INTERVISTA TC - Ds Lecco: "Primo posto? Non ci pensiamo, ragioniamo partita dopo partita"
Ultime battute di regoular season in Serie C. Nel girone A, ancora tutto aperto in ottica promozione diretta: è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com, il ds del Lecco Domenico Fracchiolla. Queste le sue parole:
Poche giornate al termine, lì su tutte fanno fatica: il Lecco crede ancora nella promozione diretta?
"Dobbiamo ragionare partita dopo partita, i conti di dove saremo arrivati li faremo a fine campionato".
In ottica playoff comunque, il Lecco partirebbe da una ottima posizione e quindi almeno nei primi turni con due risultati su tre a disposizione. Con gli stadi vuoti, il fattore casa o trasferta può subire delle variazioni?
"Per noi sarebbe importante giocare in casa in quanto abbiamo fatto la maggior parte dei punti tra le mura amiche. Speriamo di poter beneficiare di questo vantaggio nei playoff e soprattutto mi auguro che il format dei playoff non venga cambiato".
Schiaccianti le vittorie sul Como fra andata e ritorno, cosa è mancato per essere lì su a comandare il girone?
"La continuità nel girone di andata. Eravamo un gruppo totalmente nuovo che aveva bisogno di tempo. Nel girone di ritorno stiamo facendo bene e abbiamo perso solo una gara".
Riccardo Capogna, l’attaccante in doppia cifra che forse non ci si aspettava.
"Capogna è un ragazzo serio, un gran lavoratore, che gioca con una spinta in più perché ormai è lecchese d’adozione e ha la maglia bluceleste marchiata sulla pelle".
La Serie C deve essere il campionato dei giovani? O un trampolino di rilancio per grandi piazze decadute?
"La mission della C deve essere sicuramente quella di valorizzare i giovani, chiaramente ci saranno sempre delle grandi piazze che devono essere considerate di passaggio".
Capitolo riforme: quale potrebbe essere il format adatto?
"Sento parlare tanto di riforme ed è onestamente un tema molto delicato. Io credo che dal punto di vista tecnico e dello spettacolo bisognerebbe ripristinare la vecchia C2 che fungeva da cuscinetto tra la C1 e la serie D, chiaro che bisognerebbe non considerarla più come categoria professionistica, in quanto il numero delle società professionistiche dovrebbe essere diminuito".
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