INTERVISTA TC - Pistoiese, Valiani: "In futuro potrei fare il dirigente"

07.01.2021 07:30 di Stefano Scarpetti   Vedi letture
Francesco Valiani
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Francesco Valiani
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com

Francesco Valiani esperto attaccante classe '80 in forza alla Pistoiese nel club dove ha iniziato la carriera tra il 2002 e il 2005 prima di girare in lungo e largo lo stivale in tutte le categorie professionistiche. In esclusiva è intervenuto ai microfoni di Tuttoc.com parlando della stagione attuale in maglia arancione, trattando i temi principali che ruotano attorno al mondo della terza serie:

Con l'arrivo sulla panchina di Riolfo al posto di Frustalupi state facendo meglio sul piano dei risultati. A cosa si deve questo cambio di passo?

"Soprattutto in casa siamo riusciti ad avere maggiore continuità portando a casa vittorie importanti. Mentre in trasferta dobbiamo ancora migliorare, infatti abbiamo conseguito soltanto un punto. C'è amarezza per non aver proseguito con Frustalupi, anche per quanto fatto da suo padre per questa società mi è dispiaciuto per il suo allontanamento. Mi sarebbe piaciuto fare una stagione con lui, abbiamo avuto sempre un ottimo rapporto ma purtroppo quando non ottieni risultati accade questo. Riolfo ha avuto la capacità di toccare le corde giuste puntando sul nostro orgoglio".

Lei ha un trascorso nelle file del Livorno, come giudica quello che sta accadendo alla compagine labronica?

"E' una piazza molto importante e allo stesso tempo particolare. Quando sono stato lì devo dire che non mi è mancato nulla. Dispiace vedere una società di questo prestigio in una situazione così difficile. L'ex presidente Spinelli a dicembre ha provveduto a pagare gli stipendi, difficile da parte mia dall'esterno prevedere cosa possa accadere adesso. E' comprensibile che i calciatori in rosa non vedendo prospettive rosee possano decidere di andare dove ci sono maggiori certezze. Devo dire però che finora hanno dato il massimo, nella gara contro di noi ci misero in difficoltà e riuscimmo a portare a casa il successo faticando molto".

Invece il suo futuro?

"Adesso navigo a vista, il prossimo mese di ottobre avrò 41 anni quindi c'è da capire quando sarà il momento opportuno per terminare la carriera. Questo tipo di valutazioni le farò a fine stagione. Al momento mi sento bene, mi diverto ancora molto. Il futuro mi vedo più in una figura dirigenziale che dentro al campo. Ci sarà da capire le tempistiche ma le idee sono queste".

Come vivete voi calciatori la convivenza con il covid?

"Personalmente in famiglia cerco di parlarne poco, non per poca attenzione verso una questione così importante ma avendo i figli piccoli voglio che affrontino questa esperienza nel modo migliore, facendola pesare il minimo. A livello professionale ci sono alcune situazioni in cui sicuramente si poteva fare di meglio, mi riferisco alla partita Casertana-Viterbese. Non si può far giocare una squadra in 9, mi ha ricordato seppur con situazioni diverse la partita Cuneo-Pro Piacenza di qualche stagioni fa. Il rinvio era la decisione più logica. Per il resto devo dire che c'è molta professionalità da parte dei compagni, anche da parte dei più giovani, i quali fanno solo gli spostamenti strettamente necessari".

Si parla spesso di riforme legate alla Lega Pro, secondo lei cosa si può fare per rendere più attraente la categoria?

"Difficile trovare una ricetta in questo senso. A mio avviso la regola dei giovani andrebbe rivista, dovrebbero giocare per merito più per effetto di alcune norme che obbligano il loro utilizzo. Vedo molto positivamente l'ingresso di Sky, questa potrebbe essere la strada per avere maggiore visibilità. Credo che in passato il passaggio alla serie C unica sia stato un errore, o perlomeno da quel momento il livello si è abbassato. In precedenza la C/1 era vista come una sorta di b2 salire in quella categoria era il sogno di tutti".