INTERVISTA TC - Londrosi: "Lista a 22? La norma non mi convince"

07.09.2020 23:00 di Raffaella Bon   Vedi letture
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INTERVISTA TC - Londrosi: "Lista a 22? La norma non mi convince"

Massimo Londrosi, ex dirigente del Pavia, ha parlato in esclusiva ai microfoni di TuttoC.com della norma sulla lista a 22 giocatori: "Dal punto di vista pratico la norma non convince: non c'è evidenza scientifica, per usare un'espressione che va tanto di moda ora, che tale disposizione possa non solo favorire l'impiego dei giovani ma addirittura la loro valorizzazione. Le società che proprio per mentalità e formazione culturale non sposano questa linea continueranno infatti a non impiegare in modo massiccio i giovani anche in presenza di questa norma. Altre lo faranno, ma in che modo? Davvero operando per formare il giovane calciatore o solo buttandolo nella mischia per recuperare un po' di quattrini attraverso questa forma di agevolazione? Dal punto di vista etico, è inaccettabile che sia stata un'assemblea svolta il 24 Luglio e formata anche da un buon numero di società che la stagione successiva non avrebbero partecipato al campionato di serie C, perché promosse in categoria superiore o retrocesse in categoria inferiore, a stabilire un regolamento come questo. Questo regolamento poi crea discriminazioni, perciò non solo è naturale che l'Assocalciatori pensi ad indire uno sciopero, ma capiterà anche che prima o poi qualcuno, per porre fine a queste iniziative che ormai da anni in forme diverse e con aspetti differenti tormentano la categoria, decida di ricorrere al Giudice del Lavoro. E allora saranno davvero guai".

"Ho notato - prosegue Londrosi - che l'attuale governance ha ripreso le brutte abitudini di chi l'aveva preceduta e rispetto al quale si era posta come qualcosa di meglio: quando le cose non vanno, quando si affaccia la crisi si butta la croce addosso ai calciatori. E' troppo alto il costo del lavoro? Indubbiamente, ma è così per ogni categoria di lavoratori in Italia. L'attuale governance per mesi ha sbandierato proposte di riforma, il semiprofessionismo,le seconde squadre e così via. Risultati in tal senso: meno di zero, solo chiacchere. Ma tant'è, la colpa è dei calciatori. Con la conseguenza che il prossimo campionato partirà tra polemiche e divisioni e in questo momento non ce n'era bisogno".