INTERVISTA TC - Guberti: "Il Siena non meritava di fare quella fine"
Dopo un triennio nelle file della Robur Siena, è finita come peggio non poteva l'esperienza in bianconero di Stefano Guberti: nelle scorse settimane infatti la società toscana ha alzato bandiera bianca e non si è iscritta al prossimo campionato di Lega Pro. I microfoni di TuttoC.com hanno quindi contattato l'esperto centrocampista che attualmente si ritrova svincolato.
Hai metabolizzato l'accaduto?
"Dopo un po' di tempo ho metabolizzato e ho cercato di capire come erano andate le cose. Ancora però il quadro chiaro non ce l'ho. Mi premeva capire come fosse stato possibile arrivare alla non iscrizione. Penso che il Siena non meritasse di finire così. I motivi veri non li so del tutto. Ma auguro alla piazza di tornare il più presto possibile nelle categorie che le competono".
Pensi si sia fatto il passo più lungo della gamba?
"Per come ho conosciuto la proprietà che c'era, li ho sempre apprezzati proprio perché non hanno mai fatto più di quanto potevano fare. Non so se è stata colpa del Coronavirus che ha bloccato tante situazioni. Per quello che sapevo, non mi sarei mai aspettato quanto accaduto. Ma devo essere realista: purtroppo ci si è arrivati. E' vero che a febbraio la situazione aveva cominciato a preoccupare, ma pensavo che qualcuno subentrasse per continuare a tenere il Siena almeno in C".
Vi siete mai accorti di qualcosa che non andava? Sul campo non sembrerebbe visto che siete riusciti ad arrivare ai playoff...
"Come detto l'unico momento è stato quello del ritardo del bimestre gennaio-febbraio. Però c'era il Coronavirus e abbiamo collegato le motivazioni a quella situazione, che - tra l'altro - pareva anche un po' generalizzata. Poi sentivamo voci di possibili ingressi societari, immaginavamo che la presidente avesse bisogno di essere affiancata o addirittura di qualcuno che le subentrasse, ma non ci aspettavamo finisse così. Il debito del Siena era alto, ma non altissimo, c'è chi dice 1,5 e chi dice 2,5 milioni, ma non era qualcosa di insuperabile".
Si parla di un paio di cordate, di cui una interessata a farla ripartire dalla D.
"Sono voci che sono arrivate anche a me. Non sapevamo direttamente chi fossero, ma sapevamo che sarebbero stati interessati ad entrare. So che ora vorrebbero farla ripartire dalla D, ma c'è in mezzo il Comune ora".
Hai più sentito qualcuno?
"Certo, ci sentiamo ancora coi compagni e anche il direttore Vaira. Mi dispiace perché comunque sono stato tre anni qua e stavo bene con tutti. C'era serietà e mi dispiace sia finita così. I motivi precisi però li sanno solo loro. Si poteva arrivare fino a questo punto, facendo qualcosa prima. Ma mi devo basare sui fatti e i fatti dicono che il Siena non si è iscritto in Serie C".
Hai un messaggio per i tifosi?
"Di tenere duro. Sei anni fa hanno vissuto la stessa cosa, anche se allora c'era stato il fallimento e la situazione era più complicata. Spero possa tornare nelle categorie che le competono".
Il tuo futuro?
"E' un punto di domanda. Ho ricevuto un paio di richieste concrete e ho fatto anche un paio di chiacchierate. Sono in attesa. Voglio giocare ancora un anno, se non due. Ho una famiglia, tre bambini che devono cominciare ad andare a scuola e ho necessità di trovare una soluzione il prima possibile".
Ti aspettavi la retrocessione in Serie C della tua ex squadra, il Perugia?
"No, mi è dispiaciuto tantissimo. E' una piazza seguitissima e la Serie B è il minimo. Spero possa riprendersi, ma credo che lotterà per vincere l'anno prossimo".
Ti aspettavi la rivoluzione dirigenziale del Grifo?
"Non conosco la situazione da dentro. Ma ci sta che si possa decidere di ripartire da zero. Sicuramente dopo una retrocessione, si vuole dare un segnale all'ambiente. Goretti riuscirà comunque a togliersi altre soddisfazioni".
Sei rimasto stupito dalla sconfitta del Bari in finale playoff?
"Sono rimasto sorpreso dalla vittoria della Reggiana, ma ha trovato l'alchimia giusta ed è riuscito a batterlo. Ma il Bari lotterà ancora per vincere".
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