INTERVISTA TC - Foscarini: "A Padova c'è difficoltà ad accettare la C"

INTERVISTA TC - Foscarini: "A Padova c'è difficoltà ad accettare la C"TMW/TuttoC.com
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martedì 22 febbraio 2022, 12:30Interviste TC
di Raffaella Bon

L'ex allenatore del Padova Claudio Foscarini è intervenuto ai microfoni di TuttoC per commentare l'avvicendamento sulla panchina dei biancoscudati: "Credo ci sia delusione per quest'annata: capisco la società, che sta vedendo sfuggire il primo posto dopo aver perso la finale dei play-off e vuole dare una sterzata per svoltare la stagione. Ci aspettavamo tutti che il Padova potesse essere in testa, non ci aspettavamo un Sudtirol così straripante".

Il Sudtirol eccelle nella programmazione.

"Ammiro tanto la filosofia della società, da tanti anni i soci programmano le loro annate, investendo una percentuale sulle strutture, che devono crescere per far trovare ai giocatori un ambiente ideale dove crescere. Hanno lavorato in questo modo pensando di centrare un'annata felice: probabilmente quest'anno sarà così".

Cos'è che non funziona nel Padova in questi ultimi anni?

"Credo ci sia difficoltà ad accettare la categoria, ai primi risultati negativi si va in escandescenza. Quando a Padova non si è subito protagonista si crea un clima turbolento, con la società che si lascia influenzare dai risultati. Credo che il malessere sia dovuto alla mancata promozione dell'anno scorso e alle difficoltà di quest'anno. Il Padova a livello tecnico è la squadra più forte, anche più del Sudtirol, ma non si capisce come mai non sia primo: è questo che crea il malcontento e allora si cerca sempre un capro espiatorio".

E' stato sbagliato mandare via Sogliano?

"Quando succedono queste cose è essenziale la forza di una società: quando mandi via un ds e un allenatore significa ricominciare tutto da capo e diventa molto più difficile. Non si può ricominciare daccapo a dodici partite dalla fine del campionato, devi creare i presupposti per far bene, non puoi permetterti di perdere tempo: a Padova i risultati contanto molto, forse la programmazione molto meno".

Per il Padova la rimonta è ancora possibile?

"Io penso proprio di sì, solo che davanti c'è un Sudtirol micidiale, con una compatezza di squadra incredibile: è una squadra che non perde e che subisce solo sei gol in quasi trenta partite. Vuol dire che c'è una costanza pazzesca. Dodici partite son tante, ma gli altoatesini non sbagliano nulla e anche quando vanno in difficoltà la risolvono sempre".

Come vede questo Padova targato Oddo?

"Conoscendolo credo che abbia la necessità di creare una sua organizzazione di gioco: non so se darà continuità al lavoro di Pavanel, è sempre stato uno che ha cercato di organizzare la squadra con i suoi concetti. Deve essere bravo a fare subito i risultati, ma non ha mai allenato in C: dovrà calarsi nella categoria, ma Padova è una piazza particolare, dove è giusto confrontarsi. Gli stimoli son tanti e credo che Oddo ne abbia: la proprietà è ambiziosa e vuole riportare la squadra in A".

Anche l'Avellino ha cambiato

"E' una piazza che come Padova vive di calcio: non centrare il primo posto con i play-off è sempre un terno al lotto, è molto difficile disputarli. Sento che percepiscono una grande delusione: l'anno scorso c'era una straripante Ternana, quest'anno c'è il Bari, cè sicuramente scoramento. Sono due piazze che devono essere protagoniste, ma nel Girone C ci sono grandi piazze. C'è un malessere comune sia a Padova che ad Avellino, dove pensavano di cambiare Braglia già prima di Natale: nonostante gli sforzi fatti a gennaio sul mercato, i risultati non arrivano e quando i rapporti tra la società e il tecnico non sono ottimali, è sempre quest'ultimo a pagare".