INTERVISTA TC Robur, Guberti: "Noi capolista? Giochiamo a vincere"

INTERVISTA TC Robur, Guberti: "Noi capolista? Giochiamo a vincere"TMW/TuttoC.com
© foto di Federico Gaetano
martedì 27 febbraio 2018, 20:40Interviste TC
di Claudia Marrone

Dopo ben 27 giornate, seppur con qualche gara da recuperare, cambia la classifica del Girone A. Il Livorno perde per la prima volta la vetta, che va alla Robur Siena, da sempre inseguitrice degli amaranto nella corsa alla promozione diretta in Serie B. Di questo, ai microfoni di TuttoC.com, ne parla uno degli uomini simbolo dei bianconeri, Stefano Guberti

Sarà pure una classifica "virtuale", ma al momento la Robur è in vetta, e per la prima volta nel corso del campionato il primato non spetta al Livorno. Come è iniziata questa settimana?
"La cosa che fa più piacere è aver ridotto il gap dal Livorno, prima eravamo a -12 mentre adesso siamo li, un punto avanti a loro che però hanno due partite in meno, questo appunto è un aspetto da considerare. Però adesso, anche a livello mentale, siamo consapevoli che loro devono fare punti, noi li abbiamo già fatti: è sicuramente uno stimolo in più".

C'è però da dire che anche quando eravate a -12 la classifica non era reale, eravate voi ad avere due gare in meno.
"Noi però di quelle gara una l'abbiamo persa e l'altra pareggiata, per questo penso che la situazione fosse diversa. Ma l'importante è guardare avanti, ed essere riusciti a mettere pressione a una squadra forte come il Livorno. Prima le pressioni le avevamo solo noi, adesso siamo in due".



A maggior ragione adesso, non c'è la sensazione di aver sprecato qualche occasione? Perchè in passato la Robur ha fallito qualche esame di maturità, non approfittando dei rari scivoloni dei labronici...
"Per costruire una squadra vincente serve tempo, e qui dallo scorso anno sono cambiate molte cose, serve del tempo per maturare e crescere tutti insieme; soprattutto quando in rosa ci sono giovani che, seppur di valore, devono capire cosa vuol dire esattamente giocare a vincere, fare il loro percorso di maturazione. E noi qua giochiamo a vincere, non per vedere vincere gli altri".

Alle luce di tutto ciò reputi che la corsa alla vetta sia tra voi e il Livorno, o è sempre sfida aperta anche con Pisa e Viterbese?
"Il campionato è ancora apertissimo. Era da molto tempo che non mi misuravo con un campionato di Serie C, e devo dire che ho trovato un torneo tosto, con tante gare dure e complicate, soprattutto adesso che tutte le formazioni, indipendentemente dai motivi, hanno bisogno di punti. Anche le partite che possono sembrare scontate non lo sono, non è facile neppure andare a giocare sui campi delle squadra che non navigano in ottime posizioni".

Come hai visto cambiato questa Serie C che ha ritrovato dopo 12 anni?
"Onestamente è una categoria che anche allora conobbi poco, la sto conoscendo adesso. E' chiaro però che ci sono tante situazioni che andrebbero affrontate diversamente, quest'anno si sono presentati diversi casi problematici e anzi, credo che adesso i calciatori dell'Arezzo abbiano fatto bene a scioperare, ho massimo rispetto per loro: senza monitorare al meglio queste situazioni, si rischiano di falsare i campionati, oltre poi a non dare un futuro certo a persone che intorno al calcio ci si organizzano la vita".

Torniamo al campionato. Accennavi prima a quanto sia complesso giocare anche le squadre contro la bassa classifica, e sabato vi aspetta l'esame Pro Piacenza. Che gara ti aspetti?
"A loro servono punti, ma servono anche a noi, e credo che se si giochi come sempre, se giochiamo come sappiamo, grossi problemi non ci saranno: la gara dobbiamo farla noi. Se il Pro vorrà punta dovrà sudarserli. E non si devono trovare alibi sulle pressioni che abbiamo, è un discorso che un pò mi fa sorridere: giocando per vincere è normale che ci siano".