INTERVISTA TC - Millesi: "Catania deve smettere di guardare la classifica"
Francesco Millesi, ex centrocampista del Catania, è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com in vista della gara che vedrà gli etnei impegnati sul campo della Turris: "La Turris avrà il coltello fra i denti, perché si trova solo a tre lunghezze dal Potenza che ha, tra l'altro, due partite in meno. Ipoteticamente la Turris potrebbe piombare in zona playout. Lotterà quindi su ogni pallone perché una sconfitta casalinga potrebbe complicare le cose. Il Catania dovrà fare, però, risultato a tutti i costi perché si trova in quinta posizione in un campionato così mediocre che porta ad aspettarsi di più dalla squadra etnea".
Ma il Catania dove può arrivare?
"Sono a cinque lunghezze dal Catanzaro, non è facile per il Catania: deve smettere di guardare la classifica e deve pensare solo a fare punti sia in casa sia in trasferta. Quando un calciatore scende in campo senza la pressione della classifica, alle volte le partite prendono una piega migliore. Questo è il mio consiglio: non guardare più la classifica e racimolare punti per un migliore piazzamento finale".
Come vede la nuova gestione Tacopina?
"E' un Catania spavaldo che lascia ben sperare. Tacopina ha sempre vinto le sue battaglie, negli obiettivi ci crede fino in fondo. Credo che a Catania vorrà fare cose grandiose e sono sicuro che ci riuscirà. Ovviamente però stiamo parlando di calcio e il calcio non è una scienza esatta. Le partite vanno giocato nel rettangolo di gioco; fuori dal campo, sulla carta, è tutto diverso e nonostante i valori si rischia invece di ritrovarsi solo a metà classifica. La rosa del Catania è abbastanza interessante, ma sul campo non sempre si è vista. Tacopina sposa progetti, anche impossibili, e potrà regalare gioie a questa piazza".
Dove deve ancora migliorare però il Catania?
"Dovrebbero essere presi accorgimenti per quanto riguarda la finalizzazione. Crea ma finalizza poco. Ci sono molti errori sotto porta e questi alla lunga li paghi. Ci vuole più cinismo, più compattezza, più incisività, più altruismo e meno egoismo, bisognare fare gruppo perché è quello che conta più di tutto. A volte vedo troppa leggerezza, spettacolo ed eleganza, ma questa non è la categoria adatta: in C serve ferocia sportiva".
Si è dato una risposta al calo vissuto dagli etnei?
"E' una cosa fisiologica, il problema è che bisogna saperlo gestire. Quando a livello fisico non si è nelle migliori condizioni, ci si affida al livello mentale per bilanciare la carenza e magari fare gol anche nell'unica azione che si riesce a creare. Bisogna inoltre sempre tenere i piedi per terra: spesso le grandi piazze sono influenzate dai momenti di entusiasmo, che può essere salutare, ma quando questo scema si ritorce contro. Bisogna sempre avere fame, a prescindere dai complimenti che si ricevono. Bisogna quindi tapparsi le orecchie, evitare di montarsi la testa per un 7 sul giornale, bisogna mantenere un equilibrio costante, deve essere bravo l'allenatore insieme alla dirigenza a mantenere un profilo basso".
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