INTERVISTA TC Monza, Guidetti: "A Gorgonzola con giusta mentalità"

INTERVISTA TC Monza, Guidetti: "A Gorgonzola con giusta mentalità"TMW/TuttoC.com
Luca Guidetti
© foto di Valeria Debbia
venerdì 1 dicembre 2017, 07:30Interviste TC
di Valeria Debbia

Niente crisi del settimo anno per Luca Guidetti, centrocampista del Monza: il suo rapporto con mister Marco Zaffaroni è infatti giunto alla settima stagione consecutiva (due anni alla Folgore Caratese in Serie D, poi altri tre alla Caronnese sempre in quarta serie, quindi il passaggio in biancorosso nell'anno della promozione in Lega Pro e l'ulteriore conferma per questa stagione). Un matrimonio, quello tra il giocatore e l'allenatore, che continua a portare i suoi frutti, tanto che anche nella squadra brianzola Zaffaroni ha affidato la fascia da capitano a Guidetti, dopo averlo già fatto in una delle precedenti esperienze. Di questo e di tanto altro ancora, come ad esempio l'avvicinamento al derby di Gorgonzola contro i cugini della Giana Erminio, il centrocampista ha parlato ai microfoni di TuttoC.com.

Dieci stagioni in Serie D e solo due tra i Pro: la prima col Renate nel 2010/11 (15 presenze in nerazzurro) e la seconda solo quest'anno. C'è un perché?
"Sicuramente c'è. Nella mia prima stagione tra i Pro con il Renate non ero propriamente pronto a livello mentale. Evidentemente ho dovuto intraprendere un percorso che mi ha portato a trascorrere tante stagioni in Serie D. Probabilmente sarei potuto arrivarci prima tra i professionisti, ma è andata così e non mi lamento".

Come ti stai trovando nella nuova categoria?
"Sicuramente è molto diversa dalla D sotto molti aspetti. A livello fisico noto differenze: è un campionato molto più forte e duro, anche a livello di corsa e contrasti. Ho avuto bisogno di una sorta di adattamento all'inizio". 

Inevitabile chiederti un parere sui tuoi ex compagni del Renate che stanno volando nel Girone B. A inizio campionato l'avevi annoverata come il tuo derby personale (in assenza del Como, squadra in cui hai cominciato la tua carriera di calciatore), poi alla fine il fato ha deciso diversamente.
"Nel Renate odierno conosco ben pochi giocatori, sono passati un po' di anni e non è rimasto praticamente nessuno dei miei tempi. Conosco però lo staff medico, l'allenatore, il direttore sportivo e sono molto felice per loro. È qualche anno che stanno nei piani alti e se lo meritano". 

In ogni tua esperienza sei stato almeno due stagioni, se non tre: ti sei mai sentito un po' una bandiera o vorresti diventarlo per il Monza?
"Non so spiegarmi perché, forse faccio una buona impressione nelle varie società, dimostrando di saper fare il mio dovere e così vengo confermato, visto che in Serie D si fanno solo contratti annuali. Bandiera è una parola forte, ma io spero di poter restare a Monza tanti anni e quindi di poterlo diventare".



A Carate hai avuto il tuo primo approccio con mister Zaffaroni che poi hai seguito a Caronno: parlaci un po' di lui e di come si è evoluto nel tempo il vostro rapporto.
"Questo è il nostro settimo anno insieme, ci siamo subito trovati in sintonia, sia a livello di idee sia per quanto riguarda il suo modo di approcciarsi dentro al campo e fuori dal campo. È stato un crescendo di intesa tra noi due. Mi trovo benissimo e non ho motivo di pensare di dover cambiare o allontanarmi da un allenatore che stimo e apprezzo. Spero di poter continuare questo rapporto per altri anni".

Senti il peso di essere il capitano? Hai mai pensato che la fascia sarebbe stata meglio sul braccio di qualcuno con più esperienza e presenze in biancorosso di te?
"È una decisione che è stata presa dal mister e che io ho accettato più che volentieri. Se avesse scelto qualcun altro, lo avrebbe comunque ben ponderato. Se invece mi parli di peso, posso dirti che un capitano deve dare un esempio positivo in tutte le occasioni, sia in quelle più facili sia quando le cose non vanno per il verso giusto. Se vogliamo parlare di peso, questo può esserlo. Io spero di eseguire i miei compiti al meglio in tutti i momenti".

Al di là dell'essere capitano, proprio per il tuo ruolo, per il fatto che giochi in mezzo al campo, ti senti un po' allenatore anche tu?
"Diciamo che rientra nel mio ruolo di centrocampista cercare di dare le indicazioni, soprattutto a chi è davanti a me. Quindi lo stesso discorso potrebbe farlo un mio compagno in difesa, che a sua volta dà una mano a me a livello di posizionamento. In campo ci devono essere undici allenatori che devono aiutarsi a vicenda. Io spero di poter dare una mano ai miei compagni, così come spero loro lo facciano con me".

Sportivamente parlando quale trovi sia la tua migliore qualità e il tuo limite più grande? Ti do uno spunto: gli archivi riportano che ai tempi del Renate ti presentavi così: "Davanti alla difesa mi trovo bene, dato che la velocità non è il mio forte".
"(ride, ndr) Lo hai detto tu ma lo ripeto: non mi sento un giocatore rapido. Spero però di essere rapido di testa, adeguando la mia lentezza con una lettura che mi porti a capire una palla prima degli altri e spostarmi di conseguenza in anticipo. Una mia qualità è che cerco sempre di non lasciarmi trascinare dagli eventi: anche quando le cose non vanno per il verso giusto, cerco di approcciarmi mentalmente in maniera sempre positiva".

Parlando di attualità: se ci fermiamo ai numeri non è un periodo brillantissimo per il Monza: 3 punti in 4 partite ed ora il derby a Gorgonzola contro una squadra, la Giana Erminio, in netta ripresa (3 vittorie e un pareggio nelle ultime 4 uscite), tanto che un solo punto vi divide in classifica.
"Si può sempre fare meglio, ma ultimamente abbiamo comunque fatto buoni risultati, se pensi al pareggio con la capolista Livorno ma anche al pareggio a Pontedera. Andiamo ad affrontare una squadra che sta bene, che si è ripresa dopo un inizio di campionato un po' così così. Però dobbiamo affrontarla come abbiamo affrontato il Livorno o la Robur Siena, cioè con la giusta mentalità. E' l'unico modo per fare punti, anche quando abbiamo di fronte squadre sotto di noi in classifica o meno blasonate, come può esserlo la Giana Erminio".

Dopo l'errore dal dischetto a Lucca, quando ti vedremo per la prima volta nel tabellino marcatori (tra l'altro sarebbe il tuo primo gol in un campionato professionistico, dopo quello in Coppa Italia)?
"(ride, ndr) Siamo un po' in ritardo coi gol, ma non ci penso. Alla fine è giusto che facciano gol le punte. Se arriverà, sarò felice. Ma se dovessi fare anche solo un assist, non mi dispiacerebbe. Non mi pesa non fare gol".