INTERVISTA TC - Guerra mister 100 gol: "Non mi fermo qui. Il più bello? La rovesciata alla Juve"

03.12.2021 14:00 di Sebastian Donzella Twitter:    vedi letture
INTERVISTA TC - Guerra mister 100 gol: "Non mi fermo qui. Il più bello? La rovesciata alla Juve"
TMW/TuttoC.com

“Cento, cento, cento!” Era il grido di battaglia di “Ok, il prezzo è giusto”, storico programma condotto da Iva Zanicchi. È anche il numero di gol raggiunto nei campionati professionistici da Simone Guerra. Il folletto offensivo della Feralpisalò si è raccontato a TuttoC.com dopo la doppietta con la Pergolettese. 

Mister 100 gol.
“Sono felice perché è un traguardo importante, qualcosa di significativo. Ci sono arrivato con una doppietta in pieno recupero e anche questo mi fa piacere: da attaccante, vedere la propria squadra vincere 4-0 e non avere il proprio nome nel tabellone non era accettabile (ride NdR). Il mio obiettivo comunque è di arrivare subito a 101, poi 102 e così via. Fino al massimo possibile”.

Il più bello di tutti?
“La rovesciata contro la Juventus U23. Un gesto istintivo, ero avanti col corpo sul cross. Ci ho provato ed è andata bene”.

Il più significativo?
“La rete contro l’Alessandria nei playoff. Avevano perso in casa all’andata per 3-2, dovevamo vincere con due gol di scarto e ci riuscimmo per 3-1”.

E la prima?
“Fu anche il mio primo gol in Serie B. Ero al Piacenza, lo segnai al Sassuolo con un tocco sotto. L’assist me lo fece un certo Moscardelli. Non era ancora il mito con la barba ma era già un grandissimo giocatore”.

Poca B, tantissima C tra alta e altissima classifica. Come mai?
“Forse perché era giusto così. Di sicuro sono orgoglioso di essere considerato un giocatore da top club di Lega Pro. Questo fattore me lo sono creato con qualche anno ottimo a livello realizzativo. Giocare per vincere i campionati significa avere compagni forti, non è un peso ma uno stimolo a far meglio. In più ho giocato sempre con gente più grande o della mia età, tutti giocatori importanti dai quali imparato davvero tanto”.

A proposito, il compagno più forte di sempre? 
“Sicuramente Ighli Vannucchi. Era a fine carriera alla Virtus Entella ma si allenava ancora al massimo. Avrebbe meritato di militare in un top club per i colpi da fuoriclasse che aveva. Non ci sentiamo da un paio d’anni ma lo seguo sempre sui social e vedo che gioca ancora per divertirsi”.

Torniamo al rapporto con la B. Rimpianti?
“Non molti in realtà. Brucia un po’ la retrocessione al Piacenza ai playout nell’anno del calcioscommesse. Poi anche il fatto che con lo Spezia vinsi la C ma una volta arrivati in B cambiarono tutto. Inoltre l’anno dei 21 gol con la Feralpisalò pensavo che qualcuno in cadetteria avrebbe pensato a me, invece non arrivarono richieste. Anche se forse il più grande resta il momento in cui andai all’Entella. Non perché mi trovai male tra i liguri ma perché contemporaneamente mi aveva chiamato il Frosinone: in due anni i ciociari arrivarono in Serie A. Chissà come sarebbe andata”. 
 
Una cadetteria comunque ritrovata un paio d’anni fa a Vicenza, seppur per poco. 
“Vivere il calcio come lo vivono a Vicenza è meraviglioso. Da quel punto di vista due anni indimenticabili, 1500 tifosi a ogni trasferta, 10mila in casa. Però dopo la promozione non trovai il mio spazio. Giocavo poco e la Feralpisalò si fece nuovamente avanti, volendomi ancora qua dopo tanti anni. A causa del differente bacino d’utenza, a Salò non ci sarà il tifo delle piazze storiche ma c’è una società ambiziosissima e un ambiente in cui mi fanno stare bene. Per questo spero di riprendermi la B ma questa volta da leone del Garda. Ci andammo vicini l’anno in cui perdemmo ai playoff col Catania ma anche quest’anno sento che il gruppo è forte e possiamo farcela”.

Davanti, però, avete Sudtirol, Padova e Renate. Dietro a voi il vuoto. Sarà una lotta a quattro. 
“Le due biancorosse sono state create per vincere. E poi c’è questo Renate che quando trova gli assetti giusti diventa una big. Noi comunque dobbiamo continuare ad allungare la nostra striscia positiva. Tra giocatori esperti importanti e giovani bravi di prospettiva, la nostra è una gran bella rosa. Sono anni che la Feralpisalò costruisce queste squadre, siamo lì e non dobbiamo impaurirci. E poi lo dobbiamo al presidente Pasini: persona vera e sempre presente, ti fa sentire importante. Lo ringrazio perché con lui ho raggiunto le mie vette realizzative e spero di continuare a farlo. So che mi stima e vado fiero di questo”.

Prima di Natale ritroverai il Piacenza.
“Non ci ho mai giocato contro in carriera, strano ma vero viste le distanze. Sono cresciuto lì, mi hanno concesso l’onore di debuttare e giocare in cadetteria. Sarà davvero una bella emozione scendere in campo contro la squadra della propria città. Dovrò far bene questa domenica così il mister dovrà farmi giocare la gara successiva contro di loro (ride NdR)”. 

A proposito di mister, ne hai avuti un po’ di un certo spessore.
“Diciamo che a Piacenza debuttai con Mario Somma e l’anno dopo, il mio primo vero in biancorosso, mi ritrovai Stefano Pioli. Sembra quasi scontato dirlo ma si vedeva che avrebbe potuto avere un futuro importante. Di lui mi colpì la capacità di farsi volere bene dalla squadra, riusciva ad avere buoni rapporti con tutti. Ci siamo rivisti un anno fa a Milanello, in amichevole: siamo rimasti un po’ a parlare, mi ha fatto davvero piacere ritrovarlo.
Non posso però dimenticare Michele Serena: mi ha sempre voluto con sé: Spezia, Venezia, Vicenza e anche Feralpisalò, ha sempre creduto in me”.

E Vecchi? 
“Ha allenato anche in serie superiori e si vede. Ha una grande professionalità e sa come condurre questo campionato al vertice. Lo reputo l’uomo giusto per la scalata”. 

Ma Guerra, da grande, che vuole fare?
“Il prossimo anno vorrei tentare il corso da allenatore, ovviamente continuando a giocare. A tal proposito non mi sono dato un termine: finché sto bene e posso essere utile alla squadra voglio continuare”.

Il tuo ex compagno al Vicenza Marotta si fece la barba biancorossa dopo averlo promesso a TuttoC. Non possiamo salutarci senza conoscere il tuo fioretto in caso di salto in cadetteria.
“Rimaniamo in tema: mi faccio i capelli verdeblu”.