INTERVISTA TC - Pontedera, Maraia: "Ogni anno vogliamo migliorarci"

10.06.2021 07:30 di Stefano Scarpetti   Vedi letture
Ivan Maraia
TMW/TuttoC.com
Ivan Maraia
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Circa un mese fa è arrivata la firma del rinnovo annuale fra il Pontedera e il proprio tecnico Ivan Maraia, il quale guiderà quindi i granata per la quinta stagione consecutiva, dopo essere stato per altrettanti stagioni vice di Paolo Indiani e in precedenza essendo stato calciatore proprio nella squadra della città della vespa. Il mister della compagine toscana ne ha parlato in esclusiva ai microfoni di Tuttoc.com gettando lo sguardo sulla prossima stagione:

Mister, subito dopo la firma le ha sostenuto di essersi sempre sentito parte del Pontedera. Quindi possiamo dire che quella apposta sul contratto si stata soltanto un atto burocratico?

"Ho sempre sentito la fiducia della società, questo per un allenatore è molto importante. C'è stata qualche incomprensione durata però nel breve volgere di pochi giorni come possono accadere in questa situazioni, poi tutto è stato risolto brillantemente. Affronto questa nuova avventura con grande entusiasmo e dedizione al lavoro. Inizieremo il campionato seguendo la strada tracciata nelle precedenti stagioni. Ci saranno sicuramente nuovi giocatori, certo non è facile tutti gli anni ma è una politica che viene adottata sempre, anzi sotto un certo aspetto è un qualcosa di molto stimolante".

Si è parlato di interesse di alcuni club su di lei prima che arrivasse il rinnovo con il Pontedera, ha mai pensato di affrontare una esperienza lontano da Pontedera?

"Di voci nel calciomercato ne escono molte, bisogna però capire quelle che hanno effettiva attinenza con la realtà delle cose. L'eventualità di cambiare aria e andare a lavorare in qualche altra parte potrebbe verificarsi un giorno nel caso gli stimoli venissero a mancare. Per adesso non è così, forse il fatto che ogni anno mi trovo facce nuove è un elemento che mi porta ad avere grandi stimoli verso il progetto della società. Con il direttore ho un ottimo rapporto, e mi trovo completamente a mio agio in una realtà come quella di Pontedera. Dunque adesso ci sono tutte le condizioni per affrontare con grande determinazione l'avventura qui".

Il fatto di essere andati al di sopra delle proprie aspettative nelle ultime stagioni può rappresentare un arma a doppio taglio: può accrescere le aspettative su di voi?

"Questo è un aspetto da far capire soprattutto all'esterno, noi partiamo sempre per fare meglio rispetto alla precedente stagione. Ma questo non si misura soltanto con la classifica. Se noi pensiamo che dobbiamo per forza arrivare sesti o settimi perchè siamo arrivati ottavi si sbaglia. Ogni stagione fa storia a se, in più nel prossimo campionato affronteremo quasi sicuramente squadre che conosciamo meno quindi dovremo impiegare più tempo per capire il valore degli avversari. Tuttavia il primo giorno di ritiro come ogni anno chiederò ai ragazzi di fare meglio rispetto a quanto fatto nel campionato precedente, per farlo dovremo cercare di seguire il percorso intrapreso nelle annate scorse".

Ogni anno come opinione consolidata è che il girone A sia più semplice rispetto agli altri due raggruppamenti, poi quest'anno come il precedente ben due squadre di quel raggruppamento sono arrivate alle semifinali: come si spiega questo?

"Sicuramente soprattutto nel girone C c'è maggiore esperienza rispetto alle compagini del girone A. Nei primi turni con partita secca sul campo della squadra classificata meglio questo viene fuori, però chi va avanti può far contare la qualità dei giovani a disposizione. Questo è principalmente il caso di Renate ad AlbinoLeffe che hanno condotto un ottima stagione, uscendo contro le finaliste dei playoff".

Ne abbiamo parlato in precedenza, dal prossimo anno i gironi saranno ripartiti in maniera diversa: è d'accordo con la divisione orizzontale?

"Scelta sicuramente condivisibile, per noi come accennavo prima è stimolante visto che andremo ad affrontare squadre meno conosciute. Anche se il criterio che ha portato questa scelta è diverso, di cerca di limitare i costi per non farli gravare sui club provati -come il resto del mondo- dalla pandemia. Quindi anche per questo motivo è una decisione giusta".