Le retrocessioni a tavolino devi conoscerle prima di giocare, non a campionato in corso".

Scendiamo di categoria: tre i ricorsi presentati al CONI da Como, Prato e Santarcangelo per entrare in Lega Pro. Iniziamo dai lombardi.
"Il Collegio di Garanzia è chiamato a scegliere se, nel caso del Como, deve vincere la forma o la sostanza. La prima richiede determinate garanzie, la seconda dice che il Como ha presentato delle garanzie ancora più importanti di quelle richieste, cioè bonifici al posto di fideiussioni. Se la forma è anche sostanza è chiaro che i lariani resteranno in D, personalmente spero accada il contrario".

Caso Prato.
"Anche qui c'è un problema di forma. Se la disponibilità dell'impianto non c'è allora l'iscrizione al campionato non è valida. Ma non si tratta di una decisione semplice da prendere, visto che in una certa misura questa disponibilità è presente".

Santarcangelo.
"Un caso interessante che si ripete da anni e mai portato all'attenzione dei giudici. Il mancato subentro di una società al fallimento, in questo caso il vecchio Vicenza, determina l'esclusione al campionato della società stessa e dunque l'esclusione del club dalla classifica finale? Nessuna società ha continuato l'attività sportiva a Vicenza continuando il percorso della vecchia azienda sportiva, il nuovo club nasce da Bassano. Quindi il CONI dovrà dirci se, senza affiliazione, il vecchio Vicenza dovrà essere escluso o meno dal campionato".