INTERVISTA TC - Reggiana, Alvini: "Mi sento come a bordo di una ferrari"

25.07.2019 07:30 di Stefano Scarpetti   Vedi letture
Massimiliano Alvini
© foto di Michele Maraviglia/UC AlbinoLeffe
Massimiliano Alvini

Una nuova avventura attende Massimiliano Alvini, tecnico di Fucecchio (Centro a 50 chilometri da Firenze), dopo l'esperienza all'Albinoleffe vissuta per quasi due anni dove è arrivato un piazzamento playoff, conclusa con l'esonero dello scorso gennaio, per il tecnico è arrivata la chiamata della Reggiana, una di quelle telefonate a cui è francamente difficile dire di no, per uno come lui che la gavetta l'ha fatta, partendo allenanando squadre dilettantistiche e approdando al professionismo con i risultati. Il tecnico ne ha parlato attraverso i microfoni di TuttoC.com analizzando a tutto tondo la prossima esperienza sulla panchina granata

Mister oltre a quella dei granata, sono arrivate altre offerte? Cosa l'ha spinta ad accettare l'incarico?                                                                  “Per fortuna in questa estate sono arrivate numerose offerte, alcune di esse anche molto importanti che non si sono concretizzate per varie ragioni, poi è arrivata la chiamata del direttore sportivo Doriano Tosi (passato da poco dal Modena) che ho accettato con grande entusiasmo senza nessun dubbio o incertezza, rifiutando due club importanti di serie C”.

Lei spesso nelle interviste ha parlato di stimoli ed emozioni, la piazza di Reggio Emilia è in grado di fornirli                                          “Assolutamente, credo di essere a bordo di una ferrari. Si ha la consapevolezza di questo anche quando si viene a giocare da avversario, tifoseria davvero fantastica, società molto importante del panorama calcistico italiano, il mio intento è quello di esaltare le qualità dei giocatori. Dopo una parentesi importante con l'Albinoleffe voglio iniziarla un'altra lasciando un segno qui a Reggio Emilia”.

Lei è partito dal basso, allenando nei dilettanti con Signa e Tuttocuoio, trovarsi in una realtà del genere che tappa è della sua carriera?  “Alleno da venti anni, e sono stato solo in cinque squadre a testimonianza di una certa fedeltà, le mie esperienze sono state in genere abbastanza lunghe. Non nascondo, senza nulla togliere alle altre squadre in cui sono stato, che questa rappresenta una tappa importante per me, stimolante senza ombra di dubbio. Adesso però c'è da pensare a lavorare cercando di mettere sul campo le idee”.

Lei è arrivato lo scorso 18 giugno con la Reggiana (si chiamava ancora Reggio Audace) in serie D, adesso attraverso il ripescaggio il club granata è in serie C, quali sono i vostri obiettivi?                                                                                                                                                      “Parto con il dire che per la Reggiana (torna a chiamarsi così da una settimana) parlare di salvezza sarebbe troppo limitativo, considerato storia del club, non sarebbe neanche corretto nei confronti dei tifosi parlare di primato, quindi dobbiamo essere equilibrati. Il girone è davvero molto competitivo, ci sono le squadre sconfitte dei playoff: Triestina e Piacenza, oltre a Modena, Vicenza e Padova”.

Parliamo infine dello stato di salute del calcio di terza serie, rispetto allo scorso anno la situazione sembra migliorata, qual'è il suo giudizio?A mio avviso con l'avvento della nuova governance le cose sono migliorate notevolmente, si sono imposte delle regole, certo c'è ancora del lavoro da fare ma la direzione intrapresa sembra essere quella giusta. A mio avviso per fare ancora un salto di qualità occorre la defiscalizzazione dei club, permettendo quindi alle società di respirare, e il sorteggio del girone di ritorno”