INTERVISTA TC - Pagni: "Lucarelli mia profezia. Ha l'occasione della vita"

INTERVISTA TC - Pagni: "Lucarelli mia profezia. Ha l'occasione della vita"
sabato 22 agosto 2020, 14:00Interviste TC
di Dario Lo Cascio

Danilo Pagni, direttore sportivo dal lungo curriculum, dalla prima categoria alla Serie A, di recente a Viterbo e Terni passando per le esperienze al ChievoVerona e al Milan, protagonista di alcune remutande storiche, è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com per parlare di alcuni degli allenatori che potranno risultare protagonisti nel prossimo Girone C e che conosce bene. 

Il Bari ha scelto come allenatore Gaetano Auteri, sarà il tecnico giusto per i biancorossi?
"Auteri lo presi dal Siracusa in Serie D, quando aveva perso i playoff a Sapri, e lo portai a Gallipoli dei miracoli nel 2004. Ogni qual volta è stato esonerato, è stato richiamato. Ha raccolto molto meno di quello che merita. Si tende soprattutto nel calcio italiano a guardare la pagliuzza negli occhi degli altri piuttosto che la trave nei propri. Con me sia a Siracusa che a Gallipoli ha conseguito grandissimi risultati. Ed è stato oltre che un ottimo professionista anche un caro amico. Lo avrei voluto portare con me a Taranto".

A Catanzaro i giallorossi hanno puntato su Antonio Calabro, altro allenatore che lei conosce bene. 
"Ho conosciuto Calabro innanzitutto come calciatore. Poi, dopo un periodo di fermo ingiusto post-Carpi, l'ho reinserito nel circuito a Viterbo, dove ha fatto un buon lavoro. Abbiamo avuto un bellissimo rapporto sia umano che tecnico, al netto dell'avvicendamento con l'ottimo Rigoli per la finale di Coppa Italia. È un allenatore che ha fatto bene sia nei dilettanti che nei professionisti. Subentrato Romano alla presidenza della Viterbese gli ho suggerito di richiamare Calabro visto che era sotto contratto oltre che valido. Sicuramente dopo un'annata transitoria a Viterbo, sono certo che se gli verranno messi a disposizione i giocatori giusti e funzionali al suo gioco, può far bene. Non è semplice fare una squadra adatta al 3-5-2 che è nelle sue idee. Ma parliamo di un allenatore che sicuramente crescerà, con il quale ho avuto un bel rapporto anche sotto il profilo tecnico e tattico". 

L'Avellino invece ha optato per un tecnico d'esperienza, Piero Braglia.
"È stato con me a Taranto e lo indicai alla Juve Stabia, a patron Giglio e a Manniello, quella squadra poi vinse il campionato di C1. Convinsi Braglia ad accettare la Juve Stabia dove appunto vinse i playoff. Braglia va preso a pacchetto, è un istrione. Se lui attorno a sé sente fiducia, raggiunge l'obiettivo. Lui è molto esigente dal punto di vista della qualità dei calciatori. È un gestore, un mestierante del calcio. La sua chimica funziona, perché raggiunge l'obiettivo".

A proposito di Juve Stabia, Fabio Caserta ha chiuso con un'amara retrocessione, ma proverà a tornare subito in B col Perugia. 
"Fabio Caserta, oltre a essere un ottimo allenatore emergente, è un caro amico. Lo portai dal Locri in Serie D a parametro zero all'Igea Virtus, con allenatore Auteri. Dopo passò all'Acireale, quindi Catania e Palermo. Da allenatore ha sorpreso. Quando si giocava contro la Juve Stabia di Caserta, era oltremodo difficile prendere le contromisure al suo assetto tattico. Quest'anno onestamente non mi sarei aspettato un crollo così verticale nel finale di campionato. Questo per lui però sarà un grande vaccino per diventare un ottimo allenatore. Per quanto riguarda il Perugia mi spiace per l'amico Santopadre, persona che stimo. In questo momento l'ambiente gli è un po' avverso ma i risultati sono la panacea per ogni male". 

Restiamo sugli allenatori emergenti e parliamo di Giuseppe Raffaele, che ha scelto il nuovo Catania, anche se le offerte non mancavano.
"Raffaele è stato un mio calciatore nel Vittoria che vinse la Serie D tanti anni fa. È stato sempre un ragazzo molto intelligente e perspicace. Ha fatto benissimo negli ultimi anni, arrivando ai quarti di finale playoff con una squadra non giovanissima ma che comunque è riuscita a mantenere un ritmo molto alto. Lui da buon siciliano, vedi anche Boscaglia, ama allenare nella sua terra. Mi sembra quasi un atto dovuto accettare una proposta biennale da parte del Catania. Da qui ad allenare una squadra 'da Catania', ne passa. Per quanto lui sia un allenatore bravo, bisogna dargli le frecce giuste". 

In ultimo per quanto riguarda i tecnici, parliamo di Cristiano Lucarelli, che guiderà la Ternana.
"Lucarelli con Gennaro Gattuso sono due mie profezie. Quando ero direttore generale della Salernitana, per affinare la mia preparazione, frequentai il corso UEFA-B. Lì eravamo compagni di banco. Attraverso un editoriale su TuttoMercatoWeb, predissi il futuro di Gattuso e Lucarelli. Cristiano ha l'occasione della vita: una tifoseria straordinaria e una proprietà no-limits. Non può mancare l'appuntamento ma è chiaro che deve essere supportato da giocatori che fanno la differenza".

Sarà un Girone C incredibile. Bari, Palermo, Catania, Avellino, Ternana, Catanzaro, ricordiamoci anche il Monopoli e tante altre.
"Al di là del blasone, in campo vanno i valori tecnici, fisici e morali. Fondamentali sono l'assemblaggio delle squadre e lo spirito di appartenenza. Ti puoi chiamare Catania, Catanzaro, Ternana... per ottenere gli obiettivi ci vuol la chimica giusta. Con i nomi e il blasone soltanto non è detto si vinca. Ci vogliono giocatori funzionali, complementari e che sentano l'appartenenza".

Un suo pronostico su chi possa spuntarla?
"L'ossatura più pronta a oggi ce l'ha il Bari di Vivarini. Non è però imbattibile, come avevamo predetto. Ma appunto prendendo Auteri allenatore, l'impianto di gioco si strutturerà su un 3-4-3 e una preparazione che non tutti possono sostenere. Come detto servono giocatori funzionali, con spirito d'appartenenza e la chimica giusta".

Rose a 22, minutaggi... sono regole penalizzanti per chi punta a vincere?
"È vero che lo è, ma il direttore sportivo deve aguzzare l'ingegno. Soprattutto quando ha società importanti e blasonate alle spalle. È comunque una regola che non condivido". 

Il suo record di 19 uscite a Terni senza scambi e con plusvalenze annesse non è stato ancora eguagliato
"È vero (ride, ndr), chi ci riuscirà avrà una cena pagata a Roma". 

Direttore, sembrava destinato a Taranto, ma il matrimonio non si è concretizzato. Cosa è successo?
"Voglio bene al Taranto e i tarantini, ringrazio la società che mi aveva scelto. Ma il motivo alla base del diniego è personale. Auguro al club e alla città ogni bene".